SEGRE: “Il cloud seeding, ovvero come seminare le nuvole e provocare possibili inondazioni”

La settimana scorsa, Dubai è stata colpita da piogge senza precedenti, un evento straordinario che ha dato vita a ipotesi sull’intervento del cloud seeding, una tecnica utilizzata per incrementare le precipitazioni, ampiamente impiegata negli Emirati Arabi Uniti.

Daniel Swain, climatologo all’Università della California a Los Angeles, ha evidenziato la necessità di approfondire lo studio degli eventi di piogge eccezionali per comprenderne meglio i meccanismi. Si osserva una discrepanza nelle conversazioni digitali tra le azioni umane che influenzano il cambiamento climatico, come il riscaldamento globale dovuto all’effetto serra, e quelle che prevalgono nelle discussioni online, come il cloud seeding. Tale divario solleva domande sulla nostra comprensione collettiva dell’impatto umano sul clima a diversi livelli.

Le recenti piogge intense a Dubai hanno fatto emergere dubbi su un possibile legame con il cloud seeding. Questa tecnica, spiegata dal Desert Research Institute, consiste nel disperdere nell’atmosfera particelle chiamate nuclei di condensazione, che favoriscono la formazione di cristalli di ghiaccio e neve. Successivamente, le nuvole “fecondate” rilasciano la neve che contribuisce ad arricchire il manto nevoso e i corsi d’acqua. Tuttavia, nel Medio Oriente si verifica un aumento delle piogge anziché neve.

Il cloud seeding si attua principalmente in due modi: mediante generatori a terra o distribuendo i nuclei con aerei.

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