A Livorno pescherie, pizzerie e ristoranti sono allo stremo: «I costi dell’energia triplicati, le materie prime su del 30%. Lo Stato ci deve aiutare. Se va avanti così dovremo licenziare i dipendenti»

Livorno Today, 19 settembre 2022 – Il costo dell’energia è salito alle stelle, le fatture sono sempre più pesanti e sia le famiglie che le attività sono in ginocchio. Queste ultime, soprattutto, si sono viste recapitare nelle ultime settimane bollette salatissime, che in alcuni casi hanno messo a serio rischio il futuro e alle quali far fronte è diventato molto complicato. Il coro è unanime: «Così non si può andare avanti». Da una parte c’è la consapevolezza che altre spallate del genere potrebbe seriamente compromettere l’esistenza delle attività, dall’altra si mantiene viva la speranza che da qui a breve qualcosa possa cambiare. Magari con le elezioni, magari con il costo dell’energia che pian piano potrebbe tornare a livelli accettabili. Di certo c’è che forni e frighi non si possono spegnere dall’oggi al domani, e la strada di “pesare” sempre di più sulle tasche dei cittadini non è certo la via che porta alla salvezza.

«I costi sono triplicati, lo Stato ci deve aiutare. Se va avanti così dovrò mandare a casa il personale»
«Prima pagavo 700 euro, poi la fattura è raddoppiata e l’ultima supera il triplo perché è di circa 2400 euro». Questo è il racconto di Alessio Bianchi, titolare di Ale Pizza. «Io continuo ad andare avanti e a non chiudere per cercare di lavorare il più possibile – ha aggiunto -, almeno fino a quando ce la farò, poi però va trovata una soluzione ma non sono certo io che la posso individuare. Deve intervenire lo Stato. Qui da me ci sono cinque persone fisse a lavorare e sei ragazzi a girare per fare le consegne, se si va avanti così non posso garantire futuro e pian piano dovrò mandare a casa il personale perché non riesco a pagarlo».
«Io – ha proseguito Bianchi – mi posso dire fortunato perché comunque ho il mio giro, ma mi metto nei panni di chi lavora un po’ meno e riceve bollette del genere. La soluzione primaria da intraprendere è quella di ridurre i costi della luce, mettere un tetto massimo al prezzo per contenere gli aumenti, poi devono ridurre i costi anche delle materie prime che da giugno sono aumentate del 30 per cento. Un esempio pratico è la mozzarella – ha concluso – che da 4 euro è salita a 6,20 euro, per fare un esempio pratico».
 
«L’ultima bolletta è il triplo della precedente: 6.800 euro. Siamo spiazzati»
«Abbiamo ricevuto una bolletta quasi triplicata, pari a circa 6800 euro». Non è facile far fronte a spese simili, come spiega Emilia Vecchi del ristorante La Pina d’Oro. «Il ristorante continuerà a rimanere aperto, ma siamo spiazzati. Dopo due anni di Covid, di chiusure e tutto il resto, questo aumento ci lascia senza parole. La cosa principale è trovare una soluzione per andare avanti, ma da soli è impossibile».
Anche dal ristorante La Pina d’Oro si evidenzia il costo aumentato delle materie prime. «E anche questo non ci aiuta. Qualcuno prova ad aumentare i prezzi ai clienti, ma noi non ce la sentiamo perché ci mettiamo nei panni delle famiglie che hanno dovuto aver a che fare con i rincari. La questione va risolta a livello generale, perché questo aumento improvviso? Da cosa dipende? Questa bolletta la rateizzo, ma poi comunque si accumulano e oltre all’energia elettrica ci sono i costi di gestione, i costi dei dipendenti le tasse e molto altro. Abbiamo pensato di staccare un frigo, ma non risolvo nulla. Dobbiamo unirci tra commercianti – ha concluso – e chiedere che si trovi una soluzione perché così non possiamo andare avanti».

«Da 2.500 euro per l’energia elettrica a quasi 9.000 euro. E la situazione non accenna a migliorare»
Anche i costi riscontrati dal titolare di una pescheria della città, che rifornisce sia il centro che i quartieri sud, sono esorbitanti. «Siamo passati dal ricevere una fattura da 2.500 euro di media al mese, a una – l’ultima – di 8.600 euro. Ci siamo arrivati gradualmente, ma la situazione non sembra migliorare per niente, prima 4.500, poi 7.500, e la prossima di che entità sarà?». Purtroppo se da una parte c’è la forza di andare avanti dall’altra c’è anche il timore di capire che cosa succederà nelle settimane a venire.
«Nel nostro caso – ha aggiunto – abbiamo i frighi che consumano molto e le celle che ogni volta che le apriamo innescano il motore. Poi l’aria condizionata, soprattutto in estate. Ma pensare di diminuire i consumi di questi aspetti è complicato, è una situazione che genera una reazione a catena che poi si ripercuote sui costi per le materie prime e le famiglie. E non è giusto pensare di far pesare tutto questo sui clienti aumentando il prezzo dei prodotti». 

https://www.livornotoday.it/cronaca/caro-bollette-livorno-attivita-energia-elettrica.html

1 commento su “A Livorno pescherie, pizzerie e ristoranti sono allo stremo: «I costi dell’energia triplicati, le materie prime su del 30%. Lo Stato ci deve aiutare. Se va avanti così dovremo licenziare i dipendenti»

  1. Sono sempre più numerosi gli imprenditori, soprattutto le piccole attività, che lamentano questa situazione. Eppure i segnali di quanto sta avvenendo erano evidenti da parecchio tempo. Eppure quello che voleva fare Draghi lo ha detto fin dal momento del suo insediamento: levare di mezzo le piccole imprese per far posto alle grandi multinazionali, che offrono prodotti standardizzati e spesso di scarsa qualità ma con margini di guadagno superiori.
    Eppure sono gli stessi che si sono totalmente piegati alla farsa pandemica: ricordo che parecchi di loro hanno sostenuto convintamente persino uno strumento nazista come come il green pass, ed hanno obbligato i loro dipendenti a subire l’inoculazione forzata pena il licenziamento.
    Io mi ricordo persino che quando si scendeva in piazza per protestare contro i provvedimenti liberticidi degli ultimi due esecutivi hanno levato alta la voce indignandosi perché si faceva perdere loro la clientela.
    E neanche ora comprendono che fa tutto parte di un piano congegnato anni fa. Ora piangono ed ancora credono che Draghi li salverà. Un tale livello di dissonanza cognitiva non lo avevo mai incontrato.
    Mi verrebbe voglia di mandarli a quel paese perché sono intimamente convinta che abbiano dimostrato assai scarsa empatia per gli altri esseri umani ed ancor meno spina dorsale.
    Invece mi impegnerò il doppio per dare il mio contributo ad uscire da questa situazione, ma non per loro. Per loro NO. E lo ribadisco con forza: NO, e ancora NO.
    Lo farò per la mia Nazione, per la mia Patria, per la mia Italia che è infinitamente migliore di queste persone.

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