LA POESIA DI GIORGIO BONGIORNO: “Disegni”

Il deserto non è quello che normalmente si crede, deserto è tutto quanto sia privo di uomini, anche se non dobbiamo dimenticare che non è raro trovare deserti e aridità mortali tra le folle.
(José Saramago)

Ricami lucidi di sabbia
Disegnano antichi contorni di sogno
Nel deserto infinito dell’anima
Arazzi profumati di sole radente
Ombre ebbre di riflessi d’argento
Morbide dune
Femmine flessuose
Assetate di tenera malinconia
Carezze di nuvole striate
Melodie lontane di lunghi
Estenuanti viaggi
Picchiate di falchi su lente carovane
Convogli quasi immobili
Sguardi perduti verso l’ignoto
Alla ricerca dell’ambiguo miracolo dell’oasi
Palme
Rade come pensieri solitari
La chioma scomposta
Spazzata via
Nel silenzio appena rotto
Dal fischio insistente del vento
*

Ti amo terribilmente, se sbocciasse un fiore ogni volta che ti penso, ogni deserto ne sarebbe pieno
(Khalil Gibran)

Foto di copertina: Dune dal web

2 commenti su “LA POESIA DI GIORGIO BONGIORNO: “Disegni”

  1. Il deserto. la solitudine dell’anima
    spoglia davanti ai propri sentimenti
    sorti dal profondo
    inimmaginabile
    sepolti prima nei rumori, suoni, voci confuse, brusii
    della vita di tutti i giorni.
    Che nascondono pensieri, sogni, soluzioni di buonsenso nate da scoprire la vita vera, umana, verso un cammino positivo, di crescita.
    Il deserto è meditazione, è lotta dell’anima con la parte peggiore di noi.
    È ritrovare il percorso senza orizzonti e senza miraggi per essere di nuovo umani. Suoni della natura, il vento, il richiamo del falco o di qualche animale vicino l’oasi, dove riposare all’ombra e dissetarsi.
    Eppure quel deserto a volte ci prende, a volte è già in noi e non ce ne accorgiamo, perché siamo ciechi, avvelenati, i richiami del mondo colmano la solitudine, riempiono quel deserto. E ci pare di vivere.
    Di cogliere quei fiori,
    nel deserto.

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