Lo strapotere della burocrazia dello Stato che s’impone sulla volontà dei Presidenti e dei politici eletti dal popolo. Putin ci aiuta a capire la realtà dello «Stato profondo»

Cari amici buongiorno. Nell’interessante documentario in quattro puntate del regista americano Oliver Stone «Le interviste a Putin», registrato tra il 2015 e il 2017, il Presidente russo alla domanda quale candidato alla Presidenza degli Stati Uniti, nelle elezioni del 2016, avrebbe preferito che vincesse, risponde:
«Chiunque vincerà farà sostanzialmente la stessa politica. Chi decide è l’apparato della burocrazia. La burocrazia è molto forte».
E fa questo esempio: «Il Presidente Obama, appena eletto, promise che avrebbe smantellato la prigione di Guantanamo a Cuba». Si tratta di una prigione di massima sicurezza degli Stati Uniti in territorio cubano dove erano detenuti dei terroristi islamici. «Ebbene, dopo due mandati, Obama non è riuscito a farla smantellare perché chi veramente decide è l’apparato della burocrazia».

Quando si evoca la presenza del «Deep State» o «Stato profondo», automaticamente i mezzi di comunicazione di massa ligi al potere e i politici che incarnano il potere, denunciano una tesi precostituita di natura cospirazionista, senza alcun fondamento. Viene immediatamente negato il fatto che il governo reale non risieda in coloro che vengono eletti dai cittadini attraverso il voto o anche in coloro che accedono alle cariche pubbliche attraverso dei concorsi pubblici. Escludono categoricamente che esisterebbe una sorta di “governo ombra”, di “governo segreto”, di “criptocrazia”, in definitiva di uno “Stato nello Stato”.
Taluni individuano lo «Stato profondo» nella “Massoneria mondialista”, nella “Cupola oligarchica”, nella “Grande finanza speculativa globalizzata”.

Ebbene, a mio avviso, c’è un contenuto di verità in ciascuna delle descrizioni su chi detiene il potere reale. Tuttavia perdiamo di vista la verità più esplicita e più tangibile, ed è quella indicata da Putin, ovvero lo strapotere della burocrazia dello Stato. Non solo negli Stati politicamente e economicamente centralizzati, come è il caso della Russia e molto di più della Cina capital-comunista, ma anche negli Stati cosiddetti democratici e liberali, quali ad esempio gli Stati Uniti o l’Italia.
Di sicuro chi rappresenta la burocrazia dello Stato, una volta che s’insedia, ci rimane a vita, mentre i politici sono solo di passaggio, escono dalla scena pubblica al termine del loro mandato.
Di sicuro, sono i rappresentanti della burocrazia dello Stato che guidano e di fatto determinano l’operato concreto dei rappresentanti politici chiamati a decidere dei provvedimenti all’interno di strutture e di un sistema di regole che ignorano.
Di sicuro, nessun provvedimento voluto dai politici potrebbe mai essere adottato senza il consenso dei vertici dell’apparato della burocrazia che è preposta a verificare la compatibilità dei singoli provvedimenti con il sistema e le regole precostituite.
Di sicuro è l’apparato della burocrazia il vero depositario delle risorse dello Stato, il vero gestore del fiume di denaro pubblico alimentato dalle tasse dirette e indirette pagate volenti o nolenti dai cittadini.

Cari amici, la realtà dello strapotere della burocrazia dello Stato ci dice innanzitutto che per conoscere la verità dobbiamo semplicemente guardare e capire correttamente ciò che è davanti ai nostri occhi e ciò che è palese per il nostro intelletto.
L’effettiva presenza di un ulteriore livello di potere, che decide chi fa parte e chi comanda in seno alla burocrazia dello Stato, è senz’altro plausibile e verosilmente riconducibile all’oligarchia che ha imposto una dittatura finanziaria, politica, culturale, sanitaria e mediatica a livello mondiale.
In secondo luogo la realtà lo strapotere della burocrazia dello Stato ci impone una riflessione sul senso e sulla ragione del nostro impegno politico. Siamo certi che siamo noi cittadini gli autentici protagonisti del destino dello Stato che si verrebbe a determinare dal risultato del nostro voto alle elezioni per il Parlamento nazionale o europeo? O forse le elezioni per cui ci appassioniamo, ci confrontiamo e ci scontriamo, sono solo la valvola di sfogo concessa ai cittadini per incanalare, fagocitare, metabolizzare e nullificare il dissenso nei confronti di chi realmente detiene il potere, chi realmente decide le sorti dello Stato, chi realmente determina la nostra vita?
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Sabato 10 settembre 2022

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