LA POESIA DI GIORGIO BONGIORNO: “L’uomo e il mare”

Homme libre, toujours tu chériras la mer !
La mer est ton miroir ; tu contemples ton âme
Dans le déroulement infini de sa lame,
Et ton esprit n’est pas un gouffre moins amer.
(Charles Baudelaire)

Forse è come il vento della vela
Questa voglia insistente di sfidare
La spinta possente del destino dell’uomo
La passione di queste onde infinite
Il frangersi di energie sconosciute spumeggianti
Palpare le gocce di nuvole a fior d’acqua
Ascoltare attenti
Nel profilo lievemente increspato della bonaccia
Il rumore della chiglia distratta
Il lungo vagabondo dialogo
Della zattera
Con il silenzio sovrumano del mare
Vivere questo trionfo di azzurri opalini
Lattiginosi
Specchio fedele di pensieri malinconici
Di gioie perdute nel dominio dell’oblio
Ricordi bambini inondati di tenera
Struggente nostalgia
Temere il fondo di abissi immortali
Nel tormentoso
Grottesco impeto del naufragio
Scrutare il disegno bizzarro dell’orizzonte
Dopo l’insulto del fulmine
E chiedere al cielo
Imploranti
Il segreto di tutte le favole del mondo
Il perché di questa corsa affannata
Affollata di genio e di pazzia
Nello scrigno dorato del tramonto
Verso l’ospitale
Sereno
Rifugio del crepuscolo

Foto di copertina: “Il Mare a Les Saintes Maries” – Dipinto di Vincent van Gogh

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