Il Generale Mario Arpino, già Capo di Stato Maggiore della Difesa: «Temo che la strategia occidentale spingerà Putin a utilizzare l’arma nucleare tattica in grado di distruggere una grande città. Potrebbe colpire un Paese europeo, magari il più debole, il meno reattivo».»

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  1. Mario Arpino, mio ex Comandante e con il quale ho anche effettuato un lunghissimo e periglioso volo a Lumumbashi in Congo circondata dai rivoltosi, ha espresso, dall’alto della sua esperienza di ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e poi anche Capo di Stato Maggiore della Difesa, un circostanziato parere sulla situazione sul campo. Nel merito e pur condividendo di massima non ritengo che l’esercito russo sia alla frutta, anzi ritengo stia combattendo con una mano legata dietro la schiena e che con questa mossa Putin voglia far intendere che potrebbe slegarla. Solo una cosa è certa l’armamento occidentale è migliore in tutti i sensi rispetto a quello russo così come l’intelligence e la rete di satelliti, ma le risorse russe sono infinite. Il mio parere è che la partita si gioca in casa russa tra falchi e colombe , non certo sul campo di battaglia. Putin se controlla i falchi potrà contrastare anche le mire sconsiderate di un Biden formato cow boy che non può esagerare più di tanto … rischia di saltare sulle mine.

  2. Per ben due volte il Presidente Kennedy affrancò l’umanità dal disastro nucleare, non cedendo alle pressioni dell’establishment militare, ansioso di abbattere immediatamente il Muro di Berlino o di bombardare Cuba. Riuscì nell’impresa spostando il conflitto sul terreno diplomatico delle Nazioni Unite, sorte, come si legge nel preambolo della sua Carta, “per salvare le future generazioni dal flagello della guerra”. Liberando, allo stesso tempo, il Segretario Kruscev dalla morsa del suo apparato militare, ansioso, come quello Statunitense, di alzare il livello dello scontro. Il Presidente USA venne barbaramente abbattuto nel novembre del 1963, il Segretario sovietico venne deposto nell’ottobre del 1964, lasciando il posto, in entrambi i casi, a burattini nelle mani dei militari. Oggi la Storia si ripete, USA e Russia sono in guerra. Gli anni sessanta ci hanno insegnato che la Pace è perseguibile solo se ci sono uomini di buona volontà nelle istituzioni in grado di frenare le velleità ed i desideri di un’industria bellica che non ha colore politico ma solo interessi economici. La domanda che mi pongo è: Biden e Putin sono due uomini di buona volontà?

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