I partiti la smettano di promettere asili nido visto che non ci sono bambini italiani. Siamo «condannati a estinguerci» come popolazione e civiltà. Se vogliamo sperare in un miracolo, il Governo proclami lo «stato d’emergenza demografico» mettendo al centro la «famiglia naturale», un congruo stipendio alle madri casalinghe, la stabilità lavorativa dei giovani

Cari amici buongiorno. Lunedì scorso, 8 agosto, ho tenuto una conferenza sulla similitudine tra il crollo dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 e il crollo della nostra Europa a Casacalenda, Comune di 1.877 abitanti in Provincia di Campobasso nel Molise, organizzata dalla Pro Loco su iniziativa del mio amico Marco Morbidelli.

La popolazione di Casacalenda era di 7.282 abitanti nel 1901. Significa che in 121 anni ha perso il 74% della propria popolazione. Il Sindaco Sabrina Lallitto mi ha detto che la sua amministrazione è stata costretta a non prendere in considerazione dei fondi europei per la costruzione di un asilo perché non ci sono bambini, chiarendo che un nuovo asilo sarebbe stato solo un costo in un contesto in cui i Comuni hanno sempre meno risorse.

Questa tragica realtà appartiene a tutta l’Italia. Il «saldo naturale», ovvero la differenza tra i nati e i morti, registra annualmente la perdita di circa 250 mila cittadini italiani, ovvero è come se ogni anno scomparisse il doppio della popolazione della Valle d’Aosta (123.102 abitanti nel 2022) o quasi l’intera popolazione del Molise (289.612 abitanti nel 2022).
La criticità non risiede nel valore assoluto della popolazione, che grazie all’allungamento dell’età media di vita (81 anni per i maschi e 85 anni per le femmine) e alla crescita dell’accoglienza e della concessione della cittadinanza italiana agli stranieri (132.736 nuove cittadinanze nel 2020; 1.625.549 dal 1998 al 2020 secondo la Fondazione Ismu), mantengono relativamente stabile il totale dei residenti in Italia su poco più di 59 milioni.
La criticità concerne l’assottigliamento della fascia d’età tra i 20 e i 30 anni, quella che corrisponde all’apice della fertilità e che determina la capacità riproduttiva.
A livello dell’Unione Europea solo il 18% dei circa 500 milioni di abitanti, pari a 80 milioni di abitanti, hanno meno di 30 anni.
In Italia, secondo l’Istat, nel 2018 c’erano 168,7 anziani (con oltre 65 anni) ogni 100 giovani (con meno di 15 anni), mentre la percentuale di chi è in età lavorativa (dai 15 ai 64 anni) è pari al 63,5% della popolazione, che significa che la sostenibilità della spesa sociale (pensioni, sanità, istruzione) è fortemente a rischio perché la percentuale di chi non lavora più e sopravvive grazie all’assistenza pubblica tende a essere superiore alla percentuale di chi è in età lavorativa e versa le tasse che garantiscono la spesa sociale.

Quanti di voi sanno che la popolazione italiana in particolare e le popolazioni europee in generale sono condannate a estinguersi perché non facciamo figli in proporzione adeguata a conseguire il «livello di sostituzione» degli anziani che muoiono? Sottolineo: «Siamo condannati a estinguerci». Significa che in tempi brevi o medi, cioè tra trenta o cent’anni, non esisteremo più come popolazione e con noi finirà la nostra civiltà.

Nei documenti dell’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) e nei programmi elettorali di tutti i partiti si parla di «declino demografico» o di «inverno demografico».
Scientificamente è corretto rappresentare la realtà del numero medio di figli per donna fertile di 1,25 come «tracollo demografico irreversibile», considerando che per conseguire il «livello di sostituzione» il numero medio di figli dovrebbe essere di 2,1, che significa che per ogni due genitori che muoiono ci sono due figli che restano in vita. Ebbene la realtà è che per due genitori che muoiono c’è un solo figlio che resta in vita. La prospettiva, inesorabilmente, è il dimezzamento della popolazione autoctona a causa dell’inesorabile assenza di figli. I demografi ci insegnano che quando il numero medio di figli cala al di sotto dell’1,9, non è più possibile risalire la china e la popolazione è irrimediabilmente destinata a estinguersi. Ebbene, noi italiani siamo ben al di sotto dell’1,9, per la precisione siamo alla metà del 2,1 che corrisponde al «livello di sostituzione».

La realtà del «tracollo demografico irreversibile» che ci «condanna all’estinzione» come popolazione e, di conseguenza, porta alla morte della nostra civiltà, deve essere assunta come la vera emergenza nazionale, la priorità assoluta dell’impegno politico di chi detiene il Governo dell’Italia.
Bisogna smetterla di ripetere i luoghi comuni di costruire più asili nido gratuiti e di aumentare i sussidi alle famiglie con modalità diverse, promesse elettorali rimaste comunque lettera morta proprio perché non si ha una reale consapevolezza della tragedia epocale in cui già versiamo.
È fondamentale che il Governo dica chiaramente agli italiani che l’unica vera priorità è di fare più figli italiani per salvaguardare la nostra popolazione e salvare la nostra civiltà. Di conseguenza il Governo deve proclamare lo «stato d’emergenza demografico» e mettere immediatamente in atto una strategia di breve e medio termine incentrata su:
1) L’affermazione culturale, sociale e economica della «famiglia naturale» come fulcro della costruzione della società e della rigenerazione della vita.
2) Il riconoscimento del lavoro domestico come attività sociale di primaria importanza, accordandogli una esplicita valenza economica e che si traduce concretamente in uno stipendio mensile garantito dallo Stato, congruo a sostenere il costo dei figli, corrispondendolo alle madri che scelgono di dedicarsi a tempo pieno o a tempo parziale alla propria famiglia, ai propri figli e alla propria casa.
3) La certezza della stabilità lavorativa dei giovani per metterli nella condizione di poter programmare il proprio futuro, anche con l’accesso al credito bancario, incentivandoli a mettere su le proprie famiglie e a mettere al mondo i propri figli.

Cari amici, la realtà del «tracollo demografico irreversibile» concerne tutti gli italiani a prescindere dal fatto che politicamente ci si concepisca di destra, di centro o di sinistra. Perché senza figli stiamo morendo tutti come popolazione e come civiltà, a prescindere dalle legittime idee politiche diverse.
Ugualmente la proclamazione dello «stato d’emergenza demografico» dovrebbe essere la priorità di tutti i partiti e di qualsiasi Governo che assumerà l’amministrazione dello Stato. Perché siamo tutti sulla stessa barca: o ci salviamo tutti o moriremo tutti.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità Casa della Civiltà

Mercoledì 10 agosto 2022

2 commenti su “I partiti la smettano di promettere asili nido visto che non ci sono bambini italiani. Siamo «condannati a estinguerci» come popolazione e civiltà. Se vogliamo sperare in un miracolo, il Governo proclami lo «stato d’emergenza demografico» mettendo al centro la «famiglia naturale», un congruo stipendio alle madri casalinghe, la stabilità lavorativa dei giovani

  1. Dichiarare “lo stato d’emergenza per la famiglia” debba essere la priprità nell’agenda di ogni partito che andrà a governare.
    Dichiarare lo stato d’emergenza per la famiglia come è stato fatto nel caso della emergenza sanitaria in tempo di covid o lo stato di emergenza in caso di terremoti o disastri a seguito di catastrofi naturali con la creazione della Protezione Civile,dovrebbe costringere lo Stato ad intervenire per tirare fuori il Paese da una ormai quasi certa estinzione della nostra civiltà.
    Non pessimismo ma realtà confermata da Istat.
    Adesso siamo in campagna elettorale e invece di mettere nei programmi di governo,famiglia, scuola aiuti economici e provvedimenti di sostegno alla famiglia, di cosa parlano i partiti? Di gasificatori, di patrimoniali e mille altri temi importanti ma lontanissimi alle problematiche legate alla famiglia e appunto alla denatalità.
    Ritengo che lo Stato non debba rinunciare a costruire asili ma sono convinto che una sola è la condizione per invertire questa tragica tendenza all’estinzione: agire e leggiferare sul mondo del lavoro, offrire ai giovani contratti di lavoro stabili, adeguatamente retribuiti,giustamente tassati.
    Non dimentichiamo che il lavoro in Italia è il più tassato in Europa.
    Il tema del lavoro così come lo vedo, metterà i nostri figli in condizione di progettare futuro e Famiglia e solo allora potremo sperare di invertire la tendenza demografica.   

  2. Grazie per la preziosa riflessione sull’emergenza demografica in Italia. Altri paesi hanno saputo rispondere all’emergenza mettendo in campo risorse e stabilendo che il cardine della società è la famiglia naturale. Purtroppo, in Italia ,tutti i partiti declinano il calo demografico senza prospettare soluzioni concrete e di lungo termine. E’ tutto molto triste.

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