LA POESIA DI GIORGIO BONGIORNO: “Sempre e soltanto sognata”

“Più dolce sarebbe la morte se il mio sguardo avesse come ultimo orizzonte il tuo volto,
e se così fosse… mille volte vorrei nascere per mille volte ancor morire.”
(William Shakespeare)

Mia cara bimba
Sempre soltanto sognata
Ti ho visto spesso nelle mie notti
Ti ho vista crescere
Qualche volta ti ho chiamata
Non senza un fremito di gioia
Come fiore del roseto
Ti ho parlato
Quasi fossi lì accanto a me
Ho visto il colore dei tuoi capelli
Petali di un fiore inesistente
Mai colto
Reciso quando ancora era virgulto
Ho immaginato il tuo viso
Lo stesso di quel giorno di tempesta
Ho sentito il profumo della tua pelle
Sfiorarmi fino a farmi impazzire
Accanto ai capricci del vento
Hai continuato a vivere fra le strade e le colline di casa
Sorridevi cortese alle mie riverenze
Ai miei inchini
Alle mie invocazioni
Al mio lamento
Alla mia preghiera
Ai miei desideri
Come una stella
Altera per i lunghi viali della vita
Ti allontanavi alla mia vista
Nella nebbia buia del crepuscolo
Qualche volta ti voltavi a guardarmi
Non posso dimenticare quel tuo dolce ammicco
Determinato
Prudente
Quel tuo sospiro
E quella tua fuga discreta
Lieve come fanno le nuvole del cielo
Vicine all’orizzonte del tramonto
Paziente
Hai sempre accompagnato i miei risvegli
Con la carezza di una brezza sottile
Che si concede ai pensieri più intimi
Con le ali distese di un angelo
Custode delle tue sensazioni
Con quel leggero
Dolce sorriso
E quel lieve cenno di saluto
Prima di allontanarti
E scomparire alla mia vista
Dietro il sipario implacabile del cielo
Così spesso è cominciata la mia giornata
Con la fine del sogno e
Qualche lacrima addosso
Insieme all’accendersi
Quasi rituale
Delle prime luci del casale
*


“Il sole può tramontare e risorgere; per noi quando la breve luce si spegne resta un’unica eterna notte da dormire.”
(GAIO VALERIO CATULLO)

1 commento su “LA POESIA DI GIORGIO BONGIORNO: “Sempre e soltanto sognata”

  1. Un grande omaggio ad una donna di sogno ed a un sogno di donna.
    Poi venne il sogno e la chiamammo moglie e prese forma, cruccio ed estasi alterne, passammo notti e giorni a condividere pensieri, urla o sussurri complici e capimmo che sarebbe stata l’unica realtà della nostra esistenza, nella buona e cattiva sorte, malati e vincitori o vinti, uomini deboli e forti al suo fianco, Eva per sempre fino al calar della sera, insieme, nell’infinito Amore che muove il sole e le altre stelle, e non ci lascia mai più soli, mai, nei giorni del nostro autunno….

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