Il singhiozzo del mare (ascolta la poesia con la voce dell’autore)

Ascolta la poesia con la voce di Giorgio Bongiorno

La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.”
(Albert Einstein)

In questi giorni di minacce
Di conflitti senza fine
Egoismi
Colorati di malinconia
Ho forgiato sillabe tristi
Di paure vicine
Di angosce lontane
Emozioni nascoste di un’anima
Stanca di parole vuote
Testimoni
Dell’amnesia del cielo
Ho intrecciato pensieri di cristallo
Lamenti
Invocazioni
Deposti con distratta noncuranza
Entro spazi immemori
Strati di bagliori
Calde spirali di luce
Rombi di cannoni
Inganni di sapore atavico
Dubbi intrecciati di malafede
Polvere dorata di vapore latteo
Nel buio sconfinato dell’universo
Ho inseguito colori iridati
Sgusciati dalla danza di alghe
Accarezzate dalla corrente dell’abisso
E insieme al grido dei gabbiani
Sulla pescata del porto
Ho sentito sempre più forte
Dai gorghi della riva
Ai piedi della risacca
Il singhiozzo
Tormentato
Del mare
E ho ammirato
La malia e il fascino
Del disegno schiumoso
Dell’onda
Quasi l’ultimo
Disperato canto del mare
Sullo spartito
Lungo la battigia umida
Della costa

***

In guerra gli eventi importanti sono il risultato di cause banali.”
(Giulio Cesare)

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