Il mistero (ascolta la poesia con la voce dell’autore)

Ascolta la poesia con la voce di Giorgio Bongiorno

Immaginavo così la fine del cammino
Uno scenario di quiete
Con quei colori tersi
E quelle linee sobrie
Riposanti
Misurate
Solenni
Pensavo spesso a quelle favole bambine
All’eco delle cantilene di un tempo
Alle fate e ai fantasmi del castello
Alla magia del ponte levatoio
Al tintinnare delle armature
Al rullare dei tamburi
E al ritmico incedere delle carrozze
Credevo si vestissero tutti a festa
Allineati
Composti
Alla soglia dell’eterno
Luminoso candore dell’infinito
Corpi svaniti
Nel delirio estremo della carne
Lunghe file di anime
In un mistico
Ordinato silenzio di preghiera
Pochi passi per accorgersi dell’ingannevole
Dolce baratto del sogno
Finite
Le danze allegre dei giochi
Dell’adolescenza
La innocente goliardica ironia
Lasciate altrove le immagini di quel tempo
Con in tasca ancora l’essenziale della vita
Si rimane soli
Davanti allo spettro dell’incognito
Senza alcuna idea corporale
Di come ritornare a completare alcune vicende
Lasciate incomplete ai bordi della vita
Senza cambiare nulla
Della legge dell’abbandono
Sarebbe bastato solo un attimo in più
Un minimo cenno di assenso
Un segno dello sguardo
Una stretta di mano
Un attimo d’estasi e tutta quella luce
Che pareva potesse durare in eterno
Si spegneva d’improvviso
Senza appello
Senza ritorno
Nel prezioso
Immenso e maestoso
Buio
Del mistero

***

Viviamo con la paura di dover lasciare la nostra esistenza terrena con un certo numero di cose da completare. Forse così si spiega la corsa di cui più o meno tutti nella realtà odierna siamo vittime sacrificali
(Giorgio Bongiorno)

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