Il Governo dei migliori sta portando il Paese in rovina…

Non occorre certamente essere un esperto per comprendere che la situazione economica in Italia sta rapidamente deteriorandosi.

La crisi che sta sviluppandosi nel silenzio più totale sarà assai peggiore di quella del 2008 tanto per capirci e le conseguenze probabilmente dureranno anni.

Il mix letale che condannerà il Paese ad un crisi economica devastante risiede essenzialmente in tre fattori:

1 – la demenziale transizione green decisa la scorsa estate ed appoggiata dalla UE;

2 – le sanzioni alla Russia decise dalla UE a seguito dell’invasione dell’Ucraina;

3 – il costo dell’energia totalmente fuori controllo per famiglie ed imprese.

Ciascuna di queste componenti concorre a squilibrare il mercato e determina costi insostenibili per il sistema paese, costi verso i quali il Governo non mostra alcun interesse, limitandosi a provvedimenti una tantum del tutto insufficienti.

Il Sole24 ore ci segnala che per la fine dell’anno saranno quasi 100 mila le imprese a rischio chiusura, per un valore di oltre 100 miliardi di euro e quasi 83 mila addetti.

Il nostro tessuto imprenditoriale fatto di piccole e medie imprese viene colpito in modo spietato da questa situazione sia sul lato dei costi (aumentati a causa della crisi energetica), sia sul lato dei ricavi ( scesi per la chiusura di importanti mercati di sbocco e la perdita di competitività dovuta a costi sempre maggiori).

Un unico parametro è già di per sé in grado di rendere l’idea del disastro che sta per abbattersi sul Paese: il costo del gas naturale in Italia è cresciuto dal gennaio 2021 del 500%, passando da 0,17 a 1 Euro/Smc.

Anche l’energia elettrica è cresciuta nello stesso arco temporale più di 5 volte, passando dai 0,04 euro del gennaio 2021 ai 0,27 Euro/Kwh attuali.

Nessun sistema industriale è in grado di assorbire questo tipo di incrementi in un arco temporale così breve.

E mentre in Francia e Germania si nazionalizzano le imprese strategiche come EDF e si profilano all’orizzonte crolli del PIL di 10 punti percentuali, in Italia si parla di ius scholae.

Ovviamente questa condizione di sofferenza arriverà anche a toccare direttamente il sistema bancario, il creditore del sistema produttivo e con molta probabilità si avrà per fine anno un incremento delle sofferenze significativo con l’UE sempre pronta a darci il suo “benevolo aiuto”.

L’unica via di uscita sarebbe l’immediata definizione di un prezzo massimo per l’energia ( cosa fatta ad esempio in Francia), l’abbandono della politica sanzionatoria verso la Russia e  l’immediata revisione della transizione green, irrealistica, irrealizzabile e che a seguito dei costi generati, sta portando il Paese alla rovina.

MA NOI, IN ITALIA , ABBIAMO AL GOVERNO I MIGLIORI E QUINDI….

7 commenti su “Il Governo dei migliori sta portando il Paese in rovina…

  1. La situazione è oramai chiara nella sua tragicità. In molti paesi la popolazione sta percorrendo la via della rivolta di piazza , un piazza straripante . Non credo che in Italia la forza delle piazze abbia la facoltà di cambiare la direzione di un paese ma se lasciato fare l’ uomo più sopravvalutato del paese continuerà nel suo intento e farà in modo di lasciare spazio a suo simile anche dopo di lui . Possiamo permettere che il paese tenga perennemente la testa sul ceppo del boia ? A ottobre forse capiranno la necessità di una rivolta , pacifica se possibile , ma necessaria . Mala tempora currunt

  2. D’altra parte è questo quello che ci meritiamo, se accettiamo come pecore di seguire il capo Drago nel baratro….con la differenza che noi precipiteremo nella fame e nella disperazione, mentre lui aprirà il paracadute e atterrerà in punta di piedi sul tappeto dei milioni del suo conto in banca e delle sue forti amicizie che dominano il mondo. Voglio morire da vivo e non sopravvivere da cadavere ambulante, come uno zombi….spero che altri la pensino come me, altrimenti :*Muoia Sansone con tutti i Filistei*

  3. Concordo con te caro Stefano così come concordo con il pensiero di Davide Rossi che ha espresso a Contro TV sintetizzando ciò che ha scritto nel suo ultimo libro: “L’economia delle emergenze, dalle pandemie alla guerra.” Un libro che andrò a comprare.

  4. DRAGHI: uno stratega che dagli anni novanta attua una politca economica di dismissioni o a favore degli istituti privati e a scapito dello stato non penso che possa essere definito Brillante, forse è più astuto di quegli ipocriti che comunque appoggiano ancora il governo per l’interesse della nazione (ma ci vuole veramente del gran pelo sullo stomaco per fare affermazioni del genere!). Certo è quella persona che consentirà la realizzazione del PNNR piano che ci accompagnerà fino al precipizio di fronte ad un debito che diverrà incontenibile. Gli enti non controlleranno le spese che lieviteranno a causa delle pandemie, della guerra, della crisi energetica, degli speculatori (i cui nomi non vengono mai a galla (un plauso al 99% dei giornalisti italiani ed europei)). Di conseguenza il fallimento sarà servito e alla fine la colpa non sarà di Draghi, ma di tutte queste condizioni averse e un po’ la colpa sarà anche nostra; no in realtà la colpa è di tutti noi italiani perchè non amiamo più l’Italia e assistiamo inermi al fallimento dell’imprese dei nostri fratelli, Grazie Stefano che con questo articolo ce lo hai ricordato.

  5. Considerando che Draghi è un economista ed è uno dei maggiori esperti finanziari mondiali, è da escludere l’incompetenza o l’ingenuità. Si tratta di una criminale strategia deliberata portata avanti da Mario Monti in poi e che sta distruggendo l’economia e dando l’Italia in pasto al Nuovo Ordine Mondiale della grande finanza speculativa globalizzata. Non è un problema tecnico ma politico. Ormai la devastazione è tale che non bastano le riforme, ci vuole un cambiamento radicale per riscattare la sovranità monetaria e l’autentica indipendenza politica.
    Magdi Cristiano Allam

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