LA POESIA DI GIORGIO BONGIORNO: “Quando il mare è un canto”

Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni. (Alessandro Baricco)

Intonano sereni versi
Lo struggente cantico del mare
Nel viaggio celeste dell’aurora
Verso il rogo del giorno sull’orizzonte
Sento sugli irti scogli il tenue sospiro
Delle onde inquiete
Del ventaglio di schiuma della battigia
Dolce carezza sulla sabbia inerte
Del crepuscolo dorato
Sulla mia pelle scorre
Nel greve brivido della tempesta
L ’aspra vita dei marinai
La severa insidia del maestrale
Il sublime intenso azzurro della bonaccia
I tuoi aironi sgomenti
La danza dei gabbiani
Ali d’avorio
Nel teatro ceruleo del cielo
Tormentato da insistenti nuvole grigie
Evoluzioni libere di cristalli impregnati di stelle
Il cammino lucente
Ed il vacuo stupore della luna
Sulle gemme incastonate nel mistero
Muto della notte
I lontani inesplorati spazi dell’arcano
Illuminato dal bagliore dei diamanti
Dell’intaglio superbo di sirene incantate
Il profumo inebriante dei fiori
Il ricamo dei gigli
La saggia follia dell’avventura
L’angoscia amara del distacco
La speranza delle calde emozioni
Dell’approdo
Le tue ombre verdi e turchesi
Le rotte d’argento dei naviganti
L’odore intenso di calafato
Il supremo fascino dei pilastri dell’ignoto
Le onde che si risvegliano al mattino
Con gli occhi di cubia
Di ancore chiassose
L’eco indistinta del lento canto
Di amore e di sventura
Delle sirene
La solenne preghiera del vespro
Nella fervida processione degli spiriti
fra il sibilo delle raffiche di libeccio
E l’audace coraggio dei marinai
Dietro il divino fondale dell’anima
*

D’estate le mani del vento muovono invisibili fili nell’aria, che uniscono le onde, i capelli, i pensieri.
(Fabrizio Caramagna)


Mare sonoro, mare senza fondo, mare senza fine.
La tua bellezza aumenta quando siamo soli.
(Sophia de Mello Breyner Andresen)


Esultanza è l’andare
di un’anima di terra verso il mare,
oltre le case, oltre i promontori –
dentro l’eternità profonda.
(Emily Dickinson)

Foto di copertina: “Quando il mare é un canto” dal web

1 commento su “LA POESIA DI GIORGIO BONGIORNO: “Quando il mare è un canto”

  1. Nel canto, ritrovo versi antichi, gli irti scogli come gli irti colli della terra ondeggiante e liquida verde e scura e riflessi tardi sull’ambrata sera. Nei ventagli della schiuma d’uva che di trasforma in vino, spiriti lucenti che inebriano il pensiero, il naufragare dolce del poeta. La carezza della sabbia inerte dove ogni granulo si torce nel caldo abbraccio dei simili. Scorre il tempo della tempesta l’annuncio di paure liquide, di uomini riarsi dal sole e dalla vita conquistata a morsi e placata la boria dei venti su cui posano ali grandi come il cielo di cristallo cangiante di colori caleidoscopici . Vanno verso la notte, quella luna li risucchia nel pallore e stringe la vita in sprazzi di stelle che ascoltano mute l’incanto di sirene.
    Tutto porta emozione perché tutto vive dentro ogni marinaio e nel cuore eccheggia casa e calore e la pelle solare e salsa di colei che rammenda le reti dello sposo e le disfa di notte, fustigate dall’inganno del manto azzurro, occhi di amore ed occhi divenuti serpente che sibila il destino come mangusta nell’attonito sprofondare nell’onda.
    Sì, pregare è dato ai mortali, perché rinasca la vita, rinascano figli che ritrovino il porto velato, l’approdo della luce del mattino senza più tempesta, la casa bianca vicino lo scoglio e riconoscano casa quella dell’infanzia della paura e del calore della madre e dello sguardo severo e dignitoso del padre, libero ed audace che dovranno serbare come icona di vita.
    Quando il mare è un incanto, tutto diviene incanto, anche la follia di essere unici. La vita vale ogni pena.

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