Serve un’Italia forte in Patria, non le “missioni di pace” nel Mondo

Cari amici buongiorno. In Italia i militari delle Forze armate, l’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato denunciano un lungo elenco di fragilità strutturali:

  • La politicizzazione dei vertici
  • La burocratizzazione degli apparati
  • Il prevalere del carrierismo
  • L’assenza di meritocrazia e la manipolazione dei concorsi per gli accessi
  • La media degli aderenti che è di 50 anni
  • La scarsità di risorse finanziarie
  • L’arretratezza degli armamenti in dotazione
  • L’inadeguatezza dell’addestramento
  • La fatiscenza delle caserme e delle sedi operative
  • Le basse retribuzioni dei primi livelli che sono il personale operativo e le alte retribuzioni dei dirigenti negli uffici
  • Le leggi vigenti che, discendendo dall’articolo 11 della Costituzione, negano il diritto e il dovere dell’Italia di fare la guerra per prevenire e difendersi da qualsiasi minaccia e aggressione all’insieme del nostro spazio vitale reale e virtuale 
  • La criminalizzazione da parte delle leggi vigenti degli operatori delle Forze dell’ordine che dovessero sparare per tutelare la propria vita e per difendere la vita e i beni dei cittadini
  • L’ostilità ideologica di buona parte della Magistratura nei confronti delle Forze dell’ordine 
  • Il venir meno sia nelle Forze armate sia nelle Forze dell’ordine la capacità di sparare per uccidere il nemico

Ed è in questo contesto che connota il sostanziale tracollo delle Forze armate e delle Forze dell’ordine che il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha annunciato, in occasione della Festa della Repubblica il 2 giugno, che un contingente italiano è pronto a partire per l’Ungheria e la Bulgaria per svolgere un’azione di deterrenza e di rafforzamento del fianco Est della Nato e che l’Italia assumerà il comando della missione della Nato in Bulgaria. L’iniziativa è correlata alla guerra in corso tra la Russia e l’Ucraina e, secondo Guerini, si tratta di “missioni della Nato per rafforzare la deterrenza sul fianco Est. La deterrenza serve per prevenire i conflitti e per rafforzare le condizioni di sicurezza”.

Sono 38 le missioni in cui i militari italiani sono attivi nel Mondo, sotto l’egida della Nato, dell’Unione Europea, delle Nazioni Unite e sulla base di accordi bilaterali.

Missioni Nato

  • Bosnia Erzegovina – NATO HQ Sarajevo;
  • Romania – Operazione eAP Area South;
  • Mar Mediterraneo – Sea Guardian;
  • Iraq – NATO Mission Iraq;
  • Fyrom – NATO Liaison Office Skopje;
  • Kosovo – KFOR – Joint Enterprise;
  • Serbia – NATO Military Liaison Office Belgrade;
  • Lettonia – eFP Operazione “Baltic Guardian”;
  • Mar Mediterraneo – NATO Standing Naval Forces;
  • Islanda – Op. Northern Lightning III.

Missioni per l’Unione Europea 

  • Oceano Indiano – EUNAVFOR Somalia – Op. “Atalanta”;
  • Mali – EUTM;
  • Somalia – EUTM;
  • Somalia – EUCAP;
  • Mediterraneo Centrale – Joint Operation Themis;
  • Mali – EUCAP Sahel;
  • Bosnia Erzegovina – EUFOR – ALTHEA;
  • Repubblica Centrafricana – EUTM RCA;
  • European Union Advisory Mission (EUAM) IRAQ;
  • Kosovo – EULEX;
  • EUNAVFOR MED – Operazione Irini;
  • European Maritime Awareness – Stretto di Hormuz (EMASOH).

Missioni per le Nazioni Unite

  • Mali – MINUSMA;
  • Libano – UNIFIL;
  • Repubblica di Cipro – UNFICYP;
  • India/Pakistan – UNMOGIP;
  • Sahara Occidentale – MINURSO.

Missioni per accordi bilaterali

  • Iraq/Kuwait – Operazione “Prima Parthica”;
  • Egitto – MFO
  • Libano – MIBIL;
  • Malta – MICCD;
  • Mali -Task Force Takuba;
  • Libia – Missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (MIASIT);
  • Niger – Missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Niger (MISIN);
  • Gibuti – Base Militare Italiana di Supporto (BMIS);
  • Somalia – MIADIT 16;
  • Afghanistan – Operazione Aquila Omnia;
  • Palestina – MIADIT 14.

Cari amici, è evidente la discrepanza tra lo sfacelo delle nostre Forze armate e delle nostre Forze dell’ordine, a cui si aggiungono i Servizi segreti, e l’impiego diffuso dei nostri militari in cosiddette “operazioni di pace” nel Mondo. 

Noi abbiamo bisogno di essere forti in Italia non di ostentare la bandiera Italiana ovunque veniamo coinvolti. È vitale rifondare le nostre Forze armate e le nostre Forze dell’ordine per renderle adeguate a fare la guerra e a eliminare la criminalità, ispirandoci al detto latino “Si vis pacem para bellum”. Solo così potremo concretamente garantire la pace e la sicurezza.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam 

Fondatore e Presidente della Casa della Civiltà 

Martedì 7 giugno 2022

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7 commenti su “Serve un’Italia forte in Patria, non le “missioni di pace” nel Mondo

  1. Con tutte queste missioni l’esercito mi sembra quasi ridicolizzato dalle stesse figure che vi ricorrono considerando che non viene messo nelle condizioni di poter risolvere nemmeno la metà delle situazioni critiche per le quali è chiamato a prestare la sua opera. Non ultima la questione Ucraina. Dio nella nostra vita ci da la possibilità di essere vettori di pace, la scelta dipende da noi.

  2. Tutte queste missioni, le più indicate come missioni di “PACE”…….in questo momento non fanno che indebolire uno stato allo sfacelo. Personalmente non ho nulla contro i militari che da sempre stimo, ma non posso che fare una riflessione amara: abbiamo una guerra da combattere, quella per salvare la nostra patria, una guerra interna, di liberazione da uno stato dittatoriale, che impone al popolo italiano di subire un’immigrazione indiscriminata senza regole, che impone vaccini obbligatori ai militari e alle forze dell’ordine, indebolendo così le già scarse risorse umane, che non vengono rimpiazzate (da noi in polizia i pensionati non vengono e non verranno rimpiazzati). Quindi saremo sempre meno, sempre più vecchi, sempre più inadeguati e sapete cosa vi dico: gli immigrati ci “mangeranno” letteralmente, perchè questa è la volontà politica. Una sostituzione etnica passata come segno di civiltà e di tolleranza interreligiosa….. Mi limito a dire che questa non è più la mia patria, lo stato che servo è una matrigna feroce, per questo voglio impegnarmi per un cambiamento…..finisco cambiando la frase “O Roma o morte”, in “O Italia agli italiani o morte!!”

  3. Grazie Magdi condivido ciò che scrivi. In questo elenco che sembra non finisca mai c’è una dispersione totale di forze, di uomini e di buon senso. Una classe politica devastata e devastante ha prodotto il suicidio dell’Italia.
    Ma per riscattarci dobbiamo essere consapevoli che la vita è legata ad una piccola percentuale di “cosa ti accade” spetta a noi alzare la percentuale di “come reagisci”.
    “Si vis pacem para bellum”
    Totalmente d’accordo.

  4. Vero. 38 missioni sono un po’ troppo ed una dispersione, anche se hanno un effetto propagandistico. Dobbiamo guardare un po’ più a noi.
    Ma gli altri Paesi hanno tutte queste missioni? domanda.

    1. Si, più o meno si. Nel 2006 c’erano ben 16 missioni della PESD (Politica europea della sicurezza e difesa) sparse nel mondo (non ho i dati attuali) . La partecipazione è prevista tramite “l’accordo-quadro di partecipazione” e “l’accordo-modello di partecipazione”.
      Le missioni Pesd sono di tre tipologie: umanitarie e di soccorso, mantenimento della pace, combattimento nella gestione della crisi, compreso ili ristabilimento della pace e non tutte sono militari ma anche civili e con composizione numerica che va da qualche migliaio a neanche una decina di unità. Per quanto riguarda noi la consistenza massima media complessiva dei contingenti delle FFAA impiegati nei teatri operativi (NATO,ONU,UE) è pari a 6000 unità con un fabbisogno finanziario per il 2021 e 2022 pari complessivamente a 1.245.420.530.

  5. Non fa una piega anche se il “fuori aria” ha degli aspetti positivi da non trascurare e che possono tornare utili proprio per migliorare e dimensionare adeguatamente le FFAA. In estrema sintesi vanno tagliati i rami secchi a beneficio di quanto auspica Magdi.

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