Nona lezione: Il miracolo in cui crediamo – 17 giugno 2024

SIAMO SPROFONDATI NEL BARATRO
Cari amici, siete consapevoli, avete letto o sentito, non vi è mai sfiorato il dubbio che stia accadendo qualcosa di eccezionale nella nostra vita; che stiamo vivendo una fase particolarmente turbolenta della Storia; che ci troviamo di fronte a un bivio epocale dopo essere sprofondati nel baratro del tracollo demografico, della civiltà decaduta e dello Stato collassato; che stiamo subendo delle esperienze che ci stanno modificando radicalmente; che ci ritroviamo costretti a schierarci senza aver avuto la possibilità di conoscere, valutare e scegliere?

SIAMO CONDANNATI A ESTINGUERCI COME ITALIANI
Sapete che, secondo la scienza demografica, noi italiani siamo condannati a estinguerci come popolo, perché il tasso di fecondità, il numero medio di figli per donna fertile, è di appena 1.2 rispetto al 2.1 necessario per salvaguardare l’equilibrio demografico, e che quando si cala al di sotto dell’1.9 è storicamente accertato che non è più possibile risalire la china?

SIAMO UNA CIVILTA’ DECADUTA

Sapete che, con la nostra estinzione come popolo, morirà anche la nostra civiltà laica e liberale dalle radici giudaico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe; che saremo sostituiti da popoli africani, mediorientali, asiatici che, essendo in prevalenza musulmani, imporranno ai nostri figli e nipoti l’islam come ideologia e sistema di potere; così come saremo economicamente dominati dalla Cina capital-comunista?

SIAMO CAVIE DELLA GUERRA BIOLOGICA
Sapete che siamo stati usati come cavie della prima guerra biologica e psicologica mondiale, scatenata con un virus artificiale prodotto nell’Istituto di Virologia di Wuhan in Cina, finanziato dagli Stati Uniti, e con sieri sperimentali a tecnologia genica fraudolentemente spacciati per vaccini; che abbiamo subito una alterazione del nostro sistema immunitario, taluni hanno contratto malattie invalidanti o sono morti a causa degli “effetti avversi” della procurata pandemia; che la maggioranza ha radicato dentro di sé la paura al punto di rinunciare a vivere nella pienezza della propria dignità e libertà pur di non contagiarsi, ammalarsi o morire?

SOTTOMESSI ALLA FINANZA VIRTUALE SPECULATIVA
Sapete che siamo sottomessi alla dittatura della grande finanza virtuale speculativa globalizzata che, creando il denaro dal nulla, ha depredato l’economia reale; possiede le multinazionali della farmaceutica, degli armamenti, della ricerca scientifica, dello sviluppo tecnologico, dell’industria mineraria e di trasformazione, della produzione agro-alimentare, della distribuzione, dei trasporti e della comunicazione; ha occupato finanziariamente gli Stati nazionali svuotandoli della loro indipendenza e sovranità; ha messo al potere dei Governi collaborazionisti a prescindere dal loro colore politico; persegue l’obiettivo di un “Nuovo Ordine Mondiale” assoggettando una umanità omologata e omogeneizzata, trasformando l’umano in transumano e la realtà in virtualità?

LA FINE DELL’OCCIDENTE
Sapete che la posta in gioco è il futuro dell’Occidente capeggiato dagli Stati Uniti, con la crescita dell’insofferenza per il colonialismo militare, finanziario e politico americano, il venir meno della supremazia del dollaro, lo strapotere della grande finanza virtuale speculativa globalizzata, il Mondo sottomesso a un debito perpetuo, incontenibile e inestinguibile; il tramonto del mito della democrazia, il declino dello Stato nazionale; l’imperversare dell’ideologia del relativismo che nega il concetto di verità e ci priva della certezza di chi siamo; con Papa Francesco che mette sullo stesso piano tutte le religioni e sostituisce il cristianesimo con la “Religione Unica Mondiale” fondata su una concezione generica dell’amore?

A UN PASSO DALL’APOCALISSE NUCLEARE
Sapete che siamo a un passo dall’Apocalisse nucleare, catastrofico epilogo della guerra scatenata dagli Stati Uniti, dalla Nato e dall’Unione Europea contro la Russia in Ucraina, negando la realtà storica della presenza russa in Crimea e nel Donbass, avvalendosi di un Presidente-attore-burattino che sta svendendo il suo Paese e condannando al massacro il suo popolo?

IL RAPPORTO DI FORZA IMPARI
Ebbene, considerando il rapporto di forza impari tra lo strapotere della grande finanza virtuale speculativa globalizzata che promuove il “Nuovo Ordine Mondiale”, e tra chi ha a cuore la salvaguardia della propria umanità nel contesto della propria Comunità locale, solo un miracolo potrà farci rinascere come civiltà, salvarci come popolo, riscattarci come Patria.

NON POSSIAMO RASSEGNARCI ALLA SCONFITTA
In ogni caso non potremmo mai, guardando negli occhi i nostri figli e nipoti, amando l’Italia e avendo a cuore il bene degli italiani, rassegnarci alla sconfitta dentro casa nostra. Noi non abbiamo alternativa che credere e impegnarci per il successo del miracolo che trasformi l’Italia nel Paese numero 1 al Mondo per la qualità della vita.

I FIGLI NONOSTANTE LA GUERRA
In passato, in condizioni economiche ancor più precarie, i giovani italiani i figli li facevano. E sono quei giovani, fattisi le ossa nel dopoguerra, ammaestrati dalla tragedia delle devastazioni e fortificati dalle mille privazioni, ad avere realizzato il miracolo dell’Italia che, prima di essere stato economico, è stato demografico. L’orrore della guerra e le atrocità che sono seguite, le città devastate, la povertà assoluta, non solo non hanno sopito, ma all’opposto hanno accresciuto la voglia di fare figli.

I FIGLI ARTEFICI DEL MIRACOLO
Sono i nostri figli gli artefici del miracolo. L’esperienza della Storia insegna che i figli, non solo non sono un problema economico, ma sono la soluzione del problema. Perché è grazie ai nostri figli che scopriamo dentro di noi delle risorse di cui neanche immaginavamo l’esistenza.
Ecco perché l’ostacolo economico alla procreazione è relativo, nel senso che dipende dalla nostra scelta di vita. Se scegliamo di donare la vita ai nostri figli, accettiamo inizialmente di fare dei sacrifici, nella consapevolezza che saranno poi loro a stimolarci a fare sempre del nostro meglio. Se, all’opposto, pur di non fare sacrifici, escludiamo di fare i figli, ci adageremo a una condizione di sufficienza che rasenta la mediocrità.

PER VINCERE BISOGNA FARE FIGLI
La nostra Storia contemporanea attesta che sono gli Stati più numerosi a vincere e saranno loro a sopraffarci, a sottometterci e a sostituirci. Scegliere di non fare figli si traduce nella condanna a morte dell’Italia come Patria degli italiani, trasformandola in una terra di tutti e di nessuno, una colonia dei conquistatori più agguerriti e più prolifici. La lezione della Storia è che per vincere bisogna fare figli. Con più figli, vinciamo tutti. Senza figli, moriamo tutti.

SIAMO GLI ULTIMI «ITALIANI»
A meno che non succeda un miracolo, noi tutti oggi siamo tra le ultime generazioni che potranno definirsi «italiani». Solo un miracolo potrà risollevarci dall’estinzione come popolo italiano e dalla conseguente fine della nostra civiltà italiana. Non abbiamo alternativa che credere che questo miracolo si realizzerà. Non possiamo rassegnarci inerti. Ma affinché questo miracolo possa compiersi, è fondamentale che ciascuno di noi faccia la sua parte, conformemente al proverbio «aiutati che Dio ti aiuta».

CIASCUNO DEVE FARE LA PROPRIA PARTE
Conoscete la barzelletta dell’uomo che prega Dio di fargli vincere la lotteria e, a ogni estrazione andata a vuoto, torna a pregare Dio. Dopo diverse settimane e le ripetute suppliche dell’uomo, Dio si manifesta e gli dice: «Io ti vorrei aiutare, ma se non compri il biglietto della lotteria non posso farti vincere». Ciascuno di noi, ognuno nel proprio ambito, deve fare la propria parte per la rigenerazione del popolo italiano e la rinascita della nostra civiltà.

VIVERE SOLO NEL PRESENTE
Il miracolo oggi ci è precluso perché la maggioranza, soprattutto tra i giovani, è totalmente ed esclusivamente immersa nel presente. È come se avesse sradicato il passato e non concepisse il futuro.
Vivere nella sola dimensione del presente si traduce in una visione di corta gittata, percependosi rinchiusi nei confini della contingenza della quotidianità, attenendosi allo schema mentale inculcato dai detentori del pensiero unico egemone.
Una vita cadenzata dallo scorrere monotono delle 24 ore, ripetendo la medesima ritualità quotidiana, porta a definire l’ordine delle priorità tra entità e pratiche concernenti i nostri bisogni fisiologici e solo superficialmente le curiosità mentali relativi a temi perlopiù futili.

LA MORTE INTERIORE DI CHI SI SENTE VUOTO DENTRO
Il presente sradicato dal passato e senza la prospettiva del futuro, è una gabbia stretta dove replichiamo lo stesso copione fino alla noia. Solo l’alienazione dalla realtà grazie all’uso delle droghe, di sostanze allucinogene o prodotti tecnologici digitali ci illudono di volare alto, liberi dalla prigione della triste quotidianità.
Il girare a vuoto nel percorso senza sbocchi, paralizzati nel mezzo di una rotta buia senza un faro che illumini la direzione della salvezza, genera disaffezione alla vita, stimola la tossicodipendenza e la fuga nella virtualità, preferendo l’apparire all’essere, socializzando tramite i messaggi dei cellulari anziché parlandosi di persona.
Vivere con il fiato corto dello spazio che intercorre tra l’aprire e il richiudere gli occhi, si traduce nella morte interiore di chi si sente vuoto dentro, istiga al suicidio di chi prende atto che non vale la pena continuare a vivere come se fossimo un semplice apparato sensoriale e specificatamente un tubo digerente.

RINASCERE COME CORPO, MENTE E ANIMA
Ebbene, riscoprire la realtà delle nostre radici è fondamentale per poter rinascere come persone depositarie di corpo, mente e anima, recuperando la certezza e l’orgoglio di chi siamo.
Solo se saremo ben radicati nella consapevolezza e nell’adesione al nostro passato, il nostro presente acquisirà una dimensione nuova di continuità ma anche di condivisione di una festa che recupera e perpetua una tradizione secolare che suona come un inno alla vita, che mette al centro la comunità di valori e di ideali.
A quel punto realizzeremo il miracolo, individueremo la prospettiva di vita qualitativamente migliore, che sostanzierà il futuro lungamente auspicato, che dà un senso compiuto alla nostra esistenza.

SOTTOMESSI AL NEMICO DENTRO CASA NOSTRA
La guerra finanziaria, ideologica, biologica, psicologica e convenzionale di cui siamo spettatori e vittime, ci ha trasformato in una umanità disinformata, disorientata, fragile, succube della paura, rassegnata, interiormente morta, sottomessa al nemico dentro casa nostra.
La nostra sottomissione risiede nell’accettare acriticamente la tesi secondo cui la verità corrisponde alla posizione assunta dalla maggioranza, a prescindere dalla fondatezza dei suoi contenuti; nel sentirci confortati di far parte della maggioranza che detiene il potere, decide ciò che è lecito e ciò che è illecito, sentenzia chi va premiato e chi va sanzionato; nell’essere convinti che la maggioranza di per sé incarna il vero, il bene, il buono, il bello e il giusto, perché ne fa parte la maggioranza degli scienziati, dei medici, dei politici, dei giuristi, dei docenti e delle autorità religiose.

SIAMO UN GREGGE VOTATO AL SUICIDIO
La maggioranza degli italiani, ma più o meno è stato così per gli altri popoli europei, dopo la proclamazione dello stato di emergenza per la procurata pandemia di Covid-19, ha dimostrato di sottomettersi acriticamente e incondizionatamente alle direttive imposte dal Governo con l’avallo della maggioranza del Parlamento, sostenute dai vertici dell’Ordine dei Medici, propagandate dalle maggiori televisioni e giornali nazionali, imposte ai dipendenti dai responsabili della pubblica amministrazione, dalle associazioni degli imprenditori, persino dai Sindacati che dovrebbero tutelare i lavoratori, con il deciso intervento sanzionatorio della Magistratura e, ogni qual volta è stato ritenuto necessario, con la brutale repressione delle Forze dell’ordine.
Gli italiani hanno confermato di essere facilmente plagiabili e assoggettabili, accettando volentieri, convintamente, persino entusiasticamente, di farsi condurre da poteri forti come pecore mansuete di un gregge votato al suicidio.

L’UOMO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO
Dobbiamo credere e impegnarci affinché si realizzi il miracolo. Nei momenti bui della Storia la rinascita è stata possibile se c’è stato l’uomo giusto al momento giusto, in grado di colmare un vuoto abissale sul piano dei valori e delle regole grazie al suo carisma personale e a una testimonianza di vita esemplare, ma soprattutto di ricostruire dalle fondamenta un nuovo modello di civile convivenza grazie ad una proposta di vita qualitativamente migliore.

IL MIRACOLO DEI MONASTERI BENEDETTINI
Così è stato con San Benedetto da Norcia che, dopo il crollo dell’Impero Romano d’Occidente nel 476, realizzò il miracolo della resurrezione edificando le strutture della civiltà cristiana su cui si è fondata l’Europa, dimostrando concretamente la bontà dell’alternativa ispirata alla sua “Regola” con il successo dei Monasteri benedettini, dei microcosmi al cui interno si forgiò un nuovo modello di spiritualità cristiana all’insegna di “Ora et Labora”, coniugando la preghiera al lavoro; di organizzazione sociale e politica improntato a “fede e ragione” e che ha ispirato il sistema della  monarchia costituzionale su cui si è costituita la Repubblica di Venezia; di sistema economico che ha valorizzato lo sviluppo tecnologico rivoluzionando la produzione agricola e migliorando la salute pubblica che all’epoca si basava sulle erbe mediche.

LA PERDITA DELLA DIMENSIONE DELL’ANIMA
Nell’intreccio naturale tra le dimensioni del corpo, della mente e dell’anima, ciò che ha causato lo squilibrio, determinando il decadimento della nostra civiltà, è la perdita della dimensione dell’anima.
Siamo in un’Europa dove l’abbondanza del cibo e l’alto livello dell’assistenza sanitaria hanno fortificato il corpo ed allungato l’età media della vita, rendendo sempre più plausibile per tanti diventare ultracentenari. Siamo in un Occidente dove il progresso apparentemente inarrestabile delle scienze e la diffusione capillare delle apparecchiature tecnologiche hanno accresciuto la capacità della mente di acquisire sempre più nuove conoscenze sin dalla tenera età.

SCEGLIERE SE STESSI ANZICHÈ I PROPRI FIGLI
Ma l’Europa e l’Occidente hanno perso la dimensione trascendente dell’anima, che sostanzia ciò che dà un senso compiuto alla contingenza della quotidianità, che si traduce nella missione che rende la nostra esistenza terrena meritevole di essere integralmente vissuta.
La perdita dell’anima rende effimera la fortificazione del corpo delle popolazioni benestanti che, hanno sì la capacità di allungare la vita, ma non promuovono la rigenerazione della vita, condannandoci all’estinzione per essere precipitati nell’abisso irreversibile del tracollo demografico, avendo scelto l’avere anziché l’essere, i beni materiali dell’oggi anziché la vita del domani, se stessi anziché i propri figli.

RIDOTTI IN “TRANSUMANI” MANIPOLABILI
La perdita dell’anima rende persino controproducente la crescita a dismisura delle nostre capacità mentali, perché in assenza di un traguardo positivo e costruttivo, le nostre straordinarie potenzialità finiscono per essere dirottate nell’auto-distruzione della nostra umanità, sostituendoci e trasformandoci in “transumani”, esseri manipolabili e sottomessi alla strategia disumana e criminale del “Nuovo Ordine Mondiale”.

LA MISSIONE PER LA VITA, VERITA’ E LIBERTA’
Ecco perché la missione di rinascita della nostra civiltà deve partire dalla riscoperta della dimensione dell’anima, per poter illuminare come un faro la direzione di crescita del corpo e della mente. Solo se ci riapproprieremo di una visuale ampia che abbracci l’insieme della nostra umanità, ci offra una prospettiva che trascenda il tempo e lo spazio che connota l’esistenza terrena, ci convinca della bontà, della giustezza e del fascino della missione per essere pienamente noi stessi, solo allora ci risveglieremo ogni mattina con una rinnovata voglia di vivere, ringraziando il Signore della nuova opportunità che ci è donata per andare avanti fino al successo della missione per la vita, la verità e la libertà di noi tutti, a cominciare dai nostri figli.

IL SISTEMA DI POTERE DISUMANO IMPLODERA’
Noi confidiamo in un miracolo per l’Italia. L’attuale sistema di potere è intrinsecamente disumano. Sta già registrando delle crepe, finirà inesorabilmente per implodere, si verificherà un vuoto.
Nella Storia i vuoti si verificano e non rimangono mai vuoti. O li colmiamo noi, o li colmerà qualcun altro.
Siamo fiduciosi che il vuoto che c’è nel sistema di potere disumano a cui siamo sottomessi, verrà colmato con l’uomo giusto al momento giusto e, soprattutto, con la proposta dell’alternativa di vita qualitativamente migliore.

ASPETTIAMO FIDUCIOSI IL “PADRE DELLA PATRIA”
Aspettiamo fiduciosi il “Padre della Patria”, che incarnerà una concezione della vita e attuerà un sistema di organizzazione sociale fondati sulla centralità del bene primario degli italiani e dell’interesse supremo dell’Italia.
Il miracolo lo realizza il Signore che trascende il tempo e lo spazio, ma si compie attraverso delle persone speciali immerse nella contingenza del tempo e dello spazio.

IL MIRACOLO È IL MISTERO DELLA VITA
Il miracolo si realizza nello stadio della spiritualità più inafferrabile ma affonda le sue radici nella realtà della natura umana più tangibile.
Il miracolo è il mistero della vita, l’amore della madre e del padre che genera il figlio, carne della loro carne, ma con uno spirito proprio che ne attesta l’unicità nella moltitudine dell’umanità simile, ma irripetibile nella singolarità di ciascuna persona.
Il miracolo si libra nello spazio etereo della poesia ma appartiene allo spazio percettibile della prosa.

IL CARISMA DELLE PERSONE ECCEZIONALI
Il miracolo è il livello più alto della spiritualità eccelsa degli eletti e il livello più genuino dell’umanità semplice degli umili.
I miracoli sono le credenziali del carisma delle persone eccezionali che hanno forgiato la Storia cambiando radicalmente il corso degli eventi ritenuti immutabili.

MOSÈ, GESU’, SAN BENEDETTO
Mosè che apre un varco nelle acque del Mar Rosso per liberare il popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto e condurlo nella Terra promessa.
Gesù che risorge dopo la morte testimoniando di essere vero Dio e vero uomo, per illuminare la nostra vita ispirati dai Dieci comandamenti e dall’amore per sé stessi e per gli altri.
San Benedetto da Norcia che getta le fondamenta della nuova civiltà dell’Europa cristiana, forgiata nei micro-cosmi dei monasteri che colmarono il vuoto del tracollo del macro-cosmo dell’Impero Romano d’Occidente nel 476.

MARCO D’AVIANO E BEN GURION
Padre Marco d’Aviano che riunifica la “Lega Santa” delle nazioni cristiane e benedice la vittoria sul ben più cospicuo esercito islamico turco-ottomano, salvando Roma e l’Europa cristiana dalla sottomissione all’islam.
David Ben Gurion, che fonda lo Stato di Israele dopo duemila anni di diaspora del popolo ebraico e dice «Chi non crede ai miracoli non è realista».

LA MISSIONE CHE DA’ UN SENSO ALLA VITA
Il miracolo è il sodalizio armonioso del corpo e della mente, della natura e della cultura, che libera lo spirito che si sostanzia di certezza della fede e ci fortifica nell’adesione ai valori, che illumina il percorso della missione che dà un senso compiuto alla nostra vita.
Il miracolo è essere pienamente noi stessi nell’integralità del nostro essere corpo, mente e spirito; natura, cultura e missione; testimoniando con le opere buone i valori in cui crediamo e le idee che affermiamo.

IL MIRACOLO È DENTRO DI NOI
Il miracolo è dentro di noi. È l’anelito della trascendenza. Elevarci al di sopra degli steccati. Liberarci dalla gabbia mentale. Infrangere il pensiero unico.
Il miracolo è una nuova prospettiva. Spiccare il volo. Individuare la rotta. Perseguire il traguardo. Realizzare il cambiamento.
Il miracolo è la nuova vita che inizia oggi. Il miracolo della rinascita. Il miracolo in cui crediamo. Il miracolo che realizziamo. Un miracolo per l’Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Comunità “Casa della Civiltà”
Lunedì 17 giugno 2024

2 commenti su “Nona lezione: Il miracolo in cui crediamo – 17 giugno 2024

  1. Concordo pienamente con questa analisi ed al tempo stesso, credo nel miracolo. Come giustamente hai scritto, non possiamo rassegnarci alla sconfitta. In questo momento così particolare della nostra storia, dobbiamo poter affermare che non siamo rimasti a guardare!

  2. In merito al concetto di miracolo, aggiungerei una considerazione che non ho esplicitato adeguatamente ieri sera. In un’ottica laica, a partire dall’accezione linguistica di “miraculum” in quanto “cosa che dà meraviglia” si potrebbe sottolineare l’idea di straordinarietà di un pensiero e di un’azione improntati alla verità e alla normalità in un’epoca di assurdità. È un po’ quello che diceva Pirandello quando parlava del fatto che viene ritenuto pazzo, e quindi meritevole di meraviglia chi, in un’epoca di follia, prende consapevolezza della follia e agli occhi della massa appare strano e deprecabile. In tal senso il miracolo non è affatto una magia o un prodigio sovrumano, ma un’azione concreta pienamente fattibile e per la quale la condizione irrinunciabile è semmai quella del coraggio e della determinazione personali a portarla avanti. Meravigliamoci dunque di noi stessi, appariamo pazzi agli occhi degli altri e crediamoci in pieno su questo “miracolo”.

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