Il «Programma per un Governo di Centrodestra» corrisponde nella sostanza alla «Agenda Draghi», condivisa anche dal Centrosinistra, e conferma la realtà della «Partitocrazia consociativa». Sarebbe velleitario immaginare che l’Italia potrebbe cambiare qualora al Governo andasse il Centrodestra o il Centrosinistra

Cari amici Buona Domenica del Signore. In vista delle elezioni anticipate per il rinnovo del Parlamento il prossimo 25 settembre, il Centrodestra, ossia la coalizione formata da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, ha presentato un «Programma quadro per un Governo di Centrodestra», con un titolo privo di uno specifico contenuto «Italia, domani», il cui testo è stato pubblicato dall’Agenzia di stampa Ansa.

Il Programma si articola in 15 punti. Emerge subito quanto segue:
1. La sostanziale adesione e continuità con il Programma e gli impegni assunti dal Governo dimissionario di Mario Draghi, di cui hanno fatto parte la Lega e Forza Italia, mentre Fratelli d’Italia, seppur dall’opposizione, ne ha approvato i decreti più importanti.
2. L’enunciazione di principi generali e di intendimenti generici che potrebbero essere condivisi e che potrebbero essere fatti propri da tutti i principali partiti di destra, di centro e di sinistra.
3. L’assenza di proposte concrete, esplicitate e argomentate che, rispetto alle passate promesse elettorali, evidenzino una novità che potrebbe tradursi nella soluzione reali ai problemi esposti.
4. La perdita di incisività e di chiarezza dei contenuti rispetto al Programma elettorale del Centrodestra per le elezioni parlamentari del 4 marzo 2018, che già dal titolo «Un Programma per l’Italia – Per la crescita, la sicurezza, le famiglie e la piena occupazione» delineava una discontinuità, in aggiunta all’impatto dei capitoli dedicati a «Meno tasse», «Meno Stato invadente, Più Stato efficiente, Più società», «Meno vincoli dall’Europa».

Nel punto 1, «Italia, a pieno titolo parte dell’Europa, dell’Alleanza Atlantica e dell’Occidente. Più Italia in Europa più Europa nel Mondo», si sposano totalmente le posizioni espresse anche recentemente da Draghi: «Rispetto delle alleanze internazionali e rafforzamento del ruolo diplomatico dell’Italia nel contesto geopolitico»; «Rispetto degli impegni assunti nell’Alleanza Atlantica, anche in merito all’adeguamento degli stanziamenti per la difesa, sostegno all’Ucraina di fronte all’invasione della Federazione Russa e sostegno ad ogni iniziativa diplomatica volta alla soluzione del conflitto»; «Piena adesione al processo di integrazione europea, con la prospettiva di un’Unione europea più politica e meno burocratica».

Nel punto 2, «Utilizzo efficiente delle risorse europee», ugualmente si riafferma la linea del Governo Draghi: «Pieno utilizzo delle risorse del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), colmando gli attuali ritardi di attuazione»; «Accordo con la Commissione Europea, cosi come previsto dai Regolamenti Europei, per la revisione del PNRR in funzione delle mutate condizioni, necessità e priorità»; «Efficientamento dell’utilizzo fondi europei con riferimento all’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime»; «Rendere l’Italia competitiva con gli altri Paesi europei attraverso l’ammodernamento della rete infrastrutturale e la realizzazione delle grandi opere (potenziamento della rete dell’alta velocità e ponte sullo Stretto), contro la filosofia del “no”; Banda ultralarga in tutta Italia» (richiesta dall’Unione Europea e che si abbina al 5G).

Nel punto 3, «Riforme istituzionali e strutturali», si reitera la prospettiva della «Elezione diretta del Presidente della Repubblica», indicando come ulteriore riforma costituzionale la «Piena attuazione della legge sul federalismo fiscale e Roma capitale. Attuare percorso già avvenuto per il riconoscimento delle Autonomie ai sensi dell’art. 116 comma 3 della Costituzione garantendo tutti i meccanismi di perequazione», nonché la «Valorizzazione del ruolo degli enti locali», senza ulteriori specificazioni e senza delineare il quadro complessivo del nuovo assetto istituzionale dello Stato.
Sempre nel punto 3 si ripetono le richieste della «Riforma della Giustizia: equo processo in tempi rapidi, separazione delle carriere e riforma del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), e della «Riduzione di tempi del processo penale e civile e stop ai processi mediatici e diritto alla buona fama».

Il punto 4, «Per un fisco equo», ripete genericamente una posizione affermata da tutti i partiti da sempre, «Riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi».

Il punto 5, «Sostegno alla famiglia e alla natalità», ricalca le posizioni proclamate in passato da tutti i partiti e sostenute da Draghi. Si legge «Allineamento Pil per spese infanzia e famiglia», senza spiegare che cosa dovrebbe concretamente comportare per il Prodotto interno lordo. Poi si indica un «Piano di sostegno alla natalità», che contempla «asili nido gratuiti, asili nido aziendali, ludoteche e detassazione dei prodotti per l’infanzia», «Aumento dell’assegno unico e universale», «Introduzione del quoziente familiare», «Sostegno concreto alle famiglie con disabili a carico attraverso l’incremento dei livelli essenziali di assistenza sociale», «Tutela del lavoro delle giovani madri», «Agevolazioni per l’accesso al mutuo per l’acquisto della prima casa per le giovani coppie».

Il punto 6 affronta il tema più caro alla destra, «Sicurezza e contrasto all’immigrazione illegale», annunciando «Nuovi decreti sicurezza», «Adeguamento dell’organico e delle dotazioni delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco e della fattiva collaborazione di questi con la Polizia locale e le Forze armate, per consentire un capillare controllo del territorio», «Difesa dei confini nazionali ed europei come richiesto dall’UE con il nuovo Patto per la migrazione e l’asilo, con controllo delle frontiere e blocco degli sbarchi per fermare, in accordo con le autorità del Nord Africa, la tratta degli esseri umani», «Creazione degli hot-spot nei territori extra-europei, gestiti dall’Unione europea, per valutare le richieste di asilo». Ebbene, tutte queste istanze vengono sostenute e ripetute da circa vent’anni.

Al punto 7, «Tutela della salute», non si fa esplicito riferimento né all’obbligo dell’inoculazione dei cosiddetti vaccini anti Covid-19 né all’obbligo del lasciapassare denominato Green Pass, ma si afferma genericamente «Contrasto alla pandemia di Covid-19 attraverso la promozione di comportamenti virtuosi e adeguamenti strutturali – come la ventilazione meccanica controllata e il potenziamento dei trasporti – senza compressione delle libertà individuali secondo il principio del convincere per non costringere».

Il punto 8, «Difesa del lavoro e dell’economia reale», ripete la richiesta del «Taglio del cuneo fiscale in favore di imprese e lavoratori».

Il punto 9, «Stato sociale e sostegno ai bisognosi», parla di «Ridefinizione del sistema di ammortizzatori sociali al fine di introdurre sussidi universali», chiede la «Sostituzione dell’attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro», promette l’ «Innalzamento delle pensioni minime sociali e di invalidità».

Al punto 10, «Made in Italy, cultura e turismo», si dice genericamente «Tutela e promozione del Made in Italy, con particolare riguardo alla tipicità delle eccellenze italiane»; «Le coste italiane: 8000 km di litorale, 300.000 addetti del settore, un patrimonio che va tutelato», senza precisare il sostegno agli imprenditori balneari che sono contrari alla messa all’asta dei loro beni e della loro attività imposta dall’Unione Europea e varata dal Governo Draghi.

Al punto 11, «Sfida autosufficienza energetica», si afferma la «Transizione energetica sostenibile attraverso l’aumento della produzione dell’energia rinnovabile», sostenendo alla fine il «Ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima generazione, compreso il nucleare pulito e sicuro, senza veti preconcetti».

Il punto 12, «L’Ambiente nostra priorità», enuncia un «Piano straordinario per la tutela e la salvaguardia della qualità delle acque marittime e interne», e la «Salvaguardia della biodiversità, anche attraverso l’istituzione di nuove riserve naturali».

Il punto 13, «L’Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro», afferma la «Tutela delle specificità e delle eccellenze agricole italiane».

Solo al punto 14, si parla di «Scuola, università e ricerca», promettendo di «Rivedere in senso meritocratico e professionalizzante il percorso scolastico» e un «Piano straordinario per l’eliminazione del precariato del personale docente».

Il punto 15, «Giovani, sport e sociale», parla di «Supporto e valorizzazione degli enti del Terzo settore nell’ottica del principio di sussidiarietà anche attraverso un ripensamento dell’approccio allo sport nelle scuole, consentendo ai giovani di accedere alle diverse discipline sportive a seconda delle proprie attitudini all’interno degli istituti scolastici, sollevando le famiglie da ostacoli di ordine economico e sociale».

Cari amici, la sostanziale continuità dei contenuti del Programma del Governo di Centrodestra con la cosiddetta «Agenda Draghi», che è condivisa anche dal Centrosinistra, in aggiunta alla genericità della loro formulazione, confermano la realtà della Partitocrazia consociativa che si è affermata in modo anche formale con il Governo Draghi. Se consideriamo che i Programmi elettorali si sono sempre rivelati solo delle esche per catturare i voti del maggior numero possibile di elettori costi quel che costi, per poi disattenderli all’indomani del voto, ebbene sarebbe velleitario immaginare che l’Italia potrebbe concretamente cambiare qualora al Governo andasse il Centrodestra o il Centrosinistra, perché nella sostanza – al di là delle recite proprie del teatrino della politica – tutti i partiti fanno le stesse cose una volta che entrano nel «Palazzo del potere». Prima delle elezioni parlano lingue diverse, ma ormai neanche tante diverse, mentre dopo elezioni parlano la stessa lingua.

La Casa della Civiltà prende atto che questo sistema di potere è intrinsecamente marcio, che lo Stato è collassato e la civiltà è decaduta. Prende atto che il sistema di potere non è riformabile dal suo interno. Promuove, pertanto, in parallelo alle istituzioni, la rinascita della nostra civiltà, la salvezza degli italiani e il riscatto dell’Italia impegnandosi sul fronte della formazione culturale, della mobilitazione e della disobbedienza civile, dell’azione politica costruttiva per ricostruire dalle fondamenta un nuovo modello di civiltà, di società e di Stato.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità Casa della Civiltà

Domenica 7 agosto 2022

4 commenti su “Il «Programma per un Governo di Centrodestra» corrisponde nella sostanza alla «Agenda Draghi», condivisa anche dal Centrosinistra, e conferma la realtà della «Partitocrazia consociativa». Sarebbe velleitario immaginare che l’Italia potrebbe cambiare qualora al Governo andasse il Centrodestra o il Centrosinistra

  1. Pur condividendo, di fronte a questo scenario la destra comunque si distingue per quanto riguarda la famiglia, la Patria, l’etica e le nostre origini ebraico cristiane. Certo è deludente vedere come si siano allineati. Mi chiedo, e se la Meloni si è appecoronata per non fare la fine di Craxi…?

  2. Magdi come sempre ha perfettamente centrato ed analizzato il programma del centro destra proposto.
    Un bello specchietto per le allodole, uno strillo per attirare consensi generici.
    È vero che ci sono punti in nomen condivisibili, anche per noi, ma manca la sostanza e la concretezza dello studio serio. Cosa che noi cerchiamo di fare. Ci sono purtroppo idee del consociativismo draghiano, da respingere, accanto a sogni popolari o vecchi ormai e buoni per carpire consensi elettorali.
    Penso che poi seguiranno ulteriori proposte esplicative e concrete, forse.
    ma l’accozzaglia politica che riflette l’agenda draghi è evidente, proposta poi da chi sosteneva queste falsità ed ubbidienze per le poltrone ed il potere, è semplicemente strumentale, per non dire altro.
    Di fronte a tanto marciume e presa in giro del popolo, appoggio la posizione della Casa della Civiltà esplicitata da Magdi, auspicando di marciare verso la costruzione del nostro programma di ricostruzione totale di noi stessi, della società italiana, della politica e dell’umanita’ sostanziale e naturale,
    in parallelo, senza nulla togliere per chi vuole oggi limitare i danni appoggiando nel concreto, formazioni antisistema oneste e persone valide che finora si sono sacrificate, per mettere molti sassolini nell’ingranaggio del potere, ovviamente senza farsi troppe illusioni, sapendo che le scelte vere e determinanti sono faticose e lunghe, ed hanno il respiro del futuro, ma le radici dell’oggi.

  3. Personalmente quando sento parlare Berlusconi,Salvini e Meloni cambio canale esattamente come faccio per tutti gli esponenti di Partiti che occupano le poltrone da decenni. Destra e sinistra non sono più in contrapposizione tra loro e ormai è chiaro che sono parte di uno stesso schieramento col comune obiettivo di mettere all’ asta l Italia

  4. Grandissimo Magdi per avere dettagliato punto per punto tutto il programma che sembra un pre-stampato. Ancora una volta non posso che condividere la tua puntualissima riflessione. La solita minestra trita e ritrita senza lanciare nessuna nuova proposta. Slogan su slogan, promesse che non verrano mantenute. Proclami da volantino elettorale. Da destra a sinistra stiamo assistendo alle comiche finali con la differenza che qui nessuno ha voglia di ridere. Ricordiamoci che se i partiti avessero voluto cambiare veramente le cose non avrebbero proposto questo programma con un carosello di impresentabili. La realtà è che vogliono farci credere in un cambiamento che non avverrà perché se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero nemmeno fare.

    “Un popolo che elegge
    corrotti, impostori,
    ladri e traditori. non è
    vittima, ma complice”.
    George Orwell

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