LA VIGNETTA di Alex Di Gregorio: “Debutto europeo del Premier Meloni”

3 commenti su “LA VIGNETTA di Alex Di Gregorio: “Debutto europeo del Premier Meloni”

  1. Complimenti ad Alex per aver sapientemente veicolato un messaggio di grande attualità traendo spunto, per questa vignetta, da una precisazione fatta dalla presidente Meloni in aula.
    Complimenti al presidente Cristiano Magdi Allam, della Casa della Civiltà, della quale sono onorata di far parte per la compiutezza delle sue riflessioni.
    Infatti ciò che vorrebbero veicolare come uguaglianza e parità di genere è per ciò stesso discriminatorio in quanto nega le diversità naturali in primis e poi culturali, per ottenere un unico e solo obiettivo l’appiattimento delle culture e forse anche della vita naturale, nonché l’annullamento di quella grande forza che è l’energia della diversità.
    Altro è la tutela della persona in tutte le sue manifestazioni a prescindere dal sesso, vocazione religiosa, colore della pelle, appartenenza politica o ideologia: e per questo esiste la costituzione.
    Inoltre non va dimenticato il sano principio che
    *LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI A PARITÀ DI CONDIZIONI*

  2. Se continuiamo ad imporre il modello della donna uguale all’uomo, tra non molto, i figli saranno sostituiti dai cani o i gatti. Dio non voglia che un giorno il nostro bravissimo Alex debba fare una vignetta dal titolo “C’erano una volta i bambini”.

  3. Felice intuizione del nostro Maestro della satira politica Alex. Nell’ambito degli incontri che il Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni avrà oggi a Bruxelles con i vertici dell’Unione Europea, s’incontreranno in tutto tre donne e un solo uomo: Giorgia Meloni, Ursula von der Leyen (Presidente della Commissione Europea), Roberta Metsola (Presidente del Parlamento Europeo) e Charles Michel (Presidente del Consiglio Europeo).
    Forse è solo un caso o forse è la conseguenza della cosiddetta ideologia della “parità di genere” che, ad oggi, insiste sull’inferiorità delle donne nell’attribuzione delle cariche e nei compensi percepiti. Il messaggio che emana è che le donne, a tutti i livelli, devono essere pari agli uomini.
    All’orizzonte, in attesa del proprio turno per acquisire il diritto alla “parità di genere”, ci sono tutte le varianti umane sul piano sessuale, etnico e confessionale. Già nelle serie televisive prodotte da Netflix o Amazon Prime, assistiamo al fatto che obbligatoriamente c’è la presenza di coppie omosessuali che sono ugualmente amorevoli delle coppie eterosessuali, dei neri che comandano i bianchi, dei musulmani che decidono le sorti dei cristiani e degli ebrei.
    Ed è quest’ultimo passaggio che segnerà la fine dell’ideologia della “parità di genere” e, più in generale, della “dittatura del relativismo” che ha prodotto la prassi della “cancellazione della nostra cultura”. La Storia insegna che quando i popoli perdono la certezza e l’orgoglio di chi sono e si affidano a chi è più giovane e più forte, ma non condivide i valori della propria civiltà, muoiono di suicidio, muoiono non per la forza del nemico ma per la propria intrinseca debolezza.
    La Meloni, la von der Leyen e la Metsola sono sicuramente bravissime e validissime, ma liberiamoci dell’ideologia della “parità di genere” e della “dittatura del relativismo”, facendo trionfare la meritocrazia e la più assoluta adesione alla nostra civiltà.
    Magdi Cristiano Allam

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