STEFANO DI FRANCESCO: “Quel gran pasticcio sul superbonus 110%”

La Meloni e Giorgetti credono che il Superbonus 110% sia costato 2 mila euro ad ogni italiano.

Ma raccontano una balla; decine di studi, le dichiarazioni di Eurostat, l’approvazione dei bilanci italiani da parte della UE certificano che il Governo racconta bugie sui costi legati al Superbonus.

L’idea quindi contenuta nel decreto n.11 del 19 febbraio 2023 di bloccare la cessione dei futuri crediti ed impedire agli enti pubblici di acquistare i crediti d’imposta risulta una politica demenziale e volutamente recessiva.

Ovviamente il Governo dovrà tornare sui suoi passi e presto lo farà, dando per l’ennesima volta l’impressione di avere poche idee e maledettamente confuse.

Veniamo ai numeri.

Secondo l’ultimo report di Nomisma, il Superbonus 110% ha generato a fronte di circa 70 miliardi di crediti d’imposta concessi ( che ricordiamo non sono debito pubblico), ben 195 miliardi di ricchezza prodotta.

Sempre attraverso il Superbonus si sono creati complessivamente circa un milione di posti di lavoro ed i lavori eseguiti sugli immobili hanno portato ad un risparmio in bolletta di circa 964 euro l’anno a famiglia.

Infine, sono stati 1,7 milioni gli italiani con reddito medio-basso ad aver beneficiato del provvedimento da quando è stato varato.

ll 14 febbraio, il direttore di Eurostat che è un italiano, Luca Ascoli ha dichiarato che questi crediti fiscali non costituiscono debito e tutti possono digitare 2023 02 14 – Luca Ascoli Eurostat – Commissione Finanze Camera – YouTube e sentire dalla sua stessa voce che anche se riducono in futuro le entrate dello Stato “Eurostat non ha mai detto che ci sarà un aumento del debito governo, non vi è stato alcun impatto sul debito né vi sarà”. Come mai Eurostat dice che questi crediti vengono contabilizzati come “deficit”, ma non come debito pubblico? Perché dipenderà da  quando li utilizzerai e  quanto del credito diventerà un minor incasso di imposte per lo Stato.

Nel frattempo però, come si vede dal grafico  delle costruzioni in Italia, c’è stato con questi crediti fiscali cedibili un aumento dell’indice del settore costruzioni, che con l’austerità era crollato da 180 a 80 è balzato a 130, quindi +65%.

PERCHE’ DEMOLIRE ALLORA UNO STRUMENTO CHE CREA RICCHEZZA SENZA DEBITO?

Perché costruire una narrazione fasulla basata tutta sui costi ( che poi in realtà sono minori entrate future) piuttosto che ricordare come la misura del Superbonus genera anche notevoli entrate al punto da ripagarsi completamente attraverso la circolazione del credito d’imposta che genera ad ogni passaggio entrate fiscali per lo Stato.

I dati a consuntivo sul Superbonus hanno dimostrato ampiamente che il mancato gettito futuro di tutti i bonus fiscali, ha generato ovviamente anche un aumento di gettito oggi, che arriva allo Stato da tasse, IVA e contributi pagati su:

– fatture emesse da chi fa i lavori  e sui lavori non agevolati comunque eseguiti;

– fatture emesse da fornitori e stipendi pagati a dipendenti;

– fatture e stipendi su tutta l’economia indiretta e indotta generata.

Inoltre, non si comprende perché bloccare la cessione e circolazione dei crediti d’imposta dopo che anche  Eurostat ha introdotto nelle norme la possibilità concreta per gli stati membri di  utilizzare un credito d’imposta cedibile a tutti infinite volte, riportabile negli anni successivi, senza scadenza, ed utilizzabile per compensare qualsiasi debito verso lo Stato, chiedendo  solo di considerarlo una spesa il primo anno, che sappiamo è un fatto puramente contabile perché non è un debito per lo Stato e non incide sul debito di Maastricht. Insomma, non ce lo chiede l’Europa.

La verità è che introdurre, rendere profittevole la circolazione di una moneta fiscale che nasce senza debito e produce ricchezza per la collettività, sottrae il controllo della moneta al sistema bancario e questa cosa non deve essere portata avanti.

L’Italia è stato il primo paese a proporre una moneta fiscale in grado di poter davvero risollevare le sorti del sistema economico, di un intero comparto produttivo e di generare benessere collettivo.

DOBBIAMO RESISTERE E RENDERE LO STRUMENTO DEL CREDITO D’IMPOSTA CEDIBILE E NON PAGABILE STRUTTURALE, PER UTILIZZARLO NELL’EDILIZIA PUBBLICA, SCOLASTICA E NELLA SANITA’.

3 commenti su “STEFANO DI FRANCESCO: “Quel gran pasticcio sul superbonus 110%”

  1. Parto dalla conclusione dell’amico Stefano Di Francesco: «DOBBIAMO RESISTERE E RENDERE LO STRUMENTO DEL CREDITO D’IMPOSTA CEDIBILE E NON PAGABILE STRUTTURALE, PER UTILIZZARLO NELL’EDILIZIA PUBBLICA, SCOLASTICA E NELLA SANITA’». Si precisa che il credito d’imposto è «una moneta fiscale in grado di poter davvero risollevare le sorti del sistema economico, di un intero comparto produttivo e di generare benessere collettivo». Si afferma che «il Superbonus 110% ha generato a fronte di circa 70 miliardi di crediti d’imposta concessi (che ricordiamo non sono debito pubblico), ben 195 miliardi di ricchezza prodotta». Si spiega che «introdurre, rendere profittevole la circolazione di una moneta fiscale che nasce senza debito e produce ricchezza per la collettività, sottrae il controllo della moneta al sistema bancario e questa cosa non deve essere portata avanti». I fatti sono fatti. Se il Governo Meloni, che ha affidato la gestione dell’Economia a Giorgietti, uomo di fiducia di Draghi, dovesse essere costretto a fare marcia indietro, come prevede il nostro Stefano Di Francesco, sarebbe uno scivolone che gli costerebbe un tracollo sul piano della credibilità e del consenso. Vedremo.
    Magdi Cristiano Allam

    1. Ciao Davide , quello che dici è comprensibile.
      Il Superbonus 110% è stato un primo esempio di moneta fiscale, primo al mondo, ed ha dimostrato di aver funzionato benissimo. Studi di Nomisma e di molti altri autorevoli istituti hanno certificato che a fronte di 70 miliardi di crediti d’imposta concessi ( ricordiamo che non sono debito pubblico, ma uno sconto sulle future tasse da pagare), si è generato un volume di quasi 200 miliardi di ricchezza. Sono stati creati quasi un milione di posti di lavoro e quasi 1, 7 milioni di italiani incapienti hanno potuto utilizzare il Superbonus per ristrutturare la propria casa. Quello che ha reso il Superbonus particolare ed unico è la cedibilità del credito infinite volte e questo lo ha fatto assomigliare ad una vera e propria moneta ad accettazione volontaria. Questo, però, ai padroni del vapore non piace; l’unica moneta che deve circolare deve essere quella che loro controllano. Da qui, la mare di bugie e menzogne che ancora oggi circolano sulla misura.

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