ISABELLA MECARELLI: “La Giacchetta Rossa”

Uno dei primi giorni di primavera,

un tepore mi avvolge antico e nuovo,

formicola nelle fibre del mio corpo,

m’invade del languore della vita.

E la natura indomita, decisa

a mantenere il flusso suo ordinato,

costante e cadenzato nelle fasi,

rinasce.

Ignara delle mire e dei travagli

degli umani, tuttora concentrati

nei loro fini, nelle loro beghe,

nelle mille faccende affaccendati.

Implacabile nella metamorfosi

che, come un mago con la sua bacchetta,

ordina.

Ed io son qui che sotto al mio portone

attendo quieta il pullman della scuola,

sorreggendo i miei libri trattenuti

dalla cintura elastica di moda.

E mentre indosso, è un rito consueto,

celebrato ogni anno a primavera,

la mia giacchetta rossa intiepidita

dai primi raggi di sole del mattino,

esulto.

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