Diciamo la verità in libertà su Rushdie: è un attentato terroristico islamico ispirato dalla fatwa del leader iraniano Khomeini

“Congratulazioni a quest’uomo coraggioso e consapevole del dovere che ha attaccato l’apostata e vizioso Salman Rushdie. Baciamo la mano di colui che con un coltello lacerò il collo del nemico di Dio”. Così il quotidiano iraniano Kayhan, il cui direttore è nominato dalla Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, si è congratulata con Hadi Matar, il terrorista islamico che ieri ha pugnalato ripetutamente al collo e all’addome lo scrittore Salman Rushdie, mentre si apprestava a parlare a un evento pubblico nella cittadina di Chautauqua, nello Stato di New York.
“Anche se finora non c’è nessuna notizia sulla sua morte, ci auguriamo che tiri le cuoia e con la morte di questo autore satanico il cuore ferito dei musulmani possa guarire dopo tutti questi anni”, ha scritto l’Agenzia di stampa iraniana Fars.
Mohammad Marandi, consigliere della squadra di negoziatori iraniani presso l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha scritto su Twitter: “Non verserò lacrime per uno scrittore che attacca con odio e disprezzo infinito i musulmani e l’islam”.

Hadi Matar ha 24 anni, è cittadino americano, nato in California, residente a Fairview in New Jersey. La famiglia è originaria di Ain Qana nel Sud del Libano, territorio controllato dalle milizie armate sciite dell’Hezbollah, il Partito di Allah, legato politicamente, finanziato e armato dall’Iran. Sembra che Hadi Matar sia in possesso di una patente falsa intestata a Hassan Mughnyah, il capo militare dell’Hezbollah ucciso dal Mossad nel 2008.

Ieri, nel giorno dell’attentato terroristico, l’Agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna ha pubblicato una notizia con il titolo: “Attacco a Salman Rushdie autore del libro blasfemo Versi satanici”. All’interno si legge: “Salman Rushdie, l’autore del libro Versi satanici, che insultava il Profeta dell’islam, è stato aggredito venerdì mentre stava per tenere un discorso a New York”.
L’Agenzia Irna ha pubblicato un tweet sul suo profilo, in cui ricorda il “primo martire” che provò a uccidere Rushdie, dopo la fatwa di Khomeini: Mustafa Mahmoud Mazeh, che rimase ucciso nel 1989 a Londra nell’esplosione involontaria della bomba destinata allo scrittore. Aveva 21 anni ed era libanese. Gli è stata dedicata una lapide nel cimitero Behesht Zahra di Teheran – dove sono sepolti migliaia di soldati iraniani uccisi nella guerra con l’Iraq – nella zona dedicata ai “martiri”. 

Il 14 febbraio 1989, nel giorno di San Valentino, sei mesi dopo la pubblicazione del romanzo “Versi satanici” in tutto il mondo, l’Ayatollah Khomeini, la Guida suprema dell’Iran, emise una fatwa, un responso giuridico islamico, ordinando la morte di Rushdie e di tutti gli editori del suo libro nelle varie lingue ovunque nel mondo: “Invito tutti i valorosi musulmani, ovunque si trovino nel mondo, ad ucciderli senza indugio, in modo che nessuno oserà d’ora in poi insultare le sacre credenze dei musulmani”. Khomeini mise una taglia di circa 2,5 milioni di dollari di ricompensa a chi ucciderà Rushdie.

Dopo la morte di Khomeini, il suo successore l’ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema iraniana, ha rinnovato la fatwa nel 2017 e nel 2019, in occasione del ‘trentennale’.
Tramite Twitter ha scritto: “Il verdetto dell’Imam Khomeini riguardo a Salman Rushdie si basa su versi divini e, proprio come i versi divini, è solido e irrevocabile”.

Rushdie aveva rivelato che ogni anno nel giorno della promulgazione della sua condanna, il 14 febbraio 1989, riceve un particolare biglietto di San Valentino dall’Iran, dove gli viene ricordato che la condanna non è ancora venuta meno. San Valentino fu un vescovo e martire cristiano, patrono degli innamorati, simbolo dell’amore.

Il governo iraniano, in maniera ambigua nel 1998 aveva affermato che non avrebbe più direttamente sostenuto l’attuazione della fatwa emessa da Khomeini, senza però rinnegarne la validità religiosa.
La Fondazione 15 Khordad, che è una istituzione religiosa dello Stato, ha messo la taglia di 3,3 milioni di dollari su Rushdie.

A causa della fatwa di Khomeini 59 persone sono state uccise, tra traduttori assassinati e persone morte durante le manifestazioni di protesta e le contromanifestazioni di sostegno.
Nel luglio del 1991, il traduttore italiano dei “Versi satanici”, Ettore Capriolo, fu picchiato e ferito a coltellate nella sua casa milanese.
Nello stesso mese fu assassinato il traduttore giapponese, Hitoshi Igarash.
L’editore norvegese William Nygaard venne ferito a colpi di pistola l’11 ottobre del 1993.

Rushdie è rimasto nascosto al resto del mondo per circa un decennio. Poi ha cominciato a vivere pressoché normalmente. Lui e le autorità addette alla Sicurezza hanno commesso l’errore di immaginare che con il passare del tempo sarebbe venuta meno la validità della fatwa e l’interesse a eseguirla. Ma 33 anni dopo la fatwa si è materializzato l’assassino di Rushdie.

Cari amici, preghiamo affinché Rushdie possa sopravvivere. Questo atto criminale attesta tre fatti inconfutabili:
1. Si è trattato di un attentato terroristico islamico perpetrato da un giovane cittadino americano legato a Hezbollah, il Partito di Allah, esecutore della strategia dell’Iran in tutto il mondo.
2. A ispirare l’attentato è la fatwa emessa da Khomeini nel 1989, confermata dal suo successore Khamenei, supportata da una taglia di 3,3 milioni di dollari promessa dalla Fondazione 15 Khordad.
3. La fatwa non decade con il passare del tempo. Può assumere la denominazione di “hokm”, ordine divino, per confermare che sopravvive alla morte del religioso che ha emesso la fatwa.

Nell’attesa che si stabiliscano le condizioni di Rushdie, cominciamo a dire la verità in libertà su questo crimine e sull’islam. Solo se lo faremo potremo porre un argine all’arbitrio dell’islam e alla violenza del terrorismo che ispira.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità Casa della Civiltà

Sabato 13 agosto 2022

6 commenti su “Diciamo la verità in libertà su Rushdie: è un attentato terroristico islamico ispirato dalla fatwa del leader iraniano Khomeini

  1. Diciamo la Verità la violenta e vile aggressione a Rushdie mette di fronte la cultura del coltello alla Cultura del Libro. Condannare con la ragione e indignarsi non basta più.
    Bisogna prendere atto che la Nostra Civiltà è in guerra contro la Sharia e non si possono concedere alibi alla violenza omicida dei seguaci del corano.
    Come disse la Fallaci : qui è in atto una crociata alla rovescia e per la paura di essere razzisti ci stiamo facendo massacrare….qui è in atto una guerra di religione che si chiama
    Jihad , guerra santa…e i più agguerriti terroristi stanno già fra di noi…trattare con loro è impensabile e chi crede il contrario è un illuso.
    Auguro a Te Caro Magdi e ai tuoi Cari una giornata di Festa per l’ Assunzione di Maria ; ma troviamo presto il modo di difenderci e organizzarci in modo concreto , al più presto!!!!

  2. Quanto successo mi fa rabbrividire. Ormai la realtà dell’estremismo islamico la conosciamo anche attraverso i tuoi libri, caro Magdi.
    Ma continuo a inorridire al pensiero che non siano bastati trent’anni a far dimenticare la necessità di vendicarsi. Come può essere chiamata, questa, “religione”?.

  3. Grazie Magdi per questo tuo articolo dove descrivi ciò che è accaduto allo scrittore Salman Rushdie e cioè un grave attentato di stampo islamico alla sua vita. Ho pensato a te che da, tanti anni sei sotto scorta. Pregherò per Rushdie affinché si ristabiliscae e pregherò soprattutto per te affinché Dio e la Madonna ti proteggano sempre.
    Grazie Magdi

  4. Attentare alla vita di questi liberi e coraggiosi pensatori significa dichiarare guerra a noi tutti.
    Carissimo Magdi, inevitabile pensare a te che hai vissuto gli ultimi 20 anni della tua vita con gli agenti della scorta perennemente al tuo fianco, che io ho affettuosamente ribattezzato “angeli custodi”, solo per avere avuto l’ardire di esprimere con grande coraggio e determinazione il tuo pensiero con rispetto, senza umiliarti davanti a nessuno.
    “Cultura significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità” non lo dico io ma la tua grande Amica Oriana Fallaci. Tu sei un uomo di cultura come lo è Salman Rushdie e come lo sono tanti altri noti e meno noti che nel loro quotidiano reagiscono a tutto ciò che è offesa in nome della propria dignità e coscienza. Il fondamentalismo islamico gronda sangue, odio e disprezzo per tutto ciò che non riesce a sottomettere. E questo é assodato. Chi mi esaspera, mi sconvolge e mi disgusta maggiormente è il silenzio di chi dovrebbe parlare, anzi urlare. Non mi interessano i peana dei potenti di turno che da tutto il mondo fanno il bel gesto di condannare l’attentatore non arrivando mai al nocciolo della questione. Con il loro finto buonismo, il totale fallimento delle primavere arabe, e non ultimi i loro sporchi interessi di denaro e di armi, questi indegni stanno consegnando il mondo ai distruttori della nostra arte della nostra cultura, dei nostri valori, stanno sacrificando ai carnefici la libertà e la dignità di ognuno di noi.

    “Siamo tutti sulla stessa barca. Se dovessero uccidere la mia libertà, morirà la libertà di tutti noi”.
    Da un estratto della lettera che il giornalista e scrittore Magdi Cristiano Allam scrisse a Marco Minniti, allora Ministro degli Interni, in occasione dell’ennesima riduzione della scorta e della quale non ebbe mai risposta.
    RIFLETTIAMO.

  5. Spero Salman possa salvarsi col minor danno possibile. La vicenda ci conferma che il potere di indottrinamento di una religione violenta, usata da pseudo imam leader che la usano per loro editti di morte indicati come divini, contro chi non si sottomette, contro la cultura, il libero pensiero ed opinioni oneste, contro le donne ritenute inferiori all’uomo, usando menti giovani e deboli, è un pericolo da combattere sempre, senza tregua né dimenticanze. Perché l’Occidente dimentica gli orrori, gli abomini e non difende i suoi figli, anzi teme i violenti, i falsi gli indottrinati sottomessi, permettendo gli assassinii, condannando alla vita di paura gli innocenti, le vittime e chi dice la verità.
    Gli Stati devono rifiutare questa religione contro la libertà, democrazia ed i valori di libertà ed uguaglianza, accettando solo chi accetta questi valori veramente e non permettendo la violenza e la permanenza degli osservanti stretti e fanatici, specie dei gruppi integralisti. Proibizione di ogni sentenza islamica e protezione dei colpiti da fatwa.
    La mia solidarietà a Salman, e anche al nostro Magdi, costretto ad una pesante limitazione alla sua vita e libertà da deboli ed inumani fanatici che si credono incaricati da Allah, ma forse solo dal respiro di Satana.
    Possano vedere la Verità e rimanerne accecati come Saulo, verso Damasco!

  6. Carissimo Magdi se non erro anche tu sei stato minacciato di morte per la tua conversione al Cristianesimo e sei costantemente sotto scorta, per cui sii sempre vigile. Prego affinché non ti accada nulla e che la ragione abbia successo sul fanatismo religioso dell’Islam così come prego affinché Rushdie viva. Purtroppo ragioni di opportunità politiche e strategiche, a cui si aggiunge anche tanta ipocrisia, impediscono a chi di dovere di mettere al bando la religione islamica per la violenza che essa predica.

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