Francia: il voto “non detto” è sull’islam

Cari amici buona Domenica del Signore. Mi auguro di cuore che stiate bene in salute fisica, mentale e spirituale.

Nelle elezioni legislative iniziate oggi in Francia, il voto “non detto” è sull’islam. Schierarsi pro o contro l’islam è, in ultima istanza, alla base delle posizioni politiche espresse dai partiti e dell’orientamento di voto degli elettori.
Anche se non esplicitato, per taluni inconscio, al di là della consueta e consunta contrapposizione tra destra, centro e sinistra; della meno conclamata ma più veritiera contrapposizione tra globalisti e sovranisti; la scelta di fondo è tra la paura concreta di una Francia islamizzata o, per contro, l’illusione di una Francia a tal punto secolarizzata da inglobare anche l’islam in una prospettiva di società multiculturale.

Due sono i temi che prevalgono e che dividono i partiti e gli elettori: la sicurezza dei cittadini e il controllo del territorio da parte delle Forze dell’ordine; la collocazione internazionale e, più specificatamente, l’interesse strategico della Francia in riferimento alle due guerre in corso in Ucraina e in Israele, che paventano entrambe la catastrofica prospettiva dell’Apocalisse nucleare.

Ebbene, è proprio l’islam la principale minaccia alla sicurezza interna, con il controllo assunto dai suoi militanti di quartieri nelle maggiori città e ampie zone di periferia, principalmente attraverso l’insediamento delle moschee e delle scuole coraniche che sono dei veri e propri presidi territoriali, dove si pratica il lavaggio di cervello tramite l’indottrinamento a un’ideologia che discrimina, istiga all’odio e condanna a morte tutti i non musulmani, a partire dagli ebrei e dai cristiani.
Queste aree territoriali sono già di fatto islamizzate, controllate da gruppi paramilitari pronti a scatenare una insurrezione armata, al cui interno viene imposta la sharia, la legge islamica, che è del tutto incompatibile con uno Stato di diritto e con i diritti fondamentali della persona.

Così come l’islam è il vero nemico che, perseguendo la distruzione di Israele e lo sterminio del popolo ebraico, ha scatenato la guerra il 7 ottobre 2023, perpetrata dai terroristi islamici di Hamas, armati e manovrati dall’Iran, che è entrato direttamente in guerra lanciando 361 missili e droni contro il territorio israeliano nella notte tra il 13 e il 14 aprile 2024.
La guerra si sta estendendo al Libano, da dove i terroristi islamici sciiti dell’Hezbollah, una creatura dell’Iran, hanno lanciato dall’8 ottobre 2023 più di 5.000 tra razzi, missili e colpi di mortaio contro Israele, causando 25 morti tra la popolazione israeliana e costringendo più di 60.000 cittadini israeliani ad abbandonare le proprie case.

Così come è indubbio che, nella guerra scatenata dalla Nato, governata dal burattino-demente Biden, in Ucraina, con al potere il burattino-attore Zelensky, con l’obiettivo esplicito di eliminare Putin e occupare la Russia nel nome della “democrazia”, a vincere sono gli islamici che, nel frattempo, hanno consolidato il proprio potere soprattutto in Europa.
Questa guerra ha seppellito la “Dichiarazione congiunta” che creò il “Consiglio Nato-Russia” il 28 maggio 2002, con la stretta di mano tra Bush Junior e Putin nella base dell’Aeronautica militare a Pratica di Mare, che suggellò l’interesse primario degli Stati Uniti, all’indomani degli attentati alle Due Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, e della Russia, impegnata a riscattare la propria sovranità in Cecenia, a combattere insieme il terrorismo islamico.

Sulle elezioni in Francia pesa la terribile vicenda di una ragazzina ebrea di 12 anni che ha denunciato il 18 giugno di essere stata stuprata a Courbevoie, alla periferia di Parigi, a causa della sua religione ebraica, da parte di tre ragazzi musulmani di 12, 13 e 14 anni, picchiandola e costringendola a «penetrazioni anali e vaginali, sesso orale, con minacce di morte e frasi antisemite».
Il suo avvocato ha detto: «C’è una realtà, non mentiamo, riguardo ai tre ragazzi: ce ne sono due che sono immersi in un islam direttamente legato a quello che si può trovare sui siti radicali. Stiamo molto attenti: non vogliamo che venga recuperato e questo è tutto il problema. Ma è una realtà: è stata definita una “sporca ebrea”. Si tratta di una spedizione punitiva, presentata come tale dal minorenne che l’ha promossa. Sono venuti ai piedi del suo palazzo, al piano di sotto di casa sua, per punirla per non aver detto di essere ebrea.
L’hanno interrogata su Israele, accusandola di essere una sostenitrice di Israele. Ha cercato di spiegare che era per la pace, all’età di 12 anni. Questi ragazzi l’hanno accusata di essere contro la Palestina, di aver compiuto un genocidio contro la Palestina. Le hanno gridato: “Voi siete degli assassini”. Questo è ciò che ha sentito e sofferto mentre veniva picchiata e violentata».

Secondo dati ufficiali gli atti antisemiti in Francia sono fortemente aumentati nel primo trimestre 2024, con 366 episodi di odio anti-ebraico recensiti tra gennaio e marzo, in aumento del 300% in un anno. A gennaio il Crif (Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche in Francia) lanciò l’allarme sulla recrudescenza dell’antisemitismo, quadruplicato in un anno (da 436 atti antisemiti nel 2022 a 1.676 nel 2023), con un’impennata dopo il 7 ottobre 2023, data dell’attacco terroristico di Hamas contro Israele che ha scatenato la reazione dell’esercito israeliano a Gaza.

Jordan Bardella, candidato alla carica di Capo del Governo del Ragruppamento Nazionale, si è schierato decisamente al fianco di Israele sostenendo che «Riconoscere uno Stato palestinese sarebbe riconoscere il terrorismo», e che il suo Governo sarà «uno scudo per i nostri connazionali ebrei dinanzi ad un islamismo che non vuole solo separare la Repubblica, ma conquistarla».

Serge Klarsfeld, il “cacciatore di nazisti”, ha detto che in un eventuale ballottaggio tra il Ragruppamento Nazionale e il Nuovo Fronte Popolare di sinistra, voterà per la destra, perché «l’asse della mia vita è la difesa della memoria ebraica, la difesa degli ebrei perseguitati, la difesa di Israele». Valori a suo dire incompatibili «con un’estrema sinistra che è sotto l’influenza di La France Insoumise, con accenni di antisemitismo e violento antisionismo». Secondo Klarsfeld il partito di Bardella e Le Pen è «cambiato» rispetto alle origini, facendo i conti con la propria storia e schierandosi per questo oggi al fianco di Israele e delle comunità ebraiche.

Cari amici, andiamo avanti sulla retta via a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo a realizzare il miracolo per far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l’Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Domenica 30 giugno 2024

La Casa della Civiltà è un’Associazione di Promozione Sociale (APS), fondata da Magdi Cristiano Allam nel 2021.
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1 commento su “Francia: il voto “non detto” è sull’islam

  1. Leggendo questo articolo, il mio primo pensiero è che noi italiani rischiamo veramente di seguire la Francia, per quanto riguarda la presenza di aree territoriali già islamizzate e controllate da gruppi paramilitari;
    generalmente si tende sempre a credere che ciò che si verifica al di là dei nostri confini non ci riguardi, mentre è esattamente il contrario!
    Terribile quanto accaduto alla dodicenne; in quel fatto si può leggere tutto il fulcro del problema dell’islamizzazione .
    grazie Magdi!

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