L’obbligo del “Green Pass” è illegale per le leggi dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa, per la Carta dell’Onu e la Costituzione italiana

1. Il “Green pass” obbliga al vaccino o all’effettuazione di un tampone ogni 48 ore. Ciò è illegale in base alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che all’art. 3 dispone: «Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica. Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge.»

2. Il Regolamento CE 953/2021 stabilisce al “considerando” 36 che «È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate. Pertanto, il possesso di un certificato di vaccinazione, o di un certificato di vaccinazione che attesti l’uso di uno specifico vaccino anti COVID-19, non dovrebbe costituire una condizione preliminare per l’esercizio del diritto di libera circolazione o per l’utilizzo di servizi di trasporto passeggeri transfrontalieri quali linee aeree, treni, pullman, traghetti o qualsiasi altro mezzo di trasporto. Inoltre, il presente regolamento non può essere interpretato nel senso che istituisce un diritto o un obbligo a essere vaccinati.»

3. Le norme europee prevalgono su quelle nazionali. Infatti, l’art. 9 del decreto-legge 52/2021, che introduce il “Green pass” prevede espressamente l’applicabilità delle norme italiane solo se compatibili con il Regolamento CE 953/2021. Pertanto, il “Green pass” è FACOLTATIVO.

4. Il Consiglio d’Europa con la risoluzione n. 2631 del 27 gennaio 2021 ha disposto: «L’Assemblea invita gli Stati membri e l’Unione Europea ad assicurare: 

– che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno può essere sottoposto ad una pressione politica, sociale o di altro genere affinché si vaccini se non desidera di farlo; 

– che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato a causa di possibili pericoli per la salute o perché non vuole farsi vaccinare. 

5. La Costituzione italiana vieta la discriminazione. Infatti, l’art. 3 dispone: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione; di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.» Di contro, le norme sul Green pass obbligatorio per l’accesso ai ristoranti e ad altre attività discriminano tra cittadini in considerazione delle loro condizioni personali sanitarie.

6. La discriminazione è vietata, inoltre, dall’art. 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea: «È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.»

7. La CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo) vieta anch’essa la discriminazione all’art. 14: «Il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella presente Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l’origine nazionale o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita od ogni altra condizione.»

8. Anche la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo vieta ogni discriminazione all’art. 2: «Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.»

9. Pertanto, chiunque impedisca l’ingresso in un ristorante, una palestra, un cinema, una piscina a chi non sia provvisto del “Green pass” sta commettendo il reato di violenza privata (art. 610 c.p.): «Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni.»

10. Inoltre, in base all’art. 187 del RD 635/1940 (Regolamento di Esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) gli esercenti non possono senza un legittimo motivo rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo. Le norme sul “Green pass”, in quanto illegali e inapplicabili, non costituiscono legittimo motivo per il rifiuto delle prestazioni del gestore di un pubblico esercizio.

4 commenti su “L’obbligo del “Green Pass” è illegale per le leggi dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa, per la Carta dell’Onu e la Costituzione italiana

  1. Tutto vero e sacrosanto, ma i più ancora adesso continuano ad uscire di casa mascherati, per questo il governo dittatoriale di Draghi & Co. ha buon gioco nell’imporre le sue regole anticostituzionali, liberticide, razziste. Possibile che in un ospedale tutti i medici, uomini di scienza (si presume e si spera….) abbiano chinato la testa, in nome del non senso?! Così come i militari, le forze di polizia, tutti zitti. In una caserma vidi scritto sul muro: “Usi obbedir tacendo”…..Parole che non mi piacciono, parole di sottomissione, parole di schiavitù. Io invece voglio disobbedire. Che Iddio ci dia la forza di combattere fino alla fine: meglio morire da vivi, che vivere da morti, schiavi della dittatura. Grazie Sergio per la dettagliata esposizione dei punti che certificano ed attestano l’illegalità del Green Pass e dell’obbligo vaccinale.

  2. “Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”
    Caro avvocato come tu hai ben documentato la panoplia delle fonti giuridiche è ampia e circostanziata ma chi dovrebbe farle rispettare fa orecchie da mercante perché perfettamente allineato al sistema. Sistema che sta portando avanti un progetto che ha radici lontane, ben ramificate e con solide basi finanziarie che sono nelle mani di pochi e noti “eletti”. Nulla è lasciato al caso ma segue una strategia ben studiata e collaudata. Purtroppo i “poteri” dello Stato (scelti non a caso) hanno il capo chino e la maggior parte della popolazione è soggiogata da una informazione mono direzionale e condizionata…. e non aggiungo altro per decenza.
    Ciao Euro

  3. In questa rigorosa documentazione delle fonti giuridiche italiane, europee e internazionali che interdiscono l’obbligo di un lasciapassare denominato «Green Pass» perché viola l’esercizio di diritti fondamentali e accredita la discriminazione delle persone, noi cogliamo bene il livello dell’arbitrio con cui continua a operare il Governo Draghi. In Italia il «Green Pass» non è stato ancora abolito, ma ne è stato soltanto sospeso l’utilizzo.
    Non mi sorprenderei affatto se a ottobre ripristinasse l’obbligo del «Green Pass» e della quarta dose di sieri a terapia genica sperimentale fraudolentemente spacciati per vaccini anti Covid-19, oltrettutto del tutto desueti date le innumerevoli mutazioni che ha subito il virus Sars-Cov-2 creato in laboratorio.
    A quel punto mi auguro che una maggioranza di italiani insorga contro questa dittatura finanziaria, politica, sanitaria e mediatica che sta compromettendo sempre di più la vita e la salute degli italiani.
    Magdi Cristiano Allam

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