Draghi insignito del premio “Statista dell’anno” dice: sarà il modo in cui “trattiamo con le autocrazie” che “definirà la nostra capacità di plasmare il futuro”

20 settembre 2022 – Dialogo ma niente ambiguità. Perché le autocrazie “prosperano” davanti alle “esitazioni”. E’ la ricetta che Mario Draghi ripete a New York alla platea della 57ma edizione dell’Annual Awards Dinner della ‘Appeal of Conscience Foundation’, la fondazione che gli conferisce il premio “World Statesman” (statista dell’anno), che prima di lui hanno ricevuto diversi capi di Stato e di governo, da Gorbachev ad Angela Merkel fino a Shinzo Abe, proprio lo scorso anno, che Draghi ricorda in apertura del suo discorso.

Fondata dal rabbino Arthur Schneier nel 1965, l’Appeal of Conscience Foundation (Fondazione dell’Appello alla coscienza) è una partnership interreligiosa di leader corporativi e spirituali di tutte le fedi che si uniscono per promuovere “pace, tolleranza e risoluzione dei conflitti etnici”.

Il Presidente americano Joe Biden, in un messaggio alla Fondazione, ringrazia il premier Draghi per la sua “leadership” e per la “voce potente” che ha avuto nella promozione dei diritti umani.
E ancora più lusinghiere sono le parole della laudatio di Henry Kissinger: “Il suo coraggio e la sua visione faranno sì che resterà con noi a lungo”, dice l’ex segretario di Stato americano mentre Draghi fa con la mano il gesto di frenare.
Davanti al rischio di una nuova Guerra Fredda, di una nuova “polarizzazione” innescata dalla guerra della Russia contro l’Ucraina, scandisce il premier, sarà il modo in cui “trattiamo con le autocrazie” che “definirà la nostra capacità di plasmare il futuro”.” Servono quindi, sintetizza, “franchezza, coerenza e impegno”. Intanto bisogna essere “chiari ed espliciti sui valori fondanti delle nostre società”, la fede nella democrazia e “nello Stato di diritto”, il rispetto dei diritti umani, la solidarietà globale. Ideali che dovrebbero “guidare la nostra politica estera in modo chiaro e prevedibile”. Se si traccia una “linea rossa”, la metafora, bisogna “rispettarla”. Se si prende un impegno, ripete spesso peraltro in questi ultimi giorni, “dobbiamo onorarlo”. Anche per non “pentirsene dopo”. Bisogna essere pronti insomma a “collaborare” anche con i governi autoritari ma senza “compromettere i nostri valori fondamentali”.
Vale prima di tutto per la crisi ucraina: Ue, Usa e tutto l’occidente si sono mostrati “fermi e uniti” nel sostegno a Kiev il cui “eroismo” è “un potente promemoria di ciò per cui lottiamo, di ciò che stiamo per perdere”. Nonostante la “tristezza” di questi tempi, Draghi si professa comunque ottimista: che la Russia possa “tornare alle norme che ha sottoscritto nel 1945” e che l’Ucraina possa trovare quella “pace” che non bisogna smettere di cercare. “Solo la cooperazione globale – ha concluso il premier che ribadirà il concetto stasera nel discorso all’assemblea generale dell’Onu – può aiutare a risolvere i problemi globali, dalla pandemia ai cambiamenti climatici”.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/09/20/draghi-evitare-ambiguita-autocrazie-sfruttano-esitazioni_6f103b1a-39b5-4f5e-af61-5ffb64b01870.html

5 commenti su “Draghi insignito del premio “Statista dell’anno” dice: sarà il modo in cui “trattiamo con le autocrazie” che “definirà la nostra capacità di plasmare il futuro”

  1. Inequivocabile la forma satanica del premio come assolutamente esplicito il carattere auto celebrativo della cerimonia per premiare chi più sia allineato ai poteri forti ed al loro disegno globalista. E’ insopportabile quanto il main stream nazionale sia entusiasta di un fatto che invece ci dovrebbe far vergognare perché evidenzia quanto sia funzionale al sistema trasformare la impopolarità di Draghi in Italia in popolarità con il fine evidente di manipolare l’opinione pubblica. Il progetto degli USA è fin troppo chiaro e ben evidenziato da un documento della Rand Corporation che fornisce ricerche, studi e consulenze alla classe dirigente americana soprattutto in campo di politica internazionale. Lo ha denunciato recentemente a Vaso di Pandora Roberto Mazzoni direttamente dagli States dove il documento sta circolando e dove non è stato smentito. In tale documento, in estrema sintesi, è chiaramente detto che gli USA influenzano le decisioni e le scelte della UE e dei singoli paesi europei.

  2. Cari Amici, a Draghi avrebbero dovuto insignirlo del premio “satanista” dell’anno e non “statista” dell’anno. Se osseviamo ile sembianze del premio ci accorgiamo che rappresenta satana. Si spiega da sè Draghi massone e satanista. Abbiamo un gran privilegio ad averlo avuto quale presidente del consiglio. Che disastro, poveri noi.

  3. Concordo con Davide: siamo alla totale mistificazione della realtà. Mi colpisce poi la conformazione fisica del premio: in questa foto paiono un paio di robuste corna le quali mi richiamano alla mente le raffigurazioni demoniache. Voglio augurarmi che sia soltanto una maldestra inquadratura da parte del fotografo.

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