“Denatalità fenomeno casuale o piano preciso?”

Ci viene continuamente ripetuto che la denatalità è un fenomeno ineluttabile e del tutto casuale nel nostro paese.

In realtà guardando i dati e il loro susseguirsi nel tempo emerge un quadro ben diverso.

Infatti nel 1970, nel nostro paese il numero di figli per donna era 2,43.

In quel preciso anno, fu introdotto il divorzio in Italia.

Nel 1978, fu approvato invece l’aborto.

Nel 1979, il numero di figli per donna divenne 1,76.

A questi fatti oggettivi e culturali che hanno introdotto “falsi diritti” promossi da movimenti sociali creati ad hoc negli anni ‘60 a partire dagli USA, esportati con volontà manipolatoria anche in Europa, che sono serviti per scardinare i nostri valori tradizionali, cristiani della società, si sono associati, inoltre, altri effetti creati e voluti quali l’alto tasso di disoccupazione, politiche del lavoro penalizzanti i giovani e le famiglie, politiche retributive al ribasso, e diffusa precarietà.
L’effetto mix è risultato devastante in termini di denatalità.

Pertanto l’attuale deserto demografico risulta sia stato progettato e realizzato per giustificare per creare un razionale a sostegno della ineluttabilità dell’immigrazione islamica e la conseguente sostituzione etnica nel nostro paese.

Nei loro piani, infatti, l’Italia deve rimanere un paese ad alta instabilità politica, sociale ed economica per poterne sussidiarne la maggioranza dei residenti.

4 commenti su ““Denatalità fenomeno casuale o piano preciso?”

  1. Ciao Leo alla denatalità sta contribuendo alla grande anche la campagna vaccinale. Sbaglio o stanno già uscendo studi (anche da parte del ISS) nei quali è acclarato che questo pseudo vaccino sta creando seri problemi ad ovaie e spermatozoi? La domanda è retorica.

  2. All’epoca votai per entrambi a favore. Ritenevo giusto fosse legittimo il diritto di scelta. Una scelta consapevole e responsabile. Invece mi sbagliavo. Le scelte in tal senso sono state dettate dall’egoismo, dalla superficialità e dall’aridità. Che peccato essersi ridotti così ed aver educato, con esempio pessimo, i pochi figli che abbiamo messo al mondo. Solo un miracolo potrà salvarci.

  3. L’introduzione del divorzio ha segnato un vero e proprio spartiacque, tra una società fondata sul lavoro e sulla famiglia ad una società sempre più liquida ed inconsistente.
    L’impossibilità a divorziare, giusta o sbagliata che fosse, ha permesso alle famiglie italiane di prosperare, ora ci ritroviamo ad essere esseri solitari che cercano di sopravvivere tra alimenti da pagare, solitudini da compensare e mancanza di tempo da dedicare ai figli che, sempre più spesso, vengono letteralmente “parcheggiati” in istituzioni fatiscenti che non riescono ad assolvere al loro compito di accudimento dei bambini.

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