Paolo Scaroni dice che le sanzioni alla Russia sono un suicidio per l’Europa: «Dà i colpi con una spada senza elsa, fa più male a se stessa che a chi li riceve». A beneficiarne sono solo Stati Uniti e Norvegia. Ora «siamo in un’economia di guerra»

Wall Street Italia, 2 Settembre 2022 – «Siamo in un’economia di guerra», ammette candidamente Paolo Scaroni, vice-Presidente della Banca Rotschild, oltre che ex Amministratore delegato di Eni ed Enel, in questa intervista esclusiva concessa al direttore Leopoldo Gasbarro all’interno della trasmissione WSI Smart Talk.
Secondo Scaroni, per affrontare la situazione occorre «creare un’economia di guerra anche a livello europeo, così per Italia sarà più semplice vincere i localismi che ci caratterizzano e hanno impedito gli investimenti nel settore dell’energia».

Scaroni ha paragonato l’imposizione alla Russia delle sanzioni da parte dell’Europa a chi «dà i colpi con una spada senza elsa, che fa più male a se stesso che a chi li riceve». L’elsa della spada è la traversa metallica posta alla base dell’impugnatura delle spade, che serve a proteggere in parte la mano e a fermare la lama contro il fodero.
Scaroni rileva che l’economia russa non è collassata, proseguono le esportazioni di idrocarburi da parte della Russia e gli incassi dal gas sono superiori, nonostante i volumi inferiori, a causa della crescita smodata dei prezzi. Scaroni non contesta le sanzioni, quanto la la loro imposizione senza aver riflettuto sulle loro conseguenze. «Non ci siamo premuniti né su cosa fare, né su come spartire il loro peso tra i paesi», sottolinea. E prosegue: «Credo che si possa fare pressione sulla Norvegia per modificare le condizioni contrattuali. Dagli Stati Uniti abbiamo bisogno di una specie di piano Marshall, ossia di aiuti. Parte del carico che andrà su imprese e famiglie europee deve essere sobbarcato da chi, in seno alla Nato, ha causato questa situazione dove noi soffriamo e altri ne beneficiano».
Scaroni ha anche smontato la «pia illusione» che la crisi del gas possa essere risolta con le energie rinnovabili, ricordando che: «A livello globale sono stati investiti in eolico e solare 3,8 miliardi di dollari dal 2004 al 2021, ma le rinnovabili costituiscono solamente il 3% dei nostri consumi energetici. Bisogna fare di più e più velocemente, ma temo che nei prossimi 3 anni la penuria del gas dalla Russia non potrà essere risolto dalle rinnovabili, che possono solo dare un contributo».

La cruda verità è che la guerra in Ucraina segna un punto di non ritorno, anche nel caso in cui tutto andrà per il verso giusto e riusciremo a sostituire il gas russo a livello europeo. Scaroni ammonisce: «Il nostro continente avrà dell’energia costosa, con un prezzo del gas pari al doppio o il triplo rispetto a Usa e Cina; l’energia elettrica costerà il doppio che in Usa. E’ una perdita di competitività del nostro continente, che ha rinunciato a un fornitore che ha quantità enormi di ciò che non abbiamo. Questo avrà un peso sul futuro della nostra economia».

Inoltre, la fine della guerra non coinciderà con il termine delle sanzioni verso la Russia. «Credo che vicenda del gas russo ci precluderà per molti anni una fonte di approvvigionamento su cui l’Europa ha fatto affidamento per oltre 50 anni», ha concluso Scaroni.

In un’intervista al Sole 24 Ore Scaroni ha detto: «Quello in Ucraina è un conflitto che passando dagli idrocarburi sta costruendo un nuovo ordine mondiale e che come tutti i conflitti lascia sul terreno anche vittime del fuoco amico. Ci sono paesi, come l’Italia, che ci rimettono moltissimo a causa delle sanzioni, decise a tavoli in cui siedono anche Paesi come Usa e Norvegia che invece da certe strategie hanno solo da guadagnare. Quando in sede Nato si è deciso di percorrere la strada delle sanzioni al tavolo c’erano Paesi molto diversi, qualcuno, come gli Usa e la Norvegia, da certe strategie ha solo da guadagnare, altri ci rimettono moltissimo. Quello che accade oggi era prevedibile, come avrebbe potuto reagire la Russia di fronte a sanzioni pesantissime, se non ricattandoci sul gas?».

https://www.wallstreetitalia.com/il-gas-continuera-a-salire-ecco-cosa-fare-intervista-esclusiva-a-paolo-scaroni/?amp

1 commento su “Paolo Scaroni dice che le sanzioni alla Russia sono un suicidio per l’Europa: «Dà i colpi con una spada senza elsa, fa più male a se stessa che a chi li riceve». A beneficiarne sono solo Stati Uniti e Norvegia. Ora «siamo in un’economia di guerra»

  1. Purtroppo l’articolo sull’energia, su intervista a Scaroni, è realistico. In Italia, solo accennare alla necessità di togliere le sanzioni, significa essere etichettati come “putiniani”, come se questa preoccupazione fosse un insulto. Un insulto a chi poi? Ho notato, stamattina facendo colazione, con la TV accesa, un brevissimo passaggio video sulla presenza di Hillary Clinton al festival di Venezia. Ora, non pensando che la signora sia così interessata al cinema, credo sia una presenza politica di peso presso i partiti, destra e sinistra, alla vigilia delle elezioni. Evidentemente l’esito di queste elezioni sarà importante per il nostro futuro, ma soprattutto per il benessere economico degli USA. Sono sfiduciata su qualsiasi esito, soprattutto sulla reazione anestetizzata del popolo italiano.

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