Alla “Irpinia Zinco” di Avellino la bolletta del gas di agosto è di 143.818 euro, 14 volte superiore ai 10.930 pagati, a parità di consumo, l’anno scorso. Le maggiori industrie dell’Irpinia sono ricorse alla cassa integrazione e rischiano la chiusura

Orticalab.it, 14 settembre 2022 – Sembra già destinato ad essere ribattezzato il “settembre nero” dell’industria irpina. Perché l’aumento del costo del gas metano, ormai, ha raggiunto picchi scandalosi ed inverosimili. Avevano già fatto scalpore le fatture di luglio, scatenando le proteste degli imprenditori e una mobilitazione vera e propria verso il Governo. In Irpinia, tutti i top player avevano lanciato già l’allarme sull’impossibilità di produrre.

Ma ora stanno arrivando le fatture di settembre, per i consumi di agosto. Ed il quadro, se possibile peggiora ancora. Ci sono costi complessivi 14 volte più alti di quelli di un anno fa. Che diventano assolutamente insostenibile per le imprese più energivore, a partire dalle fonderie. Alla “Irpinia Zinco” di Pianodardine (la zona industriale di Avellino), ecco il caso emblematico, è stata recapitata una fattura che appare destinata a fare addirittura scandalo.
La bolletta, emessa il 13 settembre, ammonta a 143.818 euro. Un importo che risulta, come detto, 14 volte superiore 10.930 pagati, a parità di consumo, l’anno scorso, sempre a settembre, dalla medesima impresa. Assurdo il raffronto relativo alla spesa per la materia prima “Gas naturale”: dai 7.758 euro di un anno fa, si arriva a 129.131. In questo caso, il prezzo è aumentato di 16 volte.
Il caso è paradigmatico di una crisi che rischia di azzerare il tessuto produttivo irpino e nazionale, in alcuni settori strategici. A partire dalle realtà energivore presenti nel metalmeccanico. Il primo settore dell’industria irpina vede nella stessa condizione in provincia di Avellino realtà come Aurubis o Sirpress, fonderie che vivono di gas e che non possono fermarsi. Ma non solo. I settori abbracciati sono diversi. Si va dalle cartiere, come quella di Gaetano Confalone, a Montoro, che a luglio aveva ricevuto una bolletta da 2 milioni di euro ed ha chiesto la cassa integrazione, ad industrie simbolo dell’agroalimentare irpino come la De Matteis.

Si rischia, dunque, l’allarme sociale. Una condizione, cioè, in cui le industrie – che annoverano il grosso della forza lavoro – siano costrette a chiudere. A fronte della gravità della situazione, con le elezioni alle porte e la campagna elettorale che monopolizza il dibattito, non si intravedono soluzioni all’orizzonte. Almeno nel breve periodo. Si preannuncia, insomma, davvero un autunno caldissimo. Molte realtà, stanno valutando seriamente se sia preferibile continuare a produrre o fermare tutto. Dunque, lo scenario che si staglia all’orizzonte, è ben più preoccupante della semplice cassa integrazione.

https://www.orticalab.it/L-industria-irpina-alla-canna-del-gas

1 commento su “Alla “Irpinia Zinco” di Avellino la bolletta del gas di agosto è di 143.818 euro, 14 volte superiore ai 10.930 pagati, a parità di consumo, l’anno scorso. Le maggiori industrie dell’Irpinia sono ricorse alla cassa integrazione e rischiano la chiusura

  1. È una realtà già molto diffusa. Anche qui da noi le aziende stanno mettendo gli operai in cassa integrazione a causa di questo scandaloso aumento delle bollette elettriche. Credo che purtroppo si sia soltanto all’inizio. Il peggio deve ancora arrivare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: Questo contenuto è protetto
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: