GIOVANNA MARIA FAGNANI: “I collettivi studenteschi al Politecnico di Milano contro Israele, Eni e Leonardo”

milano.corriere.it, 6 dicembre 2023 – Nuova azione dei collettivi e dei centri sociali per chiedere il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e l’interruzione della collaborazione degli atenei milanesi con alcune aziende. Mercoledì mattina, gli attivisti del collettivo Kasciavìt, del centro sociale CasaLoca di Niguarda e del centro sociale autogestito Baraonda di Seghraye hanno appeso un monumentale striscione sulla facciata del Campus Leonardo del Politecnico, in via Ampère. Altre iniziative simili seguiranno in altre università, nel corso della giornata. Il 18 novembre, invece, le stesse realtà avevano sistemato un enorme striscione, lungo 25 metri, su una cisterna situata in un campo in via Caduti di Marcinelle, nel quartiere Burattino. Una scritta tanto imponente da essere visibile dalla tangenziale Est. L’obiettivo è lo stesso: chiedere la cessazione delle operazioni militari da parte di Israele. «Da due mesi le offensive israeliane stanno bersagliando e distruggendo scuole, ospedali, abitazioni e negozi. Le vittime civili sono oltre 20.000, di cui più di 8.000 sono bambini. L’offensiva, camuffata come guerra al terrorismo, sta intensificando il genocidio del popolo palestinese. Mentre i governi si lanciano in proclamazioni di solidarietà e alleanza con Israele, sono ormai settimane che le piazze, i popoli e le minoranze nel mondo lanciano un segnale chiaro e diretto: “Cease fire now”, ponendosi al fianco del popolo palestinese oppresso e martoriato», scrivono gli attivisti in un comunicato. Ma lo striscione attacca anche la collaborazione delle università italiane con Leonardo Spa e Eni. «Il gruppo Leonardo ha attive numerose collaborazioni nei principali atenei italiani, in particolare con il Politecnico di Milano (prevalentemente riguardo il progetto Global Combat Air Program). Tramite progetti di tesi, dottorati e laboratori condivisi, la settima azienda al mondo nel settore degli armamenti sfrutta studenti e università pubbliche per aumentare il fatturato. Vogliamo porre fine a tutto questo. L’Università è un luogo di pensiero e cultura, non il reparto ricerca e sviluppo di questi mercanti di morte». Secondo gli attivisti, anche Eni «sta per arricchirsi dalla crisi in corso. Eni è una delle 6 aziende a cui Israele ha rilasciato concessioni triennali (rinnovabili a 7 anni) per la ricerca di gas naturale nei giacimenti del Mediterraneo. Nel febbraio 2022 Eni ed Università Milano-Bicocca hanno firmato un accordo di cinque anni nell’ambito della ricerca nel campo della transizione energetica. L’Occidente lucra con l’estrattivismo fossile e la vendita di armi, sviluppando le tecnologie necessarie proprio nei laboratori universitari». https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/23_dicembre_06/milano-l-azione-dei-collettivi-studenteschi-contro-israele-e-il-maxi-striscione-fuori-dal-politecnico-cessate-il-fuoco-ora-3b15a427-f13a-49ee-888f-f741c8bf1xlk_amp.shtml

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