La Basilicata azzera il costo del gas per le famiglie e non per le imprese, ma il vero problema insormontabile è il costo dello Stato che non rinuncia al 60% delle tasse nella bolletta energetica

Cari amici buongiorno. Il caso della Basilicata che, sfruttando le compensazioni versate dalle compagnie petrolifere che estraggono il petrolio e il gas nella Regione, ha deciso di azzerare il costo del gas per famiglie e gli enti regionali ma non per le imprese, ci fa toccare con mano che il vero problema insormontabile non è il costo del gas ma il costo dello Stato.

La Basilicata è teoricamente la Regione più ricca non solo dell’Italia ma di tutt’Europa, disponendo della più grande riserva di idrocarburi sulla terraferma dell’Europa occidentale. La Basilicata produce 200 milioni di metri cubi di gas e 5,4 milioni di tonnellate di petrolio all’anno. Di fatto è la Regione più povera d’Italia dopo il Molise ed è la Regione a maggior rischio di spopolamento sia per il tracollo demografico sia per la fuga dei giovani. L’Istat ha recentemente reso noto che la popolazione della Basilicata si ridurrà del 39,6% entro il 2070, passando dagli attuali 539.999 abitanti a 326.159 abitanti.

Non a caso la nuova legge regionale si intitola «Misure regionali di compensazione ambientale per la transizione energetica e ripopolamento del territorio lucano». L’obiettivo, si precisa, è di favorire attraverso il risparmio sui costi energetici, il contenimento della fuga dei giovani e delle famiglie e di promuovere il ritorno in Basilicata di persone che sono emigrate in altre Regioni o all’estero.
La nuova legge regionale è stata approvata in Consiglio regionale il 13 agosto e firmata il 24 agosto dal Governatore Vito Bardi, già vice-Comandante generale della Guardia di Finanza, eletto a Presidente della Regione Basilicata dal 16 aprile 2019 in rappresentanza di Forza Italia.
La nuova legge cambia il sistema sulle compensazioni ambientali date alla Regione dalle società che sfruttano i suoi giacimenti di idrocarburi: il beneficio ricadrà direttamente sulle utenze mentre in precedenza i fondi erano destinati per obiettivi. Essa prevede «l’erogazione gratuita mediante rimborso della componente energia del prezzo del gas fornito per le utenze domestiche dei residenti, delle pubbliche amministrazioni regionali, esclusi gli enti pubblici economici e le società partecipate, e degli enti locali regionali». La norma non sarà applicata alle aziende ufficialmente per evitare la contestazione di aiuti di Stato, di fatto perché i soldi non basterebbero.
I cittadini e gli enti pubblici lucani non pagheranno più il costo del gas naturale, che pesa per più del 50% della bolletta. L’agevolazione non esclude i bonus sociali previsti dalle misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas previsti dalle norme statali vigenti. Le operazioni in fattura coinvolgeranno potenzialmente tutti i venditori operanti sul territorio, con riferimento a circa 181.000 punti di fornitura, corrispondenti a circa 160 milioni di metri cubi all’anno. La gratuità della componente gas naturale sarà accompagnata da un sistema di controllo per verificare i consumi di ciascun contatore gas installato presso le abitazioni dei cittadini della regione per evitare sprechi. Per gli utenti titolari di più di un pdr, l’agevolazione sarà concessa sull’abitazione principale. La copertura finanziaria degli interventi è quantificata in un massimo di 60 milioni di euro per l’esercizio 2022 e in un massimo di 200 milioni per ciascuno 2023 e 2024. L’attivazione effettiva dell’agevolazione è prevista a partire da ottobre.

Facciamo due conti. Se la bolletta del gas del mese di ottobre del 2021 era complessivamente pari a 300 euro e la nuova bolletta del mese di ottobre del 2022 sarà di 600 euro nel caso di un semplice raddoppio, di 900 euro nel caso che triplichi, 1.200 euro nel caso che quadruplichi o 1.500 euro nel caso che quintuplichi come sta effettivamente accadendo alle imprese che hanno deciso di denunciare l’esorbitante aumento del costo della bolletta del gas, e considerando che il costo del gas incide per circa la metà del costo complessivo della bolletta, significa che concretamente ciascuna famiglia pagherà 300 euro nel caso del semplice raddoppio, 450 euro, 600 euro o 750 euro nel caso più probabile che la bolletta triplichi, quadruplichi o quintuplichi. Sostanzialmente ciascuna famiglia nella migliore delle ipotesi pagherà quanto pagava nel 2021, ma molto più probabilmente pagherà molto di più.

Ci sono tre considerazioni da fare. La prima concerne il prezzo del gas. Il gas che oggi ci viene fornito è stato acquistato in passato a costi considerevolmente inferiori a quelli che oggi, sull’onda della speculazione, hanno più che quintuplicato il suo valore di mercato. Di fatto stiamo subendo una truffa legalizzata dallo Stato che consente che il gas acquistato a un valore pari a 1 ci venga venduto a 5.

La seconda concerne la composizione della bolletta del gas. Il costo della materia energetica incide per circa il 40% mentre il restante 60% va allo Stato sotto forma di accise o di Iva. Significa che se la bolletta è di 100 euro, 40 euro è il costo complessivo della materia energetica in tutte le fasi dall’estrazione alla fornitura nell’abitazione, mentre 60 euro finiscono nelle casse dello Stato.

La terza considerazione è che dal beneficio dell’esenzione dal pagamento del costo del gas vengono escluse le imprese, e siccome stiamo sin d’ora constatando l’estrema difficoltà delle imprese a fronteggiare i costi quintuplicati della bolletta energetica, significa che con grande probabilità in autunno o in inverno le imprese saranno costrette a chiudere, i lavoratori si ritroveranno disoccupati o in cassa integrazione, con un ulteriore carico finanziario per lo Stato. Concretamente i soldi che non si danno alle imprese per alleggerire la bolletta energetica, comporteranno molti più soldi che lo Stato sarà costretto a dare per la sopravvivenza dei disoccupati e dei cassintegrati.

Cari amici, se questo Stato avesse veramente a cuore il bene primario degli italiani, in un momento in cui le famiglie si stanno sempre più impoverendo e sempre più imprese sono costrette a sospendere parte della loro attività e rischiano la chiusura per i costi esorbitanti delle bollette del gas e della luce, con lo spettro del dilagare della disoccupazione e dell’esplosione della conflittualità sociale anche violenta, ebbene lo Stato dovrebbe immediatamente eliminare il 60% di tasse che impone sulle bollette. Ma visto che non lo fa, vuol dire concretamente che questo Stato antepone se stesso ai cittadini, predilige i propri privilegi ai bisogni vitali dei cittadini.
Allora ha ragione la mia assistente Marialuisa Bonomo, che è lucana e vive a Potenza, nel dire che l’iniziativa della Giunta Regionale della Basilicata è solo propaganda elettorale.

La Casa della Civiltà promuove un nuovo modello di Stato che mette al centro i cittadini, le famiglie e le comunità locali, dove lo Stato è al servizio dei cittadini e non i cittadini asserviti a uno Stato collassato, onerosissimo, corrottissimo, inefficientissimo, vessatorio e aguzzino.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità “Casa della Civiltà”

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