Guida alle Elezioni europee e comunali dell’8 e 9 giugno 2024

Sabato 8 giugno e domenica 9 giugno in Italia si voterà per il rinnovo sia del Parlamento Europeo sia delle amministrazioni di 3.715 Comuni.

Per le elezioni europee gli elettori aventi diritto al voto sono 50.869.304, di cui 4.741.790 all’estero. Dei 46.127.514 elettori in Italia, il 51,74% sono donne e il restante 48.26% uomini.

Per le elezioni comunali sono quasi 17 milioni gli elettori con diritto di voto.

In totale vanno al voto 3.715 su 7.896 comuni italiani (il 47,0%), tra quelli a statuto ordinario e speciale.

Nell’elenco dei Comuni coinvolti ci sono 27 capoluoghi di Provincia: Ascoli Piceno, Avellino, Bari, Bergamo, Biella, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Cremona, Ferrara, Firenze, Forlì, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Perugia, Pesaro, Pescara, Potenza, Prato, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Verbania, Vercelli e Vibo Valentia.
Tra i Comuni ci sono sei capoluoghi di Regione: Bari, Cagliari, Campobasso, Firenze, Perugia, Potenza.

I seggi per le elezioni europee e comunali saranno aperti sabato 8 (dalle ore 14 alle 22) e domenica 9 giugno (dalle ore 7 alle 23). Gli eventuali ballottaggi per le elezioni comunali si svolgeranno il 23 e il 24 giugno 2024.

Il sistema elettorale varia in base alla popolazione legale residente nel Comune. Dove ci sono più di 15 mila abitanti sarà possibile il ballottaggio tra i due candidati che hanno preso più voti al primo turno, se nessuno ha preso il 50% più uno. Mentre nei Comuni con meno di 15 mila abitanti, vincerà chi prende più voti al primo turno, a prescindere dalla percentuale.

Gli elettori italiani voteranno per eleggere 76 dei 720 Membri del Parlamento Europeo.
Hanno diritto a votare per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento europeo tutti i cittadini cittadini italiani o dell’Unione europea con residenza legale in Italia, o cittadini italiani residenti all’estero.
Per votare si deve aver compiuto i 18 anni ed è necessario che siano registrati come votanti entro la scadenza stabilita (per i cittadini dell’Unione Europea votanti in Italia).
Si vota presso il seggio elettorale in cui si è iscritti, che dipende dal luogo di residenza, indicato sulla tessera elettorale.

Per esprimere il voto, bisognerà tracciare una croce sul simbolo della lista di preferenza. Negli spazi accanto al simbolo, sarà poi possibile indicare fino a tre nomi di preferenza, tra quelli all’interno della lista, votando, nel caso di due o di tre preferenze, candidati di sesso diverso. Non è possibile il voto disgiunto, ovvero non si potrà votare per una lista e dare la preferenza a un candidato di un’altra lista. Per poter votare un candidato nella lista scelta, bisognerà scrivere il nome e il cognome del candidato, oppure solo il cognome.

Per il voto delle europee l’Italia sarà divisa in cinque grandi circoscrizioni territoriali, e in ciascuna circoscrizione saranno presentate liste con candidati diversi. Le circoscrizioni sono:
Nord-Est: Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta
Nord-Ovest: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto
Centro: Lazio, Marche, Toscana, Umbria
Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia
Isole: Sicilia, Sardegna

Alle europee si applica una legge elettorale proporzionale, che quindi assegnerà i seggi a ciascuna lista in base alla quantità di voti ottenuta, senza valorizzare le alleanze o le coalizioni. Infatti, ciascun partito correrà separatamente: le forze del centrodestra non saranno coalizzate tra loro, e lo stesso vale per le opposizioni.

Il sistema di voto è proporzionale per tutti gli Stati membri: in concreto, i partiti prenderanno un numero di seggi in modo proporzionale al numero di voti ricevuti. Esistono però differenze tra i vari Paesi: in alcuni, come l’Italia, sono previste le preferenze, in altri no (tra cui Germania, Francia e Spagna).
In Italia per eleggere parlamentari europei bisogna prendere almeno il 4 per cento dei voti. Questa soglia di sbarramento è più alta in alcuni Paesi, è più bassa in altri, mentre in altri ancora non è presente.

Il Parlamento Europeo è l’unica delle tre istituzioni dell’Unione Europea direttamente eletto dai cittadini. Tuttavia il Parlamento condivide il potere legislativo con il Consiglio, che rappresenta gli Stati, mentre è la Commissione, che corrisponde al Governo dell’Unione Europea, che elabora gran parte delle proposte di leggi che vengono poi inoltrate al Parlamento.

Il Parlamento Europeo ha la sede ufficiale a Strasburgo, in Francia, mentre gran parte dell’attività dei parlamentari si svolge a Bruxelles, in Belgio.

Il Parlamento Europeo è formato dai seguenti 7 Gruppi politici, ognuno dei quali è composto da diversi partiti europei che fanno da raccordo a livello continentale per i movimenti politici degli Stati membri. In più c’è il Gruppo dei “Non iscritti”, a cui attualmente aderiscono 46 deputati.
Gruppo del Partito Popolare Europeo. È formato dal Partito Popolare Europeo e di ispirazione europeista e di centrodestra. Dagli anni ’90 accoglie anche i conservatori liberali. Conta 176 deputati, tra cui la Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola.
Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici. È il secondo gruppo più grande dell’Eurocamera, potendo contare 144 deputati di centrosinistra di ispirazione progressista. È formato dal Partito del Socialismo Europeo.
Renew Europe. È il terzo gruppo del Parlamento Europeo: conta 102 deputati e al suo interno racchiude il Partito dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa e il Partito Democratico Europeo.
Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei. È formato dal Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei e dal Movimento Politico Cristiano d’Europa. Creato nel 2009 dai partiti conservatori d’Europa che si oppongono al federalismo europeo (euroscettici). Tra i banchi siedono 64 deputati.
Verdi/Alleanza Libera Europea. Aggregano formazioni di orientamento ambientalista, regionalista e progressista: Partito Verde Europeo, Alleanza Libera Europea, Partito Pirata Europeo e Volt Europa. Tra le loro fila risiedono 71 deputati.
Identità e Democrazia è il gruppo di ispirazione sovranista. È formato dal Partito di Identità e Democrazia e conta 64 deputati.
Sinistra. Riunisce partiti socialisti, eco-socialisti e comunisti. Vi aderiscono membri del Partito della Sinistra Europea, dell’Alleanza della Sinistra Verde Nordica, di Ora il Popolo e di Animal Politics EU. Ha 38 deputati.

Ciascuno dei principali partiti italiani aderisce a un Gruppo politico diverso in seno al Parlamento Europeo.
Fratelli d’Italia: aderisce al Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei con 9 deputati e un indipendente. Giorgia Meloni è Presidente di questo Gruppo politico europeo.
Lega Salvini Premier: aderisce al Gruppo Identità e Democrazia, con 22 deputati.
Forza Italia: aderisce al Gruppo del Partito Popolare Europeo, con 10 deputati.
Partito Democratico: aderisce al Gruppo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici con 15 deputati. Nello stesso Gruppo vi è un deputato italiano indipendente.
Movimento 5 Stelle: aderisce al Verdi/Alleanza Libera Europea, con 3 deputati, presenti come indipendenti.
Italia Viva: aderisce al Gruppo di Renew Europe, con 1 deputato.
Azione: aderisce al Gruppo di Renew Europe, con 1 deputato indipendente.
Südtiroler Volkspartei: aderisce al Gruppo del Partito Popolare Europeo con 1 deputato.

L’affluenza alle elezioni europee è sempre più bassa in Italia. Alle elezioni del 2019 ha votato poco più di un elettore su due, un dato che rischia di abbassarsi ancora al voto dell’8 e 9 giugno, visto il recente precedente negativo delle elezioni legislative del 2022.

Alle ultime elezioni politiche, tenutesi il 25 settembre 2022 per rinnovare il Parlamento nazionale, in Italia ha votato circa il 64 per cento degli aventi diritto di voto: l’affluenza più bassa registrata in tutta la storia repubblicana italiana.
Il calo dell’affluenza ha colpito anche le ultime elezioni europee, dove la partecipazione al voto è stata ancora più bassa rispetto alle elezioni politiche: il 26 maggio 2019, infatti, ha votato nel nostro Paese il 54,5 per cento degli elettori.

Fino a oggi si sono tenute in Italia nove elezioni per rinnovare i componenti del Parlamento europeo: la prima nel 1979, l’ultima nel 2019.
Nel 1979, in Italia ha votato alle europee l’85,7 per cento degli aventi diritto di voto, contro una media Ue pari al 62 per cento. Questa dinamica si è confermata nelle due elezioni successive: nel 1984 l’affluenza è stata pari all’82,5 per cento, nel 1989 all’81,1 per cento. Dagli anni Novanta il calo dell’affluenza elettorale è aumentato: nel 1994 la partecipazione è scesa al 73,6 per cento, nel 1999 al 69,8 per cento, mentre nel 2004 c’è stato un leggero rialzo, al 71,7 per cento. La tendenza al ribasso si è accentuata nelle elezioni successive: nel 2009 l’affluenza è scesa al 66,5 per cento, nel 2014 al 57,2 per cento e nel 2019 al già citato 54,5 per cento.

In totale, per rinnovare il Parlamento europeo, in tutta l’Unione Europea saranno chiamati alle urne quasi 359 milioni di elettori, un numero più basso di quello del 2019, quando votarono anche i cittadini del Regno Unito, poi ufficialmente uscito dall’Ue il 31 gennaio 2020.
Il Paese con più aventi diritto di voto è la Germania con 64,9 milioni, seguita dalla Francia con 49,7 milioni e dall’Italia con 47 milioni. Questo numero corrisponde a quasi l’80 per cento dei circa 59 milioni di residenti che vivono nel nostro Paese.
Nel 2004 in tutta l’Unione Europea aveva partecipato alle elezioni europee il 45,4 per cento degli aventi diritto di voto, percentuale scesa al 43 per cento nel 2009 e al 42,6 per cento nel 2014. L’affluenza alle urne è poi risalita alle ultime elezioni europee, quelle del 2019, quando ha superato il 50,6 per cento.

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