GIORGIO BONGIORNO: “Lo specchio dell’esistenza”. Ascolta la POESIA con la voce dell’autore

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Oggi siamo tutti presi dalla preoccupazione di
vivere e in questa corsa con il tempo spesso
dimentichiamo il piacere di esistere.
Romano Battaglia, Il fiume della vita, 1992


Enigma di sempre
Quello di esistere
Prigioniero della carne
Dominio incontrastato dell’anima
È un grido indistinto
Che si mescola alla folla
Nel traffico della città
E si aggiunge violento
Al rombo di mille motori
Si sente spirare
Sulle cime dei grattacieli
Insieme agli scherzi del vento
Mormora
Nel folto del bosco
Fra le fronde degli alberi più alti
Imperversa ansimante
Sulle onde del mare
Prima della bonaccia
Si illumina della luce rifratta dell’arcobaleno
Rincorre festoso
Con la fantasia dei giochi bambini
Gli smalti lucenti dell’iride
Si specchia nel dolore muto degli uomini
Stremati dalla furia dell’uragano
Brucia
Tizzone rovente
Nella sfera infuocata dalla passione del tramonto
Sfavilla
Nella gioia sfrenata
Del mutevole incanto delle stagioni
Disegna brillanti figure d’argento
con le stelle del cielo
Si cela furtivo
Fra le note di struggenti melodie
Esala insistente
Nei miasmi maleolenti delle bidonville
E scompare
Adagio
Con gli albatri reali dell’oceano
Dietro i cumuli bianchi
Araldi
Della prossima bufera
Enigma di sempre
Quello di esistere


Noi percepiamo innanzitutto l’anomalia del fatto
bruto di esistere e soltanto in seguito quella della
nostra situazione specifica: lo stupore di essere
precede lo stupore di essere uomo. Eppure il
carattere insolito del nostro stato dovrebbe
costituire il dato primordiale delle nostre
perplessità: è meno naturale essere uomo che
essere e basta.
Emil Cioran, La caduta nel tempo, 1964

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