LA POESIA DI GIORGIO BONGIORNO: “Dedica”

Al canto
Dolce e incredibile della sera
Ho dedicato i miei versi
Al sapore di miele
Dell’ aurora
Ho intonato la melodia del commiato
E sono tornato stanco
Come sempre
A cercare
Il senso del miracolo
Il sapore della nostalgia
Quando ormai poche luci
E poche
Voci
Mi avevano seguito
A chi viene dalla pianura
E cammina nella campagna alla luce del tramonto
Come me
A chi ha addosso quella nebbia gelida dell’inverno
Fastidiosa e insistente
A chi dipinge ancora nella mente le anse del grande fiume
A chi ricorda le corse bambine sugli argini
A chi non disdegna di cogliere quelle viole
A chi rivede le barche dei renaioli
Scivolare veloci sul filo della corrente
E ricorda le osterie di un tempo
A chi sente addosso l’odore dell’afa
Di quei mesi dell’estate padana
Per quelle lunghe giornate di sole
Ostinate
Sui boschi e sui prati della campagna
A chi rivive il profumo dell’adolescenza
A chi risente la passione del primo amore
E per tutti quei rumori
Divenuti solenni richiami a quella terra
E quei colori
Proprio quelli di allora
Che paiono tornare ogni tanto
A dipingere il cielo
Insieme al volo radente delle folaghe
E delle cicogne
O a popolare le rive al mormorio dei colombacci
O ai capricci dei passeri
Dei fringuelli e degli storni
Quasi
Al limitare del sogno
Fra i cespugli e gli argini dei giochi dell’infanzia
Offro questo mio canto di nostalgia
Lieve come una preghiera e
Mi inchino riconoscente
In un comune
Fraterno
Solidale abbraccio

Giorgio Bongiorno, “Dedica”

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