I vaccini anti Covid-19 utilizzano cellule umane di feti abortiti e sezionati da vivi. Abbiamo il dovere di denunciarlo e il diritto all’obiezione di coscienza

Il tema dell’utilizzo di linee cellulari di tessuti umani ottenuti da feti umani abortiti utilizzati per la ricerca, la produzione e il controllo di qualità di prodotti biotecnologici per uso umano è da sempre sottaciuto.
Le implicazioni etiche, e non solo, in questo ambito sono rilevanti e prevedono il diritto all’obiezione di coscienza per prodotti ottenuti con tali procedure.
Con questa indagine si vuole iniziare a fare chiarezza e favorire il dibattito scientifico ed etico su tale aspetto, in particolare per quanto riguardo i cosiddetti vaccini anti Covid-19.
Vi invito a vedere i grafici e a leggere i testi della galleria di immagini che ho elaborato. Grazie.

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“Vaccini Covid-19 e obiezione di coscienza: evidenze” di Leonardo Guerra

11 commenti su “I vaccini anti Covid-19 utilizzano cellule umane di feti abortiti e sezionati da vivi. Abbiamo il dovere di denunciarlo e il diritto all’obiezione di coscienza

  1. Purtroppo, pur essendone a conoscenza molte persone, o non ci credono e passano via con un’alzata di spalla, o non valutano l’orrore che questo significhi. I medici, vaccinatori, e quelli che consigliano l’inoculazione, lo debbono sapere, e nonostante ciò preferiscono soprassedere la cosa, dando la precedenza al “salvataggio” dei cittadini, obbedendo addirittura all’obbligo di vaccinazione, compreso anche chi dovrebbe essere guida morale e spirituale, ovvero il Papa. Dal momento che questi cosiddetti vaccini non proteggono da un bel niente, perché di covid si sono ammalati indistintamente tutti, perché continuare in questa folle corsa alle inoculazioni, alle cui reazioni avverse stiamo drammaticamente assistendo?

  2. Molte grazie a Marialuisa e Leonardo per aver ulteriormente fatto luce sulla ‘cooperazione al male’ di questi sieri fraudolentemente spacciati per vaccini, come Magdi ci ricorda. L’imposizione dell’obbligo della somministrare di queste sostanze è da ritenersi al pari di una vera e propria persecuzione, che infrange il diritto inalienabile di ciascuno all’inviolabilità, non soltanto del proprio corpo ma, cosa ancor più grave, della coscienza. Sappiamo che ci sono alternative all’uso di cellule di feti abortiti per produrre i vaccini Covid. Quindi, dobbiamo tutti essere consapevoli che i vaccini attualmente in uso facilitano e promuovono la cultura della morte, dando una giustificazione positiva al male dell’aborto e desinsibilizzando la mentalità generale. In questi mesi ci siamo resi conto che, più che a proteggere la salute, questi vaccini sono serviti a portare tra la gente il male, la divisione e la cooperazione indiretta al più grave dei crimini.

  3. Leonardo Guerra è uno dei maggiori biologi molecolari esperti di tecnologia genica in Italia. Vi invito a visionare i grafici e a leggere i testi da lui redatti che illustrano la terrificante realtà dei sieri a terapia genica sperimentale fraudolentemente spacciati per vaccini anti Covid-19, che utilizzano tutti cellule umane di feti fatti nascere intenzionalmente per sezionarli vivi e estrapolare i loro organi vitali, per venderli alle aziende farmaceutiche. È il più grave crimine mai perpetrato dell’umanità che ci obbliga a denunciare e ci obbliga a esercitare il diritto-dovere all’obiezione di coscienza contro l’inoculazione di questi sieri diabolici.
    Vi invito a leggere e a commentare questa traumatica realtà presentata da Leonardo Guerra in modo corretto e chiaro. Grazie.
    Magdi Cristiano Allam

  4. Ognuno di noi ha il diritto di conoscere la realtà terrificante
    dei feti fatti nascere vivi e sezionati da vivi ad uso farmaceutico per vaccini e sperimentazione.
    Non sono aborti, aborto dal latino ab ortus, significa allontanato dalla nascita, non fatti nascere, essere umani uccisi nel grembo materno, questo è l’aborto, pratica che condanno con tutta me stessa.

    In questo caso invece, sono esseri umani, fatti nascere, ammazzati o vivisezionati ad uso sperimentale.

    Chiarisco subito che aborto è direttamente correlato al controllo della popolazione, inteso a ridurre la “popolazione eccedente” e all’eugenetica (miglioramento genetico della specie o razza umana)
    Già un secolo fa, i cosiddetti filantropi, finanziavano l’eugenetica intesa come ricerca della perfezione ed eliminazione dei non adatti.
    Oggi, invece è l’aborto, più corretto dire l’industria dell’aborto, finanziato a suon di miliardi dagli uomini più ricchi del mondo
    E tra questi c’è Bill Gates (sapete quello dei computer, quello che ci aveva, in tempi non sospetti, preannunciato la catastrofe pandemica e la salvifica produzione dei vaccini). quello che nel 2010 alla Technology, Entertainment and Design Conference di Long Beach, California, dichiarò che le emissioni di CO2 vanno ridotte a zero entro il 2050., per cui per ridurre la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera è essenziale ridurre Ridurre il fattore “P” (le persone).
    Gates, nel 2013 organizzò il “più grande evento mondiale sulla salute delle donne” a Kuala Lumpur, in Malesia.
    Accanto a Bill e all’allora moglie, Melinda sono stati Cecile Richards, presidente della Planned Parenthood Federation of America (la più grande ong abortista del mondo); ma anche teorici dell’infanticidio come il bioeticista australiano Peter Singer ( teorico Tesi della sostituibilità” (“Replaceability argument”), in cui Singer afferma che è preferibile sopprimere un bambino malato in fase neonatale e sostituirlo con un “nuovo progetto creativo”, e pionieri degli aborti tardivi come l’americano Leroy Carhart, (aborto tardivo significa le ultime settimane di gravidanza)( 37-41)
    Le cifre raccolte da questi “filantropi” destinate alle organizzazioni che finanziano l’aborto nei paesi in via di sviluppo, vanno dai 4 ai 6 miliardi di dollari annui, “una beneficenza che uccide e che porta alla distruzione della società (così disseroi vescovi del Kenia).
    “Abbiamo bisogno di opportunità, non di pesticidi” ( questa è la risposta delle madri nigeriane)

    Come ho detto precedentemente, c’è un’industria dell’aborto:
    Non solo guadagnano soldi con gli aborti ma vendono anche pezzi squartati dei feti uccisi.
    Questa fabbrica dell’orrore è la Planned Parenthood (Genitorialità pianificata)
    Fondata nel 1916, (uno dei fondatori è un certo William Gates, padre di un certo Bill), 600 centri sanitari (consultori e cliniche abortiste).
    Gates ha donato ad oggi un totale di 21 milioni di dollari alla Planned Parenthood.

    E ora inizia la galleria degli orrori scoperta da David Daleiden, di un’organizzazione pro-life, e i suoi colleghi del Center for Medical Progress, dal 2014 al 2015 che hanno prodotto 14 video, utilizzando una telecamera nascosta e fingendosi rappresentanti di una società inventata di commercio dei tessuti fetali chiamata BioMax.
    Con tale documentazione hanno denunciato il commercio di feti abortiti della Planned Parenthood e di dieci sue affiliate cliniche abortive, venduti alle grandi case farmaceutiche per la sperimentazione e la produzione di vaccini.
    Partendo dalla considerazione che quanto più il feto è maturo come età gestazionale, i suoi tessuti e organi si trovano in uno stadio migliore di sviluppo. E più i tessuti e gli organi sono sviluppati maggiore sarà il ricavo.

    Cosa risulta dalle videoregistrazioni?

    Che i feti sono fatti nascere normalmente alla ventesima settimana di gravidanza e ad essi sono prelevati gli organi già formati completamente come, ad esempio, il fegato il rene, il timo e la pelle.A ognuno corrisponde un prezzo: un fegato può costare fino a 350 dollari, il cervello 750 dollari, le ghiandole linfatiche 500, un rene 350. Appare anche il listino prezzi dell’impresa Da Vinci Biosciences, una ditta d’intermediazione di tessuti fetali.

    Praticano aborti senza usare la digossina, un farmaco iniettato nel feto in grembo che serve a ucciderlo (asistolia fetale) prima di estrarlo dall’utero materno.Senza digossina è possibile che i bambini nascano vivi, . Questa procedura serve a ottenere tessuti “intatti” da vendere a prezzo più alto.I fornitori (ossia i medici abortisti) operano con la guida degli ultrasuoni, così sanno dove mettere il forcipe. “Il mercato è florido, siamo diventati molto bravi a prelevare cuore, polmoni, fegato, perché non si schiaccia l’organo, mettendo le pinze sotto o sopra il torace”. dice Debora Nucatola, la direttrice dei servizi medici.Nel corso della conversazione spiega, inoltre, come la parte più difficile sia riuscire a mantenere la testa intatta in un aborto. “In questi casi il medico deve effettuare un’estrazione podalica, necessaria per preservare l’integrità del cranio.

    Una tecnica sviluppata per prelevare fegati incontaminati da feti partoriti vivi, a causa di un aborto tardivo, è stata ideata dal Dr. Jörg C. Gerlach, chirurgo dell’Università di Pittsburgh: il cosiddetto protocollo di Gerlach.

    Tra le aziende interessate al commercio degli organi dei bambini (quando nascono si chiamano bambini!) c’è l’Advanced Bioscience Resources, (Risorse avanzate per le bioscienze) che è probabilmente il più grande grossista negli Stati Uniti di parti del corpo fetale abortito. ABR guadagna raccogliendo e acquistando da cliniche per l’aborto presenti in tutto il Paese, ovviamente dai mega-centri di Planned Parenthood, minuscoli fegati, polmoni e cervelli prelevati da feti sani uccisi a 4, 5 e 6 mesi di gestazione e rivendendo le parti del corpo ai laboratori di ricerca.

    Ma la cosiddetta prova provata della presenza di Dna umano di cellule fetali nei vaccini arriva nel 2005 quando la FDA (agenzia di controllo sui farmaci) e l’OMS, riconoscendo la sussistenza di rischi oncogeni associati alla presenza di DNA umano (cellule fetali) nei vaccini, hanno stabilito che doveva essercene meno di 10 nanogrammi.

    Esiste anche in Italia questo mercato?
    Ci sono istituti che vendono più o meno sottobanco organi fetali alle compagnie italiane che producono vaccini, risparmiando sulle cellule coltivate in vitro?

    Non ne abbiamo certezza ma è di un anno fa la notizia che 15mila famiglie italiane non sanno che fine ha fatto il sangue del cordone ombelicale del proprio figlio, affidato per la crioconservazione alla banca privata delle staminali Cryo-Save Italia, fallita nel luglio scorso. I campioni sarebbero stati affidati, in seguito a un subappalto, a una società terza, la Pbkm, che ha sede a Varsavia, in Polonia. Da allora, però, nessuno sembra essere riuscito ad avere informazioni più precise, né a sapere se e fino a quando sarà garantita la crioconservazione dei campioni nonostante i pagamenti già avvenuti (circa 2.500 euro a campione).

    Questi sono i fatti.
    Tutto questo orrore deve finire e può finire, con la denuncia e l’obiezione di coscienza.

    1. La testimonianza di Marialuisa rappresenta il più atroce crimine della Storia, perpetrato nello Stato che viene indicato il più evoluto, il più civile e il più democratico del Mondo.
      Invito tutti a leggere e a commentare in questo spazio come sto facendo io. Grazie.
      Magdi Cristiano Allam

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