Confartigianato: «Rischiamo un’ecatombe di imprese. A rischio 881 mila piccole e medie imprese e 3,5 milioni posti lavoro. Servono rapide riforme strutturali per riportare i prezzi dell’energia sotto controllo»

ANSA, 8 settembre 2022 – «Il caro-energia mette a rischio 881.264 micro e piccole imprese con 3.529.000 addetti, pari al 20,6% dell’occupazione del sistema imprenditoriale italiano». Lo calcola la Confartigianato analizzando «l’impatto sempre più vasto e pesante della folle corsa dei prezzi di gas ed elettricità sulle aziende di 43 settori» in coincidenza con l’avvio, oggi, di una serie di incontri con i leader politici in vista del voto.
«Rischiamo un’ecatombe di imprese. Servono interventi immediati ma anche altrettanto rapide riforme strutturali per riportare i prezzi dell’energia sotto controllo e scongiurare una crisi senza precedenti», avverte il presidente Marco Granelli.
A livello territoriale, stima Confartigianato, «la regione più esposta ai disastrosi effetti del caro-energia sull’occupazione delle piccole imprese è la Lombardia: sono a rischio 139 mila aziende con 751 mila addetti. Non va meglio per il Veneto dove a soffrire sono 77 mila piccole imprese con 376 mila occupati. Seguono a breve distanza l’Emilia-Romagna (72 mila piccole imprese con 357 mila addetti), il Lazio (79 mila imprese e 304 mila addetti), il Piemonte con 62 mila aziende che danno lavoro a 262 mila addetti, la Campania (77 mila imprese con 240 mila addetti), la Toscana con 63 mila imprese e 228 mila addetti, la Puglia (57 mila piccole imprese e 177 mila addetti) e la Sicilia (63 mila imprese con 165 mila occupati)». 

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2022/09/08/confartigianato-a-rischio-881mila-pmi-35-milioni-posti-lavoro_961bc1c9-1438-4236-8675-f40968968f57.html

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