LA POESIA DI GIORGIO BONGIORNO: “La grande madre”

La terra ha una pelle, e questa pelle ha delle malattie. Una di queste malattie si chiama ‘uomo’. (Friedrich Nietzsche)

La grande madre
È la terra
Arata
Dissetata
Sorgente dell’antica leggenda della vita
Campagna ferace di rigogliose spighe
Del raccolto copioso
Accarezzato dal vento
Ingenua
Lirica
Nuda speranza di luce
Inviolato
Tenero sigillo del sangue
Secolare
Nobile miracolo della creazione
Eco di ancestrali invocazioni
Solenni richiami
A silenzi sterminati
A sentieri celati fra i boschi della montagna
Oltre l’orizzonte del tempo
La testa reclinata nella solenne veglia
Gli occhi si chiudono pietosi
Nel sublime messaggio d’amore
Le labbra disegnano un tenero bacio
Nell’ansia scolpita di luci ed ombre
Di anime mutevolmente inquiete
Le braccia avvolgono
Benigne il frutto immacolato
Del seme dell’uomo
Scrigno ripieno di monili d’amore
Perenne saga
Suprema magia del mistero
Assorta nel sommo divino dovere
Di primordiale scudo
Asilo splendente
Di umana santità

La terra è un bel posto e per essa vale la pena di lottare. La terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Ferire la terra è ferire te stesso, e se altri feriscono la terra, feriscono te. (Chief Seattle)

L’uomo ha fatto della Terra un inferno per gli animali. (Arthur Schopenhauer)

È inutile per l’uomo conquistare la Luna, se poi finisce per perdere la Terra.
(François Mauriac)

Lascia un commento

error: Questo contenuto è protetto