Quasi l’80% degli elettori ha boicottato i referendum abrogativi. Gli italiani hanno diritto ai referendum propositivi che sanciscono la sovranità popolare

Cari amici buongiorno e buon inizio di settimana. I referendum abrogativi concernenti cinque quesiti sulla Magistratura sono clamorosamente falliti. 

È stato il più forte insuccesso nella partecipazione degli elettori ai referendum abrogativi. Secondo il dato più recente del  Ministero dell’Interno, su 7.938 sezioni scrutinate su un totale di 9.050, solo il 20,8% degli aventi diritto sono andati a votare.

Dalle notizie che ho potuto raccogliere gli italiani hanno boicottato il referendum abrogativo svoltosi ieri, domenica 12 giugno 2022, innanzitutto perché correttamente non credono che la realtà della Magistratura sarebbe sostanzialmente cambiata qualunque fosse stato l’esito del referendum. 

È da rilevare che anche i passati quesiti referendari abrogativi concernenti la Magistratura non raggiunsero il quorum della metà più uno degli aventi diritto. 

Questa valutazione è corretta perché il referendum abroga una norma di legge ma non indica la norma di legge sostitutiva, non sono i cittadini che propongono la nuova norma di legge ma sarà il Parlamento che è condizionato da una Magistocrazia dal potere egemone di cui i politici sono parte integrante.

Gli italiani hanno boicottato il referendum abrogativo anche perché, più in generale, non credono più nelle istituzioni dello Stato, così come si evince dalla bassa partecipazione alle elezioni comunali che si sono svolte ieri simultaneamente, il 54,72% negli 818 Comuni dove si è votato, contro il 60,12% delle elezioni precedenti. 

Gli italiani hanno boicottato il referendum abrogativo anche perché in molti non avevano chiari i contenuti dei quesiti, che non sono stati adeguatamente spiegati dalle televisioni a diffusione nazionale che in Italia restano la fonte di informazione a cui accede la maggioranza della popolazione, soprattutto quella adulta e anziana. 

Gli italiani hanno boicottato il referendum abrogativo anche perché è stato proposto dai Radicali e dalla Lega, con un chiaro intento di aspettativa di guadagno politico, ciò che ha indotto i partiti avversi a disertare le urne.

La disaffezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni è tangibile dal dato finale della partecipazione che indica che circa l’80% degli elettori ha boicottato il referendum abrogativo e circa il 46% degli elettori ha boicottato il voto comunale. 

Dal 1946 si sono svolti 78 referendum nazionali, di cui 72 referendum abrogativi, un referendum istituzionale (Repubblica o Monarchia, 2 giugno 1946), un referendum consultivo (Mandato costituente al Parlamento Europeo, 18 giugno 1989), 4  referendum costituzionali (Riforma del Titolo V della parte seconda della Costituzione, 7 ottobre 2001; Modifica della seconda parte della Costituzione, 25 e 26 giugno 2006; Superamento del bicameralismo paritario e riduzione del numero dei parlamentari, 4 dicembre 2016; Riduzione del numero dei parlamentari, 20 e 21 settembre 2020).

La Costituzione italiana prevede i referendum regionali (art. 123), il referendum abrogativo (art. 75), il referendum costituzionale (art. 138, c. 2), il referendum territoriale (art. 132). L’indizione del referendum consultivo del 18 giugno 1989 fu possibile con la preventiva approvazione della legge costituzionale del 3 aprile 1989, n. 2, votata all’unanimità da entrambe le Camere.

I referendum “propositivi”, “deliberativi” e “legislativi” non sono previsti dalla Costituzione italiana. 

Prima dei referendum abrogativi del 12 giugno 2022, nei precedenti 67 referendum abrogativi, in 39 era stato raggiunto il quorum e in 28 non era stato raggiunto. Anche in passato tutti i quesiti referendari concernenti la Magistratura non raggiunsero il quorum.

Cari amici, questi fatti attestano che gli italiani non credono più nei referendum abrogativi, fondati sulla negazione della facoltà di proporre una soluzione alternativa alla realtà attuale, ispirati alla concezione degli italiani come dei minorati incapaci di scegliere se non di intendere e di volere. Mobilitiamoci per elaborare la proposta di una nuova Costituzione che legittimi il referendum propositivo che è lo strumento che consacra la sovranità popolare sul piano della scelta delle leggi dello Stato e delle regole della civile convivenza. 

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

Fondatore e Presidente della Comunità Casa della Civiltà

Lunedì 13 giugno 2022

5 commenti su “Quasi l’80% degli elettori ha boicottato i referendum abrogativi. Gli italiani hanno diritto ai referendum propositivi che sanciscono la sovranità popolare

  1. Io non ho esercitato il mio diritto di voto pur trovandomi per servizio dentro una scuola sede di votazione. Questo perché avrei dato la possibilità ancora una volta a questi poteri forti quali magistratura e governo, di sostituire una norma di legge a loro piacimento per colmare il vuoto legislativo ottenuto con il voto di abrogazione.

  2. Faccio parte di quella folta schiera che non è andata a votare per questo referendum abrogativo soprattutto per la scarsa considerazione che nutro sul fatto che se anche il popolo si fosse espresso per un cambiamento poi ciò si sarebbe potuto verificare, ovvero come ha detto Elio “il potere riuscirebbe comunque a tradire la volontà popolare”. Del resto ci avrebbero poi dovuto mettere mano le stesse attuali istituzioni e persone che le compongono di cui ho fiducia pari allo zero.
    Confesso però che sono stato combattuto fino all’ultimo per un unico motivo: il non volere privarmi del voto, dell’ultima attuale possibilità che ha il cittadino per esprimere la sua volontà, le sue scelte e la sua partecipazione alla vita pubblica. Comunque questa sofferta decisione ha rafforzato in me la volontà di modificare ciò che ora appare immodificabile.

  3. È vero, gli italiani hanno boicottato il referendum per tutti quei motivi. Uno fondamentale secondo me è la sfiducia, gli italiani sono stanchi e non hanno più nessuna fiducia nelle istituzioni, nella Magistratura in particolare. Ed hanno ragione perché ormai da tempo vengono traditi dalle istituzioni, da tempo i governi che si avvicendano non operano per il benessere degli italiani ma per far loro la guerra, con la complicità del Presidente e di tutto il Parlamento. Lo strumento referendario è rimasto ed è ancora l’unico mezzo per potersi esprimere e anche questa volta gli italiani sono riusciti ad esprimersi, hanno espresso esattamente questa sfiducia. Solo che non verrà còlta, non verrà capita. Anni fa, non mi ricordo per quale referendum, vidi apparire D’Alema in televisione che diceva: “non andate a votare, è materia troppo difficile per voi”. Questo suo intervento rappresenta molto bene ciò che il potere vuole: che il referendum vada deserto, in modo che se non vuole cambiare nulla è più facile, meno lavoro da fare, meno tempo da sprecare. Così ha titolato proprio in questi giorni La Repubblica in un articolo: non andate a votare. Se in un referendum si andasse tutti a votare in massa per il SI, il potere riuscirebbe comunque a tradire la volontà popolare, ma dovrebbe lavorarci un po’, gli costerebbe un minimo di fatica e un po’ di tempo in più, e andrebbe avanti lo stesso per la sua strada. Nel 2011 ci fu un referendum che raggiunse il quorum, in cui il 95% dei votanti si espresse contro la privatizzazione dell’acqua, ebbene in questi giorni Draghi nel decreto concorrenza del pnrr ce l’ha rifilata pari pari. Cosa ci è rimasto da privatizzare se non l’aria che respiriamo? Carissima Graziella, secondo me questo governo che ci è stato imposto, che non abbiamo scelto noi di certo, non ha bisogno di cogliere nessun segnale, non farà nessuna riflessione, nessuna umiltà, nessun mea culpa, conosce benissimo i motivi per cui gli italiani hanno fatto saltare il referendum, è esattamente quello che voleva e lo ha dimostrato con l’assenza di spiegazioni sul senso dei 5 punti, con l’assenza del dibattito e trattandoci tutti da cretini. Il primo a boicottare il referendum è stato il governo.

  4. Tutto condivido e aggiungo è stato un segnale forte che il popolo ha lanciato a tutta la politica da destra a sinistra e centro. Se non sono masochisti una riflessione è doverosa in questo momento accompagnata da un mea culpa e da un po’ di umiltà!!!

    1. Concordo con Magdi. Questi referendum abrogativi senza una proposta alternativa, hanno poco senso, perché si limitano a particolari che non cambiano il quadro.
      Ha senso il referendum propositivo invece dove si può proporre un quadro finito e specifico, comprensibile.
      Il problema è : gli elettori coglieranno il loro recupero di sovranità, di scelta o continueranno a delegare, ad essere assenti?
      E mettendo al centro della rivoluzione i comuni, sapranno partecipare fuori dal partitismo ed interessi particolari?

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