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La barzelletta di Draghi sul banchiere senza cuore preoccupa più che far ridere, è un’auto-confessione più che un’auto-ironia

Cari amici buongiorno e buon inizio di settimana. In linea di massima irridere di se stessi è apprezzabile. L’auto-ironia è un tratto della personalità forte e sicura. Schernirsi è segno di intelligenza. Ma è il contenuto che determina la valutazione complessiva.
Ebbene se il Presidente del Consiglio Mario Draghi racconta pubblicamente una barzelletta per dirci che i Governatori delle Banche centrali, qual è stato lui in Italia e nell’Unione Europea, sono persone senza cuore, più che ridere preoccupa, più che un’auto-ironia sembra un’auto-confessione, più che apprezzamento incute paura.
In un video diffuso lo scorso 12 luglio, in un intervento fatto durante una cena nella Sede della Stampa estera a Roma, rivolgendosi ai corrispondenti delle principali testate giornalistiche straniere Draghi ha detto:
“In genere in queste occasioni da un Presidente del Consiglio ci si aspetta un discorso leggero, ironico, fuori dagli schemi. Avete cominciato bene con un ex banchiere centrale. Mi viene sempre in mente quella storia: uno sta aspettando un trapianto di cuore. Gli dicono che ce ne sono due: uno di un giovane di 25 anni in splendida condizione fisica e poi quello di un banchiere centrale di 86 anni. Cosa sceglie? Il secondo, risponde, perché non è mai stato usato”. 
Vivere 86 anni “senza usare il cuore”, cioè senza sentimento, passione, amore, umanità, è un fatto sostanzialmente diverso dall’auto-ironia dell’avaro, del geloso, dell’ingordo, del lussurioso o persino del freddo calcolatore. Sostenere, come ha precisato Draghi, che il banchiere centrale ha vissuto per 86 anni senza aver mai usato il cuore, ci rappresenta un essere disumanizzato, un robot vivente che si limita a ottemperare e a far rispettare le regole per far fruttare il più possibile il denaro a prescindere dalle conseguenze sulle persone.

Cari amici, l’intelligenza e le regole vanno bene solo se si coniugano con il cuore e l’amore del prossimo. La Casa della Civiltà mette al centro la persona non la moneta, il bene primario degli italiani non la speculazione finanziaria.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità Casa della Civiltà

Lunedì 18 luglio 2022

8 commenti su “La barzelletta di Draghi sul banchiere senza cuore preoccupa più che far ridere, è un’auto-confessione più che un’auto-ironia

  1. Oggi non è più possibile fingere di non sapere chi sia Mario Draghi, credere alla propaganda artefatta e illudersi che possa essere il salvatore dell’interesse nazionale. Draghi è l’affarista del panfilo Britannia, colui che avrebbe dovuto vigilare a difesa degli interessi dell’economia del nostro Paese e invece se ne è lavato le mani. È il fautore della ‘distruzione creativa’ delle piccole e medie imprese, è l’uomo del ‘whatever it takes’, pronto a preservare l’euro ad ogni costo, vedi la Grecia. Suo è il teorema della cessione di sovranità all’Europa, ossia la cessione del potere da parte dei parlamenti democratici alla BCE. È il non eletto e, come oggi ha riconosciuto di fronte al Senato è “un Presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori”. La sua elezione non è espressione del voto popolare, ma del potere della finanza speculativa internazionale. Come tale non è quindi tenuto a rendere conto all’elettorato, bensì al potere finanziario sovranazionale. Difatti, possiamo notare nei suoi discorsi pubblici, che quando velatamente si rivolge al potere finanziario è spregiudicatamente sincero, incurante di mostre il suo vero volto e apparire spietato e privo di scrupoli, pur di dimostrare di essere il loro uomo, messo al posto giusto per perseguire i loro interessi. Mentre, quando si rivolge al popolo, altrettanto spudoratamente mente, come con la questione dei vaccini, incurante di passare per un imbroglione ‘piazzista di sieri’ agli occhi delle persone più attente e preparate. Agendo in tal modo Draghi dimostra di essere l’espressione del più scellerato e spietato darwinismo sociale, per cui chi non si adegua, chi non si accultura, chi non è spietato, privo di scrupoli e competitivo è destinato a soccombere. A questa visione della vita, della società e dell’economia dobbiamo opporre il ritorno ai valori della fede cristiana, di carità, solidarietà, unione fraterna. D’altra parte, anche per rispondere al darwinismo sociale che tanto piace alla finanza speculativa, non sono forse le specie più collaborative, meglio socialmente organizzate e parsimoniose quelle che hanno saputo sopravvivere più a lungo?

  2. Comunque oggi 20 luglio Draghi chiede i pieni poteri, per restare, iniziando l’Era del duce del Draghismo.
    Glielo concederanno, perché le pecore non hanno altro a cui aggrapparsi per conservare potere, poltrone e denari, a scapito di tutti gli italiani sudditi.
    Mi spiace constatare che tra i tirabraghe di Draghi, ci siano i sindaci di molte città. Se la nuova Italia e la nuova Costituzione che proporremo, basata sui Comuni e quindi sui Sindaci, avrà tali simili personaggi, non realizzeremo autonomia e sovranità auspicati, ma maxi e micro dittature dove i cittadini saranno sempre sudditi obbedienti e passivi. Purtroppo la maggior parte della gente tace e preferisce lasciare fare per salvare il piatto di minestra, e questo significa alla fine scegliere l’estinzione naturale.
    Resteranno così gli intelligenti e disposti al sacrificio per la libertà e la dignità di uomini,e magari questo è anche auspicabile. Temo fortemente pet i nostri figli e nipoti, ma anche loro sono aviluppati dal Grande Fratello, il super Drago, senza purtroppo volontà (esclusi alcuni) di battersi per ricacciarlo dove merita.

  3. E’ tutta una questione di cuore anche il saper “vincere”, nella vita ci sono persone che “vincono” e poi ci sono quelle che vogliono stravincere e domani ne avremo un esempio.

  4. Direi proprio di cattivo gusto questa barzelletta. Si può e si deve ironizzare su di sé fintantoché, però, non si rischia di autoscreditarsi, come in questo caso. Un merito riconosco a Draghi: quello di essere sincero. Fondamentalmente lo è sempre stato. Tanto ineluttabile è il destino che lui ci prospetta che non è nemmeno il caso di fornircene una versione edulcorata. Bene, dimostriamogli che si sbaglia di grosso e cambiamoli radicalmente questo presente e questo futuro! Può dire quello che vuole, tanto vinciamo noi.

  5. Da cartoonist, cresciuto a pane e fumetti, mi è quasi impossibile non scorgere una affinità tra Mario Draghi e uno dei personaggi più celebri dell’universo disneyano: il celeberrimo Uncle Scrooge McDuck, più noto dalle nostre parti come Paperon De Paperoni. Il genio creativo del suo autore, Carl Banks, aveva attinto dal modello letterario di Charles Dickens che, nel suo soffice e tenebroso “Canto di Natale”, aveva plasmato, in cilindro e marsina logorati dal tempo, l’aristocrazia ottocentesca, rosa dall’avidità e da una esistenza solitaria e cupa, che solo messa di fronte all’ineluttabilità del proprio destino, apre il suo cuore alle gioie del Natale. Zio Paperone si compiace della propria condizione, della sua avarizia, cristallizzata in quel deposito, monumento alla sua ricchezza, divenuto, in breve, simbolo del capitalismo imperialista d’oltreoceano. Un banchiere senza cuore che si compiace della propria condizione. Proprio come il nostro Premier e la sua barzelletta. Con una differenza: Paperone appartiene al mondo del fumetto, Draghi alla realtà. 

  6. Di poco gusto davvero , una barzelletta per spiegare la realtà ( già alcuni film negli anni passati hanno anticipato fatti che stiamo vivendo ) . Concordo pienamente Magdi con quanto scritto, frutto di un’attenta analisi ,serve sempre aprire gli occhi specialmente in questo contesto di confusione dove possono agire come vogliono. Grazie e buona giornata

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