Il tracollo della Lehman Brothers non fu un “errore” ma un “incidente” nella strategia della grande finanza speculativa globalizzata per conquistare il potere in tutto il Mondo

Cari amici buongiorno. Nella notte tra il 14 e il 15 settembre del 2008 c’è stato il tracollo della banca d’affari americana Lehman Brothers, la più grande bancarotta bancaria della Storia, con un debito pari a circa 613 miliardi di dollari e la perdita del posto di lavoro di 26.000 dipendenti. Ufficialmente la bancarotta fu causata dalla bolla immobiliare e dal crollo del sistema dei mutui “subprime”, concessi a soggetti che non possono aver accesso ai tassi più favorevoli del mercato per precedenti inadempienze, fallimenti e pignoramenti. Questo fatto ha scoperchiato la realtà dei cosiddetti “titoli derivati”, il cui valore deriva da un altro titolo o bene oggetto di speculazione finanziaria.

Per prevenire il tracollo a catena delle banche e delle imprese, prospettatasi come una vera guerra finanziaria, il Governo americano intervenne immettendo sul mercato 7.700 miliardi di dollari, una cifra pari al doppio del costo affrontato dagli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, che fu di circa 4 mila miliardi di dollari a valori odierni. L’onda lunga della guerra finanziaria raggiunse anche l’Unione Europea che investì 2.000 miliardi di dollari per salvare le banche e le imprese dal fallimento. Contemporaneamente 30 milioni di persone nel mondo persero il posto di lavoro.

Sul fallimento del sistema finanziario mondiale pesa in modo particolare un ammontare di “titoli derivati”, valuta virtuale di natura speculativa sconnessa dall’economia reale, che nel 2008 erano pari a 787 mila miliardi di dollari, circa 12 volte il Pil mondiale (Prodotto Interno Lordo, pari a 66 mila miliardi di dollari nel 2011). Ebbene che non si trattasse di un “errore” da correggere ma solo di un “incidente” di una strategia finanziaria deliberata e pianificata, è attestato dal fatto che dieci anni dopo l’ammontare dei titoli derivati a livello mondiale è risultato pari a 2,2 milioni di miliardi di euro, cioè l’equivalente di 33 volte il valore del Pil mondiale, secondo uno studio della Banca d’Italia del 2018.
La stessa Banca d’Italia attesta che nel 2018 a livello dei 27 Stati dell’Unione Europea l’ammontare dei titoli derivati era di 660 mila miliardi di euro, pari a 44 volte il Pil dell’Unione Europea. Le banche tedesche e francesi sono quelle che detengono la quota maggiore di titoli derivati, definiti «titoli tossici» e «titoli spazzatura». Nel 2018 la Deutsche Bank deteneva 48,26 mila miliardi di euro di titoli derivati, pari a 14 volte il Pil della Germania e a 30 volte il Pil dell’Italia. Non è un caso che siano proprio la Germania e la Francia, la cui finanza è altamente speculativa, a comandare in seno all’Unione Europea avendo la necessità vitale di impadronirsi delle economie e di avere al potere degli Stati europei dei Governi collaborazionisti, per assicurare il “riciclaggio” di un ammontare di titoli derivati virtuali superiore di 44 volte il Pil europeo e trasformarli in beni e servizi reali.

Per un altro verso la speculazione avviene all’interno di un “sistema bancario ombra” non regolamentato, il cui giro d’affari soltanto negli Stati Uniti era di 22 mila miliardi di dollari prima del tracollo della Lehman Brothers ed è a tutt’oggi più consistente del sistema bancario regolare.
Questa massa impressionante di denaro virtuale è l’arma con cui i poteri finanziari globalizzati, da un lato, hanno avvelenato mettendo in circolo un tumore con metastasi incontrollabili in seno al sistema finanziario internazionale e, dall’altro, sono ormai in grado di destabilizzare il Pianeta, speculando sui prezzi di qualsiasi bene, prodotto o titolo stimato nelle borse mondiali, manipolando ad arte il valore dei titoli di Stato fino a determinarne o il tracollo o il decollo, provocando così la caduta di governi democraticamente eletti e l’imposizione di regimi tecnocratici disponibili nei loro confronti. Ciò è quanto è accaduto in Grecia e in Italia con l’avvento al potere di due tecnocrati legati ai poteri finanziari globalizzati, Papademos e Monti, dopo aver costretto Papandreu e Berlusconi a dimettersi pur senza essere stati sfiduciati dal Parlamento.

Prendiamo atto che il sistema finanziario mondiale è fallito. Oggi tutta la finanza e l’economia di tutto il mondo sono strutturate come uno schema piramidale, la cui sopravvivenza è legata all’indebitamento del prossimo. A fronte di un Pil mondiale (2019) di 87 mila miliardi di dollari, il debito mondiale (2020) è di 277 mila miliardi di dollari, pari al 318% del Pil. Il costo del debito mondiale, comprensivo delle rate e degli interessi, è di 30 mila miliardi di dollari, pari al 34% del Pil mondiale.
È del tutto evidente che se il mondo ha un debito pari a tre volte il valore della propria ricchezza, significa che il sistema finanziario mondiale è fallito.
Il divario che si registra tra l’ammontare dei capitali oggetto di speculazione virtuale e la consistenza del valore prodotto dall’economia reale, finisce per ledere alla solidità dell’economia reale anche se di fatto è in attivo. È come se il mondo virtuale s’imponesse sul mondo reale, con la speculazione che manovra ingenti somme di denaro che finisce per primeggiare sul lavoro di chi onestamente produce beni e ricchezza per la collettività.

Cari amici, la grande finanza speculativa globalizzata, una realtà sostanzialmente diversa dalle banche storiche e dalle borse regolamentate, è il vero potere forte a livello mondiale che non ha né patria né fede, di fronte a cui si sottomettono i governi mentre i popoli sono costretti a ridursi in povertà e a perdere la loro dignità e libertà.
Noi abbiamo il diritto e il dovere di affrancarci dalla dittatura finanziaria ripristinando in Italia e promuovendo nel mondo la moneta come semplice parametro del valore della ricchezza, che si sostanzia di beni e servizi reali, consentendone lo scambio, affinché la moneta sia al servizio della persona e non la persona schiava della moneta; liberandoci dal debito incontenibile e inestinguibile che è il frutto della moneta creata dalle banche; ponendo fine allo strapotere della grande finanza speculativa globalizzata; rimettendo al centro l’economia reale che produce bene e servizi, incentrata sulla persona e sul lavoro, fondata su valori e regole, finalizzata al bene della comunità locale e all’interesse supremo dello Stato nazionale che incarna l’insieme della civiltà a cui aderisce il popolo.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Mercoledì 14 settembre 2022

1 commento su “Il tracollo della Lehman Brothers non fu un “errore” ma un “incidente” nella strategia della grande finanza speculativa globalizzata per conquistare il potere in tutto il Mondo

  1. Grazie Magdi Cristiano per il prezioso contributo. Capire che oggi la finanza sovrasta l’economia, attraverso un castello di carta basato sul debito globale, è il primo passo per liberaci dal dominio della finanza predatoria. Il vero nemico dei popoli.

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