LA POESIA DI GIORGIO BONGIORNO: “Nel parco”

“ Ci sono momenti di solitudine che cadono all’improvviso come una maledizione, nel bel mezzo di
una giornata.
Sono i momenti in cui l’anima non vibra più.”
(Alda Merini)


Guardo assonnato
Quel cielo grigio
Frastagliato di tetti e muri di gomma della
città
Mentre
Qualche albero antico
Incurante della solitudine
Riempie di natura il fumo di fabbriche
lontane
L’ultimo sole del crepuscolo
Pare
Specchiarsi con la sua danza sul marciapiedi
del giardino
E come una grande lampada
Disegnare prismi
E sfere magiche di luce
A riscaldare il gelo di desideri vagabondi
Anonimi lamenti di riflessione
Gioie di amori nascosti
Frammenti di oblio
Sulle ombre e sui pensieri di ieri
Palmeti di tregua
Nel deserto delle icone pellegrine
Di oggi e dei fantasmi di domani


Foto di copertina: Einari Wehmas, “In the Park, 1920”

3 commenti su “LA POESIA DI GIORGIO BONGIORNO: “Nel parco”

  1. Non si smette mai di camminare…..anche piano, anche pianissimo. raccogliamo per strada i nostri pezzi di felicità insieme a frammenti di delusione ma sappiamo che andiamo sempre avanti per promuovere e lanciare la vita. Grazie Giorgio!

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