La revoca delle concessioni ai balnerari è un’ulteriore svendita della sovranità dell’Italia

Cari amici buongiorno. L’annosa vicenda della revoca delle concessioni agli imprenditori balneari italiani, la messa all’asta delle concessioni e la loro scontata attribuzione alle multinazionali del Turismo, va considerata non solo nell’aspetto economico-sociale, che evidenzia il danno rilevante per i piccoli e medi imprenditori balneari italiani e la conseguente destabilizzazione di tutta la filiera imprenditoriale italiana, ma anche e soprattutto per la flagrante negazione e violazione di principi fondanti dello Stato nazionale:

  1. Lo Stato è al servizio dei cittadini e ha il dovere di far primeggiare il bene primario degli italiani conformemente all’articolo 1 della Costituzione che recita «la sovranità appartiene al popolo»; all’articolo 4: «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto»; all’articolo 3: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»

  2. Lo Stato ha il dovere di esercitare la piena sovranità nazionale sull’insieme del territorio, delle acque e dei cieli, che viene meno nel momento in cui a gestire il territorio, le acque e i cieli siano delle entità straniere.

  3. Lo Stato ha il dovere di garantire la sicurezza sull’insieme del proprio «spazio vitale» fisico e virtuale, che viene compromessa con l’insediamento al nostro interno di entità straniere potenti e influenti in grado di condizionare le scelte strategiche dello Stato.

Un assaggio della fine che faranno i circa 8.300 chilometri di coste italiane con l’entroterra annesso, lo tocchiamo con mano con l’acquisto, annunciato nel dicembre 2021, di 120.000 metri quadri di litorale nel Golfo di Trieste da parte della multinazionale delle bibite RedBull tramite un fondo finanziario cinese, per un ammontare di nove milioni di euro. Il complesso è articolato in 60.000 metri quadri di proprietà privata e 65.000 in concessione, e comprende l’area di Marina Monfalcone (Gorizia) con 300 posti barca sino a 40 metri, un cantiere nautico, uno yacht club, la prestigiosa Scuola Vela Tito Nordio, nonché caseggiati, giardini e spiagge.

Sulla scelta suicida dei Governi italiani che si sono succeduti da quando fu emanata la «Direttiva Bolkestein», relativa alla liberalizzazione dei servizi all’interno dell’Unione Europea, presentata dalla Commissione Europea nel febbraio 2004 e approvata dal Parlamento Europeo nel 2006, tornerò per far luce sulle conseguenze devastanti sui piccoli e medi imprenditori, sui lavoratori e sulle famiglie italiane la cui attività è legata al turismo balneare e al turismo in generale.

Cari amici, dobbiamo acquisire la consapevolezza che lo Stato non può in alcun modo e per nessunissima ragione abdicare a ciò che sostanzia la sua quintessenza, la sua ragion d’essere, e cioè la salvaguardia del bene primario dei cittadini e la tutela dell’interesse supremo dello Stato. Dobbiamo mobilitarci affinché sia ripristinato il principio costituzionale e morale secondo cui lo Stato è al servizio dei cittadini e non i cittadini asserviti allo Stato, a maggior ragione se è uno Stato, come è il caso nostro, che ha svenduto la propria sovranità e si è sottomesso agli interessi dell’Eurocrazia dei banchieri e dei burocrati a sua volta assoggettata allo strapotere della grande finanza speculativa globalizzata che promuove il Nuovo Ordine Mondiale.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

Fondatore e Presidente della Casa della Civiltà

Sabato 4 giugno 2022

3 commenti su “La revoca delle concessioni ai balnerari è un’ulteriore svendita della sovranità dell’Italia

  1. E’ un modo per creare destabilizzazione e impoverimento ,è inconcepibile che possano agire così.Ciò che sta venendo avanti con agenda 2030 giustificherà tante azioni già previste da molto tempo.

  2. L’azione di distruzione dell’Italia, iniziata come ben noto da molto tempo, ha subito una costante continua accelerazione con i Governi non votati per arrivare all’attuale situazione nella quale a dirigere la Nazione è stato posto il “liquidatore” per eccellenza. L’uomo della Goldman Sachs, l’uomo giusto al posto giusto, nel momento storico giusto ove l’attacco alle sovranità nazionali è più acuto. L’invasione indiscriminata di finti profughi, l’instillazione nella popolazione della ipocondria collettiva con le pandemie create ad arte, la ipnosi generalizzata delle menti abituate ad accettare la libertà su condizione a cui si aggiunge la situazione critica sia economica (sanzioni) sia militare (invio armi) per una guerra per procura sul territorio europeo, appaiono come un tentativo di dare la spallata finale ad una Nazione allo sfascio totale. Un fuoco incrociato micidiale con il solo miraggio di porvi fine con le prossime elezioni nella incertezza di potervi arrivare e nella consapevolezza che anche se vi si arriverà la possibilità che la politica vinca sul potere finanziario è fortemente compromessa. Ahmé Magdi bisogna fare presto.

  3. condivido pienamente il giudizio di Magdi. Troppo spesso i politici ‘dimenticano’ che le coste,le spiaggie sono demaniali,cioè appartengono allo Stato e quindi a tutti noi,e fanno parte integrale della sovranità dello Stato, sono confini terra acqua, che oltre al valore indubbio ed elevato economico,paesaggistico e turistico essenziali e vitali per tutti, hanno una rilevanza strategica ed anche eventualmente militare difensiva. Non si possono vendere come un qualsiasi prodotto ne’ tantomeno cedere ad organismi economici e politici stranieri ,nè finanche italiani speculativi.
    Per non parlare poi della salvaguardia ambientale ed ecologica di cui siamo tutti responsabili, da proteggere e trasmettere alle future generazioni.
    Nessuna direttiva esterna deve essere osservata quando ci obbliga a liberalizzazioni contro i beni primari ed inalienabili dello Stato.Nè contro il lavoro e l’economia sostenibile degli Italiani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: Questo contenuto è protetto
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: