Chi decide il prezzo del gas? Le aziende energetiche concordano un prezzo. Ma al 70% il costo delle nostre bollette lo decide il mercato speculativo. L’Unione Europea è contraria a un tetto sul prezzo

RaiNews, 24 agosto 2022
Di Laura Aprati

Il prezzo del gas come si forma 
Le aziende energetiche firmano tra loro contratti di fornitura del metano, in cui vengono concordati i prezzi di vendita. Per i trader che però volessero acquistare il gas al di fuori di questi contratti esiste un mercato cosiddetto “spot”, il cui più importante esempio è la borsa di Amsterdam dove si forma il Title Transfer Facility  l’indice di riferimento del gas europeo. Un mercato che è da molti definito “speculativo”, ma che incide anche sulle nostre bollette. Secondo Arera circa il 70 per cento dei contratti di fornitura italiani prevedono un aggiornamento al Ttf, che dunque incide sui prezzi di vendita. Anche lo stesso prezzo della materia prima nel mercato tutelato è stato fino a ora legato direttamente ai valori scambiati nella borsa di Amsterdam.

Ma perché il prezzo del gas si forma ad Amsterdam e perché cresce così tanto. All’inizio della guerra la posizione era che più paesi europei si unissero per poter acquistare, insieme e quindi ad un prezzo minore, il gas da paesi come Algeria, Libia e si è iniziato a parlare di price cap.
Ma mettere un tetto alle quotazioni del gas naturale ha determinato delle resistenze: per Bruxelles un limite massimo al prezzo del gas sarebbe un passo indietro rispetto alla strategia di liberalizzazione del mercato dell’energia portato avanti con determinazione negli ultimi vent’anni; per Amsterdam il “price cap” comporterebbe un ridimensionamento delle prospettive future del suo fiorente e promettente mercato energetico-finanziario.
Perché parliamo, nel caso dei futures sul gas, di mercato finanziario. La strategia europea di liberalizzazione del mercato ha portato alla nascita di diversi mercati del gas dove aziende e investitori si scambiano contratti future per le forniture di gas con consegne mensili, contratti che servono sia per acquisti reali di gas naturale.
Tra gli hub europei l’olandese Title Transfer Facility (il TTF) si è imposto come il mercato di riferimento non solo min Europa. “Nel 2021 sul TTF ci sono stati scambi di gas per 53 mila TWh di elettricità, contro i 6 mila del secondo mercato principale (il britannico Npb) e i mille abbondanti del Psv italiano” come descritto da Pietro Saccò su Avvenire del 20 aprile 2022.
E si legge “Il 68% degli scambi sul TTF ha riguardato contratti future, segno di una predominanza di operazioni puramente finanziarie rispetto a quelle per l’effettivo acquisto fisico di gas. È sul TTF che si fa il prezzo del gas europeo”.
Il mercato fa capo a Intercontinental Exchange (ICE) una società finanziaria statunitense fondata nel 2000 che opera in mercati basati su internet e commercia in futures ed energia, commodities e prodotti finanziari derivati. L’obiettivo principale della società in principio erano prodotti energetici (petrolio grezze e raffinato e gas naturale)  ma ha esteso le sue attività in commodities come zucchero, cotone, caffè e scambio di valuta. ICE è un gruppo da 7,1 miliardi di dollari di fatturato che dal 2013 controlla anche il NYSE, cioè la Borsa di New York.
Essendo una Borsa, più scambi ci sono più Ice guadagna. Nel 2021 gli scambi sul TTF sono aumentati del 45% e il gruppo ha visto crescere del 10% i suoi ricavi nel settore dell’energia, a 1,2 miliardi di dollari
Un mercato speculativo?
Torbjorn Tornqvist, miliardario svedese primo socio e amministratore delegato di Gunvor, multinazionale svizzero-cipriota tra i maggiori trader di materie prime energetiche sul mercato europeo del gas ha un’idea precisa:Gli hanno chiesto se il mercato del gas europeo funziona: “Penso sia rotto, lo è davvero… E il problema è un prezzo TTF disfunzionale”.
Patrick Heather dell’Oxford Institute for Energy Studies ha individuato diverse cause “reali” per l’aumento delle quotazioni: una cattiva gestione degli stoccaggi, il sostanziale esaurimento del giacimento olandese di Groningen, le tensioni con la Russia ma nessuna, di per sé, è sufficiente a giustificare ciò che sta avvenendo. L’ analista parla di livelli di volatilità “incredibili e senza precedenti” con rincari “davvero inediti, non solo per il mercato del gas, ma per i mercati dell’energia in generale, dove niente di questo genere era mai successo prima”.
Secondo Heather è possibile che le mosse dei trader per fare salire i prezzi per ragioni speculative prima della chiusura del 2021 abbiano “provocato ed esacerbato” la corsa del prezzo del TTF a dicembre.

https://www.rainews.it/amp/articoli/2022/08/chi-decide-il-prezzo-del-gas-ecco-perch-ad-amsterdam-il-metano-vola-e-batte-record-dopo-record-80eff48c-a014-4140-9aeb-ffd87546246d.html

1 commento su “Chi decide il prezzo del gas? Le aziende energetiche concordano un prezzo. Ma al 70% il costo delle nostre bollette lo decide il mercato speculativo. L’Unione Europea è contraria a un tetto sul prezzo

  1. Il prezzo del gas GNL, gas liquefatto, trattato al TTF , è frutto della speculazione, condotta su un mercato sottile, con volumi che sono in crescita ma sempre molto bassi rispetto alla quantità di gas consumata. Si replica in questo mercato olandese lo stesso schema dello scambio delle quote di emissione di CO2, quintuplicate in appena 18 mesi a seguito dell’approvazione del Fit for 55 nel luglio 2021. Questa situazione paradossale che vede i prezzi esplodere senza che vi sia né più domanda, né più scarsità della materia prima, dimostra l’inefficienza del mercato come regolatore e la necessità di un controllo statale di settori strategici.

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