LA POESIA DI GIORGIO BONGIORNO: “Il profumo della bellezza”

La Bellezza non può essere interrogata: regna per diritto divino.
(Oscar Wilde)

Da bimbo ho sentito
Aleggiare intorno un profumo sempre uguale
Tenue fragranza che si ripeteva nel tempo
Nel sublime sorriso di mia madre
Nel tripudio di corolle della primavera
Nel mormorio di fronde del bosco
In quel grande disco di fuoco
Nello struggente spettacolo della sera
Nell’infinito distendersi dell’orizzonte
Fra le nuvole bianche del meriggio
Nel volo radente delle rondini
Prima del temporale
Nel volto d’argento della luna
Con tutte quelle stelle nella volta del cielo
Nel coro dei colori della campagna
Al tempo delle messi
Negli odori della vendemmia fra i filari allineati sulla collina
Nel sapore d’incenso di quelle processioni
Sul sentiero del monte
Nel fervore di quelle semplici preghiere
Recitate in latino come era costume
Alzavo gli occhi stupito
Ammirato di tanta bellezza
Il mio piccolo essere
Inondato di quell’effluvio divino
Indescrivibile suggestione dell’anima
Oggi
Guardando questa immagine
Ammaliato da quel magico sguardo
Ho risentito quella voce
Ho rivissuto quell’effluvio
E inconsapevolmente
Sono tornato a quelle lontane sensazioni
Alla melodia di quei sogni fatati
All’avvincente sequenza delle speranze
A quelle dolci irripetibili
Innocenti emozioni
A quel tenue
Leggiadro
Incomparabile sapore balsamico
Ho risentito quelle carezze
Sfiorare la mia anima
Ho rivisto quello sguardo remoto
Proprio come fanno al tramonto
Insieme alle prime ombre
Gli ultimi delicati sospiri della brezza di mare
*


La bellezza di qualsiasi tipo, nel suo sviluppo supremo, eccita sempre l’anima sensibile fino alle lacrime.
(Edgar Allan Poe)

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